/ FEDE E RELIGIONI

FEDE E RELIGIONI | 04 maggio 2026, 08:00

Il Papa: ciò che vale davvero è alla portata di tutti

Al Regina Caeli di ieri, Leone XIV riflette sul Vangelo domenicale e invita a superare l’ansia di possedere e di emergere: il “posto” preparato da Cristo è un mondo nuovo, aperto a tutti, dove accoglienza e fraternità sostituiscono esclusione e diseguaglianze

Il Papa: ciò che vale davvero è alla portata di tutti

Di fronte a un mondo ancora segnato dalla competizione, dall’esclusività e dalla ricerca di visibilità, Papa Leone XIV ribalta la prospettiva e indica una strada radicalmente diversa. Ieri, al Regina Caeli, affacciato dal Palazzo Apostolico su una piazza San Pietro gremita di fedeli, il Pontefice ha commentato il Vangelo domenicale soffermandosi su una promessa che, letta alla luce della Pasqua, assume un significato pieno: quella di un “posto” preparato da Cristo per ciascuno.

Non si tratta di uno spazio privilegiato o riservato a pochi, ma di una realtà nuova, accessibile a tutti. Gesù, ha spiegato il Papa, parla della casa del Padre come di una dimora grande, capace di accogliere ogni uomo e ogni donna. Un’immagine che scalda il cuore e restituisce speranza: in Dio, nessuno è escluso, nessuno è dimenticato.

Nel mondo in cui ancora viviamo – ha osservato Leone XIV – a catturare l’attenzione sono spesso i luoghi esclusivi, le esperienze per pochi, il prestigio di appartenere a una cerchia ristretta. È una logica che alimenta l’ansia di avere e di ottenere, spingendo le persone a rincorrere riconoscimento e visibilità come misura del proprio valore.

Il Vangelo, però, propone un capovolgimento. Nel “mondo nuovo” annunciato da Cristo, ciò che conta davvero non è riservato a una minoranza. Al contrario, è proprio l’apertura universale a renderlo più desiderabile: la gratitudine prende il posto della competizione, l’accoglienza cancella l’esclusione, l’abbondanza non genera più diseguaglianze.

È una visione che tocca un nervo scoperto della società contemporanea. L’uomo, ha sottolineato il Pontefice, passa spesso la vita alla ricerca di un posto, di uno spazio in cui essere riconosciuto. Talvolta è disposto a tutto pur di ottenere attenzione. Eppure, proprio lì si nasconde l’equivoco: il valore non si conquista, è già dato.

Nel mistero di Dio, ogni persona possiede un valore infinito. È questa consapevolezza che libera dall’ansia di possedere e dall’illusione di dover emergere per contare qualcosa. La fede diventa allora un’esperienza concreta di liberazione: non un rifugio astratto, ma una chiave per leggere la realtà in modo nuovo.

Anche di fronte alla morte, che sembra cancellare nomi e memorie, la prospettiva cambia. In Dio, ha ricordato Leone XIV, ognuno è finalmente sé stesso: unico, riconosciuto, mai confuso con altri. È, in fondo, il luogo che ogni essere umano cerca, spesso senza saperlo.

Da qui l’invito a vivere già ora questa logica nelle relazioni quotidiane. Il comandamento dell’amore reciproco diventa il modo per anticipare sulla terra quel mondo nuovo promesso da Cristo. Fraternità e pace non sono utopie lontane, ma il destino a cui l’umanità è chiamata.

Infine, lo sguardo si è rivolto a Maria, con una preghiera affinché ogni comunità cristiana diventi una casa aperta a tutti e attenta a ciascuno. Un’immagine semplice, ma esigente: perché significa passare da una fede proclamata a una fede vissuta, capace di trasformare davvero i rapporti tra le persone.

Il messaggio del Papa, in fondo, è netto: mentre il mondo continua a premiare l’esclusività, il Vangelo indica la strada opposta. E proprio lì, paradossalmente, si trova ciò che vale di più.

Prima Pagina|Archivio|Redazione|Invia un Comunicato Stampa|Pubblicità|Scrivi al Direttore