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ATTUALITÀ POLITICA | 15 aprile 2026, 13:25

Consiglio Valle: Due giorni ad alta tensione tra leggi, sanità e nodi irrisolti

Il Consiglio regionale si riunisce mercoledì 22 e giovedì 23 aprile 2026 con un ordine del giorno da 53 punti. In aula due disegni di legge e un fitto calendario di interrogazioni e interpellanze che spaziano dalla sanità ai trasporti, passando per Casinò, lavoro e politiche sociali

Stfano Aggravi, pres. Consiglio Valle

Stfano Aggravi, pres. Consiglio Valle

Due giornate che si annunciano dense, politicamente cariche e tutt’altro che di routine. Il Consiglio Valle torna a riunirsi mercoledì 22 e giovedì 23 aprile 2026, a partire dalle ore 9, con un ordine del giorno imponente: 53 punti complessivi, tra cui cinque rinviati dalle precedenti sedute. Numeri che, già da soli, raccontano di un’aula chiamata a confrontarsi su una mole significativa di questioni, molte delle quali tutt’altro che marginali.

Al centro della sessione ci sono due disegni di legge. Il primo, affidato alla relatrice Josette Borre, interviene su un tema cruciale come il rafforzamento della protezione civile regionale e l’adeguamento della rete di radiocomunicazioni. Un provvedimento tecnico, ma strategico, che arriva in un contesto in cui la gestione delle emergenze – tra cambiamenti climatici e fragilità del territorio alpino – è sempre più sotto pressione.

Il secondo disegno di legge guarda invece al tessuto sociale ed economico della regione: il sostegno e la promozione del Terzo settore. Relatori saranno Luisa Trione per la maggioranza e Andrea Manfrin per la minoranza. Un confronto che si preannuncia politico oltre che tecnico, perché riguarda il ruolo di associazioni e volontariato in un sistema di welfare sempre più sotto stress.

Ma è soprattutto sull’attività ispettiva che si misurerà il clima politico. In discussione ci sono 15 interrogazioni e 24 interpellanze, segno evidente di una legislatura che, avvicinandosi a passaggi decisivi, vede crescere il livello di pressione sull’esecutivo.

Il gruppo Alleanza Verdi e Sinistra porta in aula un pacchetto articolato di iniziative che toccano alcuni dei dossier più sensibili: dall’elettrificazione della linea ferroviaria Ivrea-Aosta – tema simbolo delle infrastrutture valdostane – alla situazione dei lavoratori Telecontact, fino alla riforma della disabilità e all’introduzione del cosiddetto “codice d’argento” al Pronto soccorso dell’ospedale Parini. Senza dimenticare il nodo, mai sopito, del collegamento funiviario Pila-Cogne e il futuro degli spazi incompiuti come l’ex cotonificio Brambilla di Verrès.

Sul fronte Autonomisti di Centro, l’attenzione si concentra su tre temi politicamente sensibili: il Casinò di Saint-Vincent – tra tornei di poker live e tensioni sfociate nella rissa del 4 aprile – e il futuro del Piano faunistico venatorio.

Fratelli d’Italia, con otto iniziative, alza il tiro su più fronti: dagli impianti di risalita alla gestione del patrimonio immobiliare abbandonato, fino al ruolo della Fondazione Courmayeur Mont Blanc e alla valorizzazione della francofonia. Un terreno, quest’ultimo, che tocca corde identitarie profonde e che difficilmente passerà inosservato nel dibattito.

La Lega Vallée d’Aoste punta invece su temi concreti e ad alto impatto sociale: carenze di personale amministrativo in Regione, sicurezza urbana, stato di agitazione al Casinò, ma anche questioni più controverse come il censimento delle comunità islamiche e il funzionamento dei servizi per uomini autori di violenza.

Non manca il contributo de La Renaissance Valdôtaine, che accende i riflettori sui centri traumatologici nelle località sciistiche, mentre le iniziative congiunte tra Lega VdA e Renaissance mettono al centro sanità, trasporti e servizi sociali: dalla situazione dei medici di base alle tariffe autostradali, fino al trasporto per persone con disabilità.

Il Partito Democratico – Federalisti Progressisti porta in aula temi istituzionali e strutturali: dal ricorso sull’ineleggibilità del Presidente Testolin alle politiche per la casa dei giovani, passando per il Piano regionale dei trasporti e la gestione dei casi di plagio accademico all’Università della Valle d’Aosta.

A completare il quadro, sette mozioni – cinque delle quali rinviate – che spaziano dalla revisione delle norme sull’origine dei prodotti agricoli all’organizzazione di eventi per celebrare gli atleti valdostani delle Olimpiadi di Milano-Cortina 2026, fino a temi più tecnici come il deflusso minimo vitale nelle derivazioni idroelettriche.

Un'adunanza del Consiglio Valle che si prepara a due giorni di confronto serrato, dove accanto ai provvedimenti legislativi troveranno spazio tensioni politiche, rivendicazioni territoriali e questioni sociali irrisolte. Un’aula che, ancora una volta, sarà lo specchio delle contraddizioni e delle sfide della Valle d’Aosta: tra autonomia, sviluppo e necessità di dare risposte concrete a cittadini e territori.

je.fe.

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