C’è una differenza sottile, ma decisiva, tra sapere e saper fare: è la stessa che passa tra leggere un manuale e trovarsi, all’improvviso, con una vita tra le mani. È in quello spazio, teso come una corda tra teoria e realtà, che si sono mossi gli studenti protagonisti della fase regionale delle Olimpiadi di Primo Soccorso della Croce Rossa Italiana, andata in scena sabato 18 aprile 2026 al Centro di Formazione dei Vigili del Fuoco di Croix Noire.
Per la prima volta anche la Valle d’Aosta entra in questo circuito nazionale che, da quattro anni, coinvolge centinaia di giovani – ben 264 scuole in tutta Italia – con un obiettivo chiaro: trasformare la conoscenza in riflesso, la teoria in gesto, l’incertezza in prontezza.
Tre le scuole in gara – ISITP Manzetti, ITPR Corrado Gex e Liceo E. Bérard – ciascuna con una squadra di sei studenti del quarto anno. Ragazzi che, nei mesi precedenti, avevano costruito le basi tra i banchi, affiancati dagli istruttori della Croce Rossa, mescolando nozioni e simulazioni, tecnica e consapevolezza. Ma sabato, il copione è cambiato: niente più rete di sicurezza, solo il tempo che corre e decisioni da prendere.
Le prove si sono susseguite come onde, una dopo l’altra: ustioni, intossicazioni, traumi, attacchi di panico. Scene costruite con cura quasi cinematografica, grazie ai volontari del Comitato, capaci di trasformarsi in giudici, simulatori, truccatori, comparse. Un teatro della realtà, dove ogni dettaglio – un respiro affannoso, una ferita simulata, uno sguardo smarrito – contribuiva a rendere l’esperienza quanto più vicina possibile al vero.
“Affrontare scenari di primo soccorso al buio non è facile”, ma è proprio lì che emerge la differenza tra chi ha studiato e chi ha interiorizzato. E i ragazzi, va detto, hanno dimostrato non solo padronanza tecnica, ma anche qualcosa di più raro: la capacità di fare squadra e di non dimenticare mai la persona dietro l’emergenza. Perché il primo soccorso non è solo una sequenza di manovre, è anche presenza, voce, contatto.
A sottolinearlo sono state le direttrici di gara Anna Castronovo e Velca Botti, insieme alla referente del progetto Muriel Cotroneo, che hanno parlato di “curiosità e serietà dimostrata”, due qualità che, in contesti come questo, valgono quanto una manovra eseguita alla perfezione.
Non è mancata la prova tecnica, tutta concentrata sulle manovre di rianimazione cardiopolmonare: lì, dove ogni secondo pesa come piombo, e il gesto giusto può davvero cambiare il finale di una storia.
Alla fine, come in ogni competizione, è arrivato anche il verdetto: a conquistare il primo posto è stata la squadra dell’ITPR Corrado Gex, che rappresenterà la Valle d’Aosta alla finale nazionale del 30 maggio a Bolzano. Subito dietro, il Liceo E. Bérard, vincitore anche della prova tecnica di RCP, e terzo classificato il Manzetti, che ha saputo tenere testa agli avversari con determinazione.
Alla premiazione erano presenti, tra gli altri, il comandante dei Vigili del Fuoco Stefano Perri e il dottor Luca Cavoretto, dirigente della Centrale Operativa e del Soccorso Sanitario di Emergenza Territoriale, a testimoniare quanto il legame tra formazione e sistema di emergenza sia tutt’altro che simbolico.
Il senso più profondo della giornata, però, lo ha sintetizzato il presidente del Comitato regionale della Valle d’Aosta della Croce Rossa Italiana, Renato Malesan: i ragazzi hanno dimostrato “interesse e partecipazione verso un argomento fondamentale per la comunità”. E ancora: il primo soccorso è “un tangibile segno di umanità”, il principio cardine su cui si regge l’intero movimento.
Parole che suonano come un promemoria, quasi una chiamata collettiva. Perché conoscere le manovre salvavita non è un lusso, ma una competenza civile. E in un Paese dove la diffusione di queste conoscenze resta ancora limitata, iniziative come questa diventano piccoli semi di consapevolezza.
Semi che, se coltivati, possono trasformarsi in qualcosa di molto concreto: cittadini più pronti, più attenti, più umani. Perché, in fondo, il primo soccorso è proprio questo: l’arte di esserci, quando serve davvero.













