Via libera del Consiglio Valle alla prima variazione di bilancio del triennio 2026-2028. Nella mattinata del 23 aprile, al termine di un confronto avviato il giorno precedente, l’Aula ha approvato il provvedimento con 19 voti favorevoli (UV, CA, FI) e 15 astensioni (FdI, Lega VdA, PD-FP, AVS, Renaissance, AdC), segnando così un passaggio politico tutt’altro che neutro.
Il disegno di legge, presentato dalla Giunta lo scorso 20 marzo, mette in campo una manovra complessiva da 37,3 milioni di euro. Una cifra significativa, costruita per 6,7 milioni su maggiori entrate e per 30,6 milioni attraverso riduzioni di spesa, con un equilibrio che riflette la necessità di intervenire senza alterare troppo gli assetti generali.
A illustrare il provvedimento sono stati Josette Borre (UV) per la maggioranza e Andrea Manfrin (Lega VdA) per la minoranza, dando voce a due letture politiche diverse della stessa manovra. Se da un lato si è parlato di interventi mirati e necessari, dall’altro non sono mancate perplessità sull’impostazione complessiva.
Nel dettaglio, la variazione comporta un aumento delle spese correnti di 5,3 milioni di euro e un incremento delle spese di investimento pari a 1,4 milioni, segnale di una manovra che prova a tenere insieme gestione ordinaria e prospettive di sviluppo.
I capitoli su cui si concentra l’intervento sono quelli più sensibili per il territorio: finanza locale, politiche abitative e promozione turistica legata ai grandi eventi. Ambiti strategici, che delineano una chiara direzione politica orientata al sostegno dei Comuni, alla risposta al fabbisogno abitativo e al rafforzamento dell’attrattività della Valle.
Non mancano poi interventi trasversali su istruzione e cultura, sviluppo economico, lavoro e agricoltura, oltre a misure dedicate al mondo delle cooperative sociali, segno di una manovra che prova a distribuire risorse su più fronti, senza concentrare tutto su un unico asse.
Sul piano procedurale, il testo ha recepito quattro emendamenti della seconda Commissione, mentre sono stati respinti tre emendamenti presentati congiuntamente da Lega VdA e Renaissance. Una dinamica che conferma la tenuta della maggioranza, ma anche la difficoltà delle opposizioni a incidere concretamente sul provvedimento.
Bocciati anche due ordini del giorno delle minoranze. Il primo proponeva “l’impiego, su base volontaria, del personale della Società di Servizi nei centri estivi” per il periodo giugno-settembre 2026. Il secondo chiedeva “l’istituzione di una cabina di regia per la definizione di un nuovo piano scolastico della media Valle”. Entrambe le proposte non hanno trovato spazio nell’impianto finale.
Resta, sullo sfondo, una linea politica abbastanza chiara: una variazione che punta a ritoccare senza stravolgere, distribuendo risorse su più settori chiave. Ma anche un’Aula che si divide senza scontrarsi frontalmente, con un’opposizione che sceglie l’astensione più che il voto contrario.
Un segnale che racconta molto più di quanto dicano i numeri: la partita vera, probabilmente, si giocherà sulle prossime manovre.













