Ieri il Consiglio dei Ministri ha varato un provvedimento che prevede un taglio delle accise di 25 centesimi per benzina e diesel e di 12 centesimi per il GPL, per la durata di 20 giorni. Un taglio che vale, per ogni automobilista, circa 14,60 euro di risparmio diretto in questo periodo.
Accogliamo con favore questo passo avanti, ma non basta. Visti i maggiori incassi provenienti dall’extragettito su IVA e accise, spinti anche dalla rapida e incredibile crescita dei prezzi dei carburanti, esiste margine per un intervento più incisivo, che duri ben più di 20 giorni, arrivando almeno al doppio di tale durata.
Apprezziamo inoltre che sia stata accolta la nostra richiesta di maggiori poteri di verifica e contrasto ai fenomeni speculativi in capo a “Mr. Prezzi”. Siamo convinti, però, che tale attività non debba limitarsi al settore dei carburanti, ma debba monitorare e sanzionare severamente anche possibili speculazioni sui prezzi di beni e servizi.
Peccato, poi, che tali controlli non siano retroattivi. Ci risulta infatti, da alcune segnalazioni dei cittadini, che diversi distributori ieri, proprio in vista del Consiglio dei Ministri e del possibile taglio delle accise, abbiano aumentato i costi di benzina e diesel.
Oggi, alle ore 11.00, i nostri osservatori regionali constatano che i prezzi non sono ancora variati per effetto del taglio delle accise.
Oggi, 19 marzo 2026, i prezzi medi dei carburanti in Valle d’Aosta si attestano su livelli elevati: la benzina self-service è intorno a 1,85-1,86 euro al litro, mentre il gasolio self-service mostra medie simili o superiori, arrivando talvolta a superare i 2,00 euro al litro. Nelle stazioni di servizio autostradali i costi risultano ancora più alti.
Il decreto varato ieri presenta criticità anche sul fronte delle agevolazioni destinate alla logistica, che si limitano al trasporto pesante, rappresentando una parte marginale del parco veicoli utilizzato per la distribuzione dei beni di largo consumo.
Pur apprezzando questo passo avanti, riteniamo che non sia sufficiente. Per questo, insieme alle associazioni dei consumatori maggiormente rappresentative in Italia, abbiamo chiesto un incontro alla Presidente del Consiglio, preoccupati per le ripercussioni sui prezzi energetici e non, che ricadranno su famiglie il cui potere d’acquisto è già stato messo a dura prova da anni di rincari, speculazioni e mancata crescita dei redditi.
In una fase come questa è necessario, a nostro avviso, agire urgentemente per rimodulare l’IVA su alcuni beni di largo consumo — operazione che genererebbe un risparmio di oltre 530 euro annui a famiglia — e mettere in atto, in maniera strutturale, una misura che rivendichiamo da anni: lo scorporo delle accise dall’applicazione dell’IVA sui carburanti.
Sul fronte energia, invece, tutto tace, mentre il prezzo del gas continua a salire: il valore del PSV ha toccato 0,604 euro/Smc ed è destinato a crescere ulteriormente dopo gli ultimi bombardamenti. Rinnoviamo quindi la richiesta al Governo di intervenire urgentemente e con decisione anche su questo versante.













