C’è qualcosa di profondamente simbolico nel suono di una fisarmonica che conquista una platea internazionale: un respiro antico che diventa linguaggio universale. E proprio su questo spartito si inserisce l’ennesima affermazione di Gabriele Viada, giovane fisarmonicista del Conservatoire de Musique de la Vallée d’Aoste, che ha ottenuto il primo premio all’8ª edizione dell’International and National Competition “Accordéons-nous.org 2026” di Mons, in Belgio.
Un risultato di grande prestigio, maturato in un contesto altamente competitivo e valutato da una giuria internazionale composta da Loris Douyez, Wu Wenyi, Cindy Basso-Valentina, Salvatore Pace e Clément Couyssat. Viada si è imposto nella categoria D Classical Concert Performer con il punteggio di 24,4, confermandosi tra i giovani interpreti più interessanti nel panorama europeo della fisarmonica classica.
Il successo del giovane musicista valdostano non arriva per caso. Alle sue spalle c’è un percorso di studio rigoroso, costruito sotto la guida del professor Ezio Ghibaudo, e inserito in un ambiente accademico che continua a distinguersi per qualità e visione.
Il direttore del Conservatoire, prof. Claudio Montesano, non nasconde l’orgoglio per questo nuovo traguardo: “A Gabriele Viada ed al prof. Ezio Ghibaudo le più vive congratulazioni da parte della comunità accademica”.
Parole che si intrecciano con il significato più ampio di questa vittoria, che non è soltanto personale ma collettiva. È il segnale di un’istituzione che funziona, che accompagna i talenti e li proietta oltre i confini regionali.
Nel racconto di questa affermazione internazionale, emerge con forza anche la riflessione del presidente del Conservatoire, Gianni Nuti, che lega il successo di Viada a una visione più ampia della musica e della formazione: “L'ennesima affermazione di Gabriele Viada è particolarmente significativa per un conservatorio come il nostro e per la terra che lo ospita: dimostra come uno strumento dall'anima popolare possa raggiungere livelli altissimi grazie a spirito di ricerca e dedizione assoluta, tanto da parte dell'allievo, quanto del maestro. Anima popolare, spirito di ricerca dunque: le sostanze di cui dovrà esser fatto il conservatorio del futuro.”
E proprio qui sta il cuore della notizia: nella capacità di trasformare una tradizione popolare in eccellenza artistica, senza snaturarla. La fisarmonica, spesso relegata a contesti folkloristici, trova in interpreti come Viada una nuova dignità concertistica, capace di dialogare con i grandi repertori e con le platee più esigenti.
Da Mons alla Valle d’Aosta, il percorso è lungo ma la direzione è chiara. E ogni premio internazionale non è soltanto una medaglia, ma una conferma: il talento, quando incontra metodo e visione, non ha confini.













