Se c’è un settore che misura la salute dell’economia locale, quello è l’edilizia. E oggi il termometro segna rosso fuoco: prezzi alle stelle, tensioni globali e imprese costrette a navigare in un mare di incertezze.
Le imprese di costruzione valdostane lanciano un grido d’allarme senza precedenti. Il recente aumento dei costi di gasolio, gas e materiali come bitumi, materie plastiche, Pead e cementi minaccia di bloccare i cantieri in tutta la regione. I dati più recenti, anche se parziali, mostrano incrementi drammatici: il gas naturale è salito del 70% (da 0,37 a 0,63 €/MWh), il bitume del 56% (da 410 a 638 euro a tonnellata) e il gasolio industriale del 28% (da 1,37 a 1,76 euro al litro, senza Iva).

«Stiamo ricevendo segnalazioni allarmanti già dalla scorsa settimana. – spiega il presidente di Ance Valle d’Aosta, Laurent Visini – Aumenti giornalieri dei prodotti petrolchimici come il bitume, essenziali per la stagione delle asfaltature, uniti all’esplosione dei costi di trasporto, rischiano di far saltare l’intero sistema in Valle d’Aosta, dove la logistica è già complessa.»
Non si tratta solo di margini di profitto: la tenuta stessa dei progetti strategici regionali è in gioco. I cantieri legati al Pnrr sono sottoposti a scadenze rigide e cronoprogrammi serrati. «Senza stabilità dei prezzi, consegnare le opere nei tempi previsti rischia di diventare impossibile», aggiunge Visini.
A livello nazionale, Ance ha chiesto l’intervento delle istituzioni: «Il sistema delle imprese non può affrontare da solo una crisi globale. Senza un intervento immediato e strutturale, alcune aziende rischiano la sospensione dei lavori o addirittura la crisi di impresa», avverte il presidente.
Sul fronte locale, Ance Valle d’Aosta ha richiesto alla Regione il rinvio della pubblicazione dell’Elenco Prezzi regionale 2026. «Redigere il documento oggi significherebbe fissare valori ormai non corrispondenti alla realtà di mercato, con gare deserte e cantieri paralizzati. Chiediamo qualche settimana di tregua nella speranza che il mercato possa stabilizzarsi», conclude Visini.
Se le istituzioni non interverranno con decisione, le conseguenze potrebbero essere drammatiche: non solo cantieri fermi, ma anche una pesante ricaduta sui liv













