CALENDARIO DEGLI IMPEGNI DI MONS. VESCOVO NEL MESE DI MAGGIO
Domenica 3 maggio
Chiesa parrocchiale di Champdepraz - ore 10.30
S. Cresime per l’unità parrocchiale
Lunedì 4 maggio
Saint-Vincent - ore 19.30
Incontro con il Consiglio pastorale di Unità parrocchiale
di Émarèse e Saint-Vincent
Martedì 5 maggio
Vescovado - mattino
Udienze
Aosta, Sant’Anselmo - ore 20.30
Incontro con il Consiglio pastorale di Unità parrocchiale
di Sant’Anselmo e Saint-Christophe
Mercoledì 6 maggio
Vescovado - ore 18.00
Insediamento Consiglio di Amministrazione e Collegio dei Revisori dei conti
dell’Istituto diocesano sostentamento clero
Giovedì 7 maggio
Vescovado - mattino
Udienze
Aosta, Sant’Orso - ore 18.00
S. Messa e incontro con il Consiglio pastorale di Unità parrocchiale
di Porossan e Sant’Orso
Venerdì 8 maggio
Vescovado - mattino
Udienze
Curia vescovile - ore 15.00
Consiglio diocesano affari economici
Sabato 9 maggio
Cattedrale - Pont Suaz - ore 6.00
Pellegrinaggio mensile a N.-D. de Pitié
Priorato di Saint-Pierre - ore 10.00
Incontro per Responsabili estate ragazzi a cura del Servizio tutela minori
Chiesa parrocchiale di Gressoney-Saint-Jean - ore 18.30
S. Cresime per l’unità parrocchiale
Domenica 10 maggio
Chiesa parrocchiale di Antey-Saint-André - ore 10.30
S. Cresime per l’unità parrocchiale
Cattedrale - ore 15.00
S. Cresime per l’unità parrocchiale di Charvensod e Pollein
La Chiesa celebra San Giuseppe Lavoratore
Nel Vangelo Gesù è chiamato 'il figlio del carpentiere'. In modo eminente in questa memoria di san Giuseppe si riconosce la dignità del lavoro umano, come dovere e perfezionamento dell'uomo, esercizio benefico del suo dominio sul creato, servizio della comunità, prolungamento dell'opera del Creatore, contributo al piano della salvezza (cfr Conc. Vat. II, 'Gaudium et spes", 34). Pio XII (1955) istituì questa memoria liturgica nel contesto della festa dei lavoratori, universalmente celebrata il 1° maggio.
Il sole sorge alle ore 6,36 e tramonta alle ore 20,31
“La guerra non risolve i conflitti, li moltiplica. È sempre una sconfitta dell’umanità.” (Papa Leone XIV)
È una frase che colpisce perché rovescia completamente la retorica della forza: la guerra non è mai uno strumento efficace, ma un moltiplicatore di caos. E oggi, guardando a una politica spesso muscolare, fatta di slogan e contrapposizioni, suona quasi come una denuncia implicita: quando manca la capacità di mediazione, si apre la strada allo scontro. E lo scontro, nella storia, non ha mai costruito nulla di duraturo.











