/ ATTUALITÀ POLITICA

ATTUALITÀ POLITICA | 17 aprile 2026, 12:00

Lettera aperta all’Assessore al Bilancio e Finanze della Regione Valle d’Aosta

Un cittadino richiama l’attenzione su costi della politica, squilibri di bilancio e necessità di una strategia energetica strutturale per affrontare le sfide economiche globali

IA

IA

Gentile Assessore Mauro Baccega,

le scrivo come cittadino preoccupato, ma soprattutto come contribuente valdostano che osserva con attenzione crescente ciò che accade — e ciò che non accade — nei bilanci della nostra Regione.

Il mondo attorno a noi è cambiato profondamente. I conflitti in Ucraina e in Medio Oriente non sono soltanto tragedie umanitarie lontane: sono acceleratori di trasformazioni economiche globali che arrivano puntuali anche nelle valli alpine. Il prezzo dell’energia, l’instabilità delle catene di approvvigionamento, la geopolitica delle materie prime, le tensioni tra grandi potenze — America, Russia, Cina, Iran — tutto questo si riversa inevitabilmente sui bilanci delle famiglie valdostane.

Famiglie che già vivono in una delle regioni più care d’Italia, dove il caro vita non è un’astrazione ma una realtà quotidiana fatta di bollette sempre più pesanti e di spese che non smettono di crescere.

In questo contesto, ritengo doveroso sollevare una questione che troppo spesso resta nell’ombra: il costo della politica valdostana.

Non lo dico per polemica. Lo dico perché i dati esistono, sono pubblici e parlano chiaro. In Valle d’Aosta, il 79,78% della spesa regionale è corrente, destinata cioè a mantenere la macchina così com’è. Solo il 17,90% è destinato agli investimenti. Questo squilibrio, in un momento in cui il futuro bussa con urgenza alla porta, è difficile da accettare.

La Valle d’Aosta dispone di un bilancio di quasi due miliardi di euro — risorse straordinarie per una regione di 120.000 abitanti. Eppure, una quota sproporzionata di esse viene assorbita da una macchina istituzionale che si è moltiplicata nel tempo, stratificando enti, organismi e cariche remunerate in quasi ogni ambito della vita pubblica.

Il risultato? Si stima che la Valle d’Aosta spenda circa 200 euro per abitante solo per i costi diretti della politica. Una cifra che, su una comunità così piccola, merita quanto meno una riflessione seria e pubblica.

Lei, Assessore, ha dichiarato che «il bilancio regionale è solido e non ci sono motivi di allarme». La prendiamo in parola. Ma proprio perché il bilancio è solido, e proprio perché disponiamo di strumenti che molte altre regioni non hanno, la domanda diventa ancora più urgente: perché non usarli meglio?

Il tema energetico è emblematico. Nel 2025 i prezzi del gas e dell’energia elettrica sono cresciuti rispettivamente del 6,3% e del 6,7%, e le proiezioni non lasciano spazio all’ottimismo. In Italia sono circa 2,4 milioni le famiglie che faticano a sostenere le spese per luce e riscaldamento e, in una regione alpina come la nostra, dove l’inverno è una condizione strutturale e non una parentesi, il peso di questi rincari è doppio.

Le misure attuali rappresentano più un tampone che una soluzione: utili, certo, ma non sufficienti.

Quello che chiediamo non sono aiuti una tantum, sussidi emergenziali o interventi spot destinati a svanire al prossimo ciclo politico. Quello che chiediamo è una visione: un piano energetico strutturale e di lungo periodo che parta dalla riduzione dei consumi, che valorizzi le energie rinnovabili di cui il nostro territorio è ricco, che preveda meccanismi premianti — un sistema di bonus concreto — per cittadini e imprese che investono nella transizione.

Una regione autonoma con le risorse della Valle d’Aosta avrebbe tutti gli strumenti per costruire un piano di transizione serio: formazione professionale avanzata, sostegno all’imprenditoria innovativa, investimenti nelle energie rinnovabili, potenziamento della connettività digitale. Gli strumenti ci sono. La domanda è se esiste la volontà politica di usarli.

Per farlo, però, è necessario scegliere. E scegliere significa anche avere il coraggio di tagliare dove si può tagliare — a partire da quei costi politici che, in proporzione alla nostra comunità, non trovano giustificazione in nessun benchmark nazionale o europeo.

L’autonomia speciale della Valle d’Aosta non è un privilegio da difendere a oltranza. È uno strumento al servizio dei cittadini. Ed è tempo che lo dimostri nei fatti, nei bilanci, nelle scelte.

Con rispetto e fiducia nel suo ruolo,
 

Un cittadino valdostano

Prima Pagina|Archivio|Redazione|Invia un Comunicato Stampa|Pubblicità|Scrivi al Direttore