Questa volta la sfida è a tre, con tre candidati sindaco e tre liste civiche che si dividono un paese dove la politica si misura ancora con la memoria del gioco e con il suo impatto economico e sociale.
Secondo il quadro delle candidature ufficiali, in campo ci sono: Sergio Aureli, Barbara Marchesini, Luca Frigerio. E già questo basta per capire che non sarà una campagna elettorale “normale”.
A Campione il Casinò non è un argomento di programma. È il contesto dentro cui ogni programma nasce.
Dopo il fallimento del 2018, la riapertura e la fase di ricostruzione finanziaria, il Comune è ancora in una fase di equilibrio fragile: meno dipendenza diretta dalla casa da gioco, più attenzione ai servizi e alla sostenibilità, ma con il Casinò che resta il principale riferimento economico e simbolico
E in questo scenario, la politica locale continua a dividersi su una domanda semplice:
il Casinò deve essere ancora il motore del paese o solo uno dei suoi pilastri?
Formalmente si tratta di liste civiche. Sostanzialmente, però, ognuna rappresenta una diversa idea di Campione: una più orientata alla continuità gestionale e al consolidamento post-crisi, una più riformista, centrata su servizi e diversificazione economica, una più “di rottura”, che punta a ridefinire il rapporto tra Comune e Casinò
In realtà, più che partiti, sono correnti di sistema: Campione non ha mai avuto una politica tradizionale, ha sempre avuto blocchi legati a persone e cicli economici.
Il nome che inevitabilmente sposta il baricentro del dibattito è quello di Luca Frigerio.
Ex amministratore del Casinò di Campione e, in precedenza, amministratore delegato del Casinò di Saint-Vincent, Frigerio rappresenta una figura tipica dei sistemi “a casinò pubblico”: il tecnico che finisce dentro la politica perché il sistema economico e quello amministrativo coincidono.
Nel dibattito elettorale 2026, la sua candidatura non è letta solo come scelta personale, ma come elemento politico strutturale: esperienza diretta nella gestione dei casinò pubblici, conoscenza dei meccanismi economici e finanziari del settore, e soprattutto una lunga storia dentro il modello che Campione oggi sta cercando di superare o ridefinire
A Campione d’Italia le elezioni non servono a chiudere le stagioni politiche, ma a riordinarle.
E Frigerio, in questo senso, diventa il simbolo di una domanda che attraversa tutta la campagna:
si può cambiare davvero modello senza chi ha gestito quello precedente?
Oppure la transizione passa inevitabilmente attraverso le stesse competenze, gli stessi nomi, le stesse logiche?
Il 2026 a Campione non è una sfida tra destra e sinistra. È una sfida tra: continuità e ricostruzione, Casinò centrale o Casinò ridimensionato, gestione tecnica o nuova identità politica
E in questo equilibrio, figure come Frigerio non sono semplici candidati: sono “archivi viventi” di una fase economica che ha segnato profondamente il paese.
Le elezioni del 24–25 maggio 2026 diranno chi guiderà il Comune nei prossimi anni.
Ma la vera partita è un’altra: capire se Campione d’Italia è riuscita davvero a diventare un Comune normale o se continua a essere un sistema politico-economico che ruota ancora attorno al Casinò.
E in questo specchio, il nome di Luca Frigerio resta uno di quelli che riflettono meglio la storia recente del paese: quella in cui il confine tra gestione, economia e politica non è mai stato davvero tracciato.













