L’idea sarebbe nata da un assessore particolarmente creativo, convinto che i colori dei cappelli possano influenzare la concentrazione dei colleghi. Per i più audaci, è prevista la versione in lana di yak valdostano, rigorosamente locale e certificata “bio-alpina”, per sottolineare il legame con il territorio.
In aula si segnalano già le prime proteste ironiche: alcuni consiglieri avrebbero chiesto cappelli “con visiera” per poter leggere meglio gli atti, mentre altri – in evidente stato confusionale – hanno provato a indossare berretti da baseball e elmi vichinghi, scatenando ilarità tra gli uffici stampa.
Il Presidente del Consiglio avrebbe dichiarato: “Vogliamo una Valle d’Aosta più produttiva, più elegante e… più colorata. E poi, diciamocelo, almeno qualcuno finalmente sorride durante le sedute.”
Non è ancora chiaro se l’iniziativa sarà estesa al personale degli uffici e ai giornalisti in visita, ma intanto i social pullulano già di meme: i consiglieri trasformati in Piccoli Lord alpini stanno conquistando la rete.
Resta da vedere se questa “rivoluzione alpina” avrà effetti reali sul lavoro legislativo o se resterà soltanto un curioso capitolo nella storia del Consiglio. Una cosa è certa: il 1° aprile, almeno, nessuno potrà dire di averlo preso troppo sul serio.













