Un pomeriggio che va oltre la semplice visita scolastica e diventa un piccolo investimento sul futuro della comunità. Oggi, lunedì 11 maggio 2026, gli alunni della classe V A della scuola primaria San Francesco di Aosta hanno varcato le porte del palazzo istituzionale nell’ambito del progetto “Portes Ouvertes”, entrando in contatto diretto con il cuore della democrazia regionale.
Ad accoglierli in Aula è stato il Presidente del Consiglio Valle Stefano Aggravi, che ha guidato i ragazzi in un percorso di scoperta fatto non solo di spiegazioni, ma anche di domande e curiosità. Un approccio semplice ma fondamentale: far capire che le istituzioni non sono luoghi lontani e astratti, ma spazi vivi dove si prendono decisioni che riguardano la vita quotidiana di tutti.
Le insegnanti Giovanna Pandolfino, Patrizia Crisarà e Andreanina Cerri hanno accompagnato gli alunni in questa esperienza che si inserisce in un percorso educativo sempre più attento alla formazione civica e sociale delle nuove generazioni. L’obiettivo non è solo conoscere “come funziona” un’assemblea legislativa, ma iniziare a capire cosa significhi partecipare alla vita democratica.
Dopo un momento di approfondimento sulla storia e sul ruolo del Consiglio Valle, i ragazzi hanno vissuto il passaggio più interessante della giornata: si sono calati nei panni dei consiglieri regionali. Il tema scelto per la simulazione, lo spreco alimentare, ha permesso di partire da un problema concreto, vicino alla vita quotidiana delle famiglie e delle scuole, trasformandolo in un’occasione di confronto e proposta.
Ed è proprio qui che iniziative come questa mostrano il loro valore più profondo: non si tratta solo di spiegare le istituzioni, ma di allenare lo sguardo critico, la capacità di ascolto e il senso di responsabilità collettiva. In altre parole, costruire cittadinanza.
In un tempo in cui la partecipazione rischia spesso di ridursi a distanza o disinteresse, vedere una classe di quinta primaria confrontarsi su temi sociali e ambientali dentro un’aula istituzionale è un segnale importante. Significa seminare consapevolezza, ma anche fiducia: nelle regole comuni, nel dialogo, nella possibilità di incidere sulla realtà, anche partendo da piccoli gesti e da giovani età.
Il progetto “Portes Ouvertes” si conferma così non solo un’iniziativa didattica, ma un ponte tra scuola e istituzioni, tra formazione e vita pubblica. Un ponte che, se percorso con continuità, può contribuire a formare cittadini più consapevoli, più partecipi e, forse, anche più esigenti nei confronti della cosa pubblica.
E in fondo è proprio questo il senso più autentico di giornate come quella di oggi: far entrare le istituzioni nella vita dei ragazzi, e allo stesso tempo far entrare i ragazzi dentro le istituzioni. Perché la democrazia, prima ancora che un sistema, è un’abitudine che si impara.













