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ATTUALITÀ POLITICA | 15 maggio 2026, 09:17

Acqua e autonomia, primo via libera alla nuova norma sulle concessioni idroelettriche

La I Commissione del Consiglio Valle approva all’unanimità il parere favorevole allo schema di norma di attuazione dello Statuto speciale. Più competenze alla Regione sulla gestione delle derivazioni d’acqua, durata delle concessioni fino a 40 anni e possibilità di affidamenti anche a società pubbliche “in house”

Acqua e autonomia, primo via libera alla nuova norma sulle concessioni idroelettriche

La Valle d’Aosta prova a rafforzare il proprio controllo su una delle risorse più strategiche del territorio: l’acqua. La prima Commissione consiliare “Istituzioni e Autonomia” ha infatti espresso parere favorevole all’unanimità sullo schema di norma di attuazione dello Statuto speciale in materia di concessioni di derivazione d’acqua, aprendo così una fase che potrebbe incidere profondamente sul futuro energetico regionale.

Il testo, trasmesso dal Ministro per gli Affari regionali il 29 aprile scorso, è stato illustrato in Commissione dal Presidente della Regione Renzo Testolin. La norma si compone di cinque articoli e punta a rafforzare in maniera significativa le competenze della Regione nella gestione delle concessioni e subconcessioni di derivazione d’acqua per tutti gli usi.

Nel dettaglio, alla Valle d’Aosta verrebbero attribuite maggiori competenze sulla disciplina delle modalità di assegnazione delle concessioni, sulla loro durata, sui canoni e sulle valutazioni ambientali e paesaggistiche, comprese le eventuali misure compensative. Un passaggio che viene letto come un ulteriore tassello nel consolidamento dell’autonomia valdostana, soprattutto in un settore delicato e strategico come quello idroelettrico.

Particolare attenzione è dedicata proprio alle grandi derivazioni idroelettriche. La Regione dovrà infatti approvare entro dodici mesi una legge specifica per definire procedure, requisiti dei concessionari e criteri di assegnazione. Le concessioni potranno durare fino a 40 anni, con la possibilità di proroga per ulteriori 10 anni in relazione agli investimenti effettuati e alla complessità dei progetti.

Tra gli elementi più rilevanti della norma compare anche la possibilità di affidare le concessioni non solo tramite gara pubblica, ma anche attraverso partenariati pubblico-privati, società miste o persino società interamente pubbliche in regime “in house”, costituite per finalità di interesse generale legate alla produzione energetica regionale.

È inoltre previsto che i concessionari garantiscano annualmente alla Regione una quota gratuita di energia elettrica destinata ai servizi pubblici e a categorie di utenti individuate dalla futura legge regionale. Sul piano istituzionale, viene poi rafforzato il ruolo della Valle d’Aosta nei rapporti con Arera, prevedendo forme di consultazione preventiva.

«Questa norma di attuazione rappresenta un passaggio importante per il rafforzamento dell’Autonomia della Valle d’Aosta nella gestione di una risorsa strategica come l’acqua, in particolare per le grandi derivazioni idroelettriche», commenta il Presidente della prima Commissione Marco Viérin.

Viérin sottolinea inoltre come il nuovo quadro normativo permetta «alla Regione di definire le regole di assegnazione delle concessioni, nel rispetto dei principi europei e statali, ma con una maggiore aderenza alle specificità del territorio».

Il presidente della Commissione richiama poi l’attenzione sulle imminenti scadenze delle concessioni idroelettriche: «Questo rende necessario che il Consiglio Valle avvii da subito un lavoro approfondito e tempestivo per gestire al meglio una fase decisiva per il futuro energetico della nostra regione.»

La norma di attuazione sarà ora sottoposta all’esame dell’Assemblea regionale prima del successivo invio alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, chiamata ad approvare definitivamente il relativo decreto legislativo.

je.fe.

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