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CRONACA | 27 gennaio 2026, 12:00

Prendersi cura dell’altro è ancora possibile: da Arvier parte un appello che riguarda tutti

Sangue, plasma, organi: la XVIII campagna regionale FIDAS racconta una Valle d’Aosta solidale, concreta, capace di farsi comunità quando la fragilità chiede risposte

Ci sono parole che rischiano di diventare slogan vuoti e altre che, invece, continuano a pesare come macigni. “Prendersi cura dell’altro” appartiene alla seconda categoria, soprattutto quando a pronunciarle non è una campagna pubblicitaria ma una comunità che, da anni, mette il proprio corpo a disposizione di chi ne ha bisogno. È da qui che vale la pena partire per raccontare quanto accaduto ad Arvier, dove sabato 24 gennaio 2026 è stata presentata la XVIII Campagna regionale di promozione della cultura del dono del sangue e del plasma promossa dalla FIDAS Valle d’Aosta.

La Sala polivalente del paese ha ospitato un momento che è andato ben oltre il rito istituzionale. Attorno allo stesso tavolo si sono ritrovati amministratori, sanitari, volontari, associazioni e, soprattutto, storie di vita che senza le donazioni di sangue oggi non avrebbero voce. Non a caso la campagna porta un nome diretto, quasi intimo: “Prenditi cura dell’altro, diventa donatore di sangue e plasma”.

Rosario Mele

Nel corso dell’incontro, moderato dalla giornalista Paola Borgnino, è emersa con chiarezza la dimensione collettiva di un impegno che in Valle d’Aosta dura da decenni. Un lavoro silenzioso ma costante, che i numeri aiutano a comprendere: dal 1° gennaio 2007 al 31 dicembre 2025 sono state effettuate 13.706 donazioni, di cui 10.048 di sangue intero e le restanti di plasmaferesi. Solo nel 2025 i donatori FIDAS sono stati 861, con 167 nuovi aspiranti fidelizzati e 81 nuovi donatori periodici effettivi, 27 dei quali tra i 18 e i 30 anni.

Dati che raccontano una Valle d’Aosta generosa, ma anche fragile. A ricordarlo è stato il dottor Pierluigi Berti, Direttore del Servizio di Immunoematologia e Medicina Trasfusionale dell’Azienda USL: «Il sangue è una risorsa insostituibile», ha sottolineato, spiegando come ogni anno vengano raccolte circa 6.000 unità di sangue intero, 1.200 delle quali destinate anche ad altre regioni. «È necessario avvicinare al dono anche la fascia tra i 30 e i 40 anni. I donatori in Valle d’Aosta sono solo il 3-4% della popolazione».

Un dato che pesa, soprattutto se si considera che dietro ogni sacca di sangue c’è un intervento chirurgico, una terapia oncologica, un trapianto. A rendere ancora più evidente questo legame è stato l’intervento della dottoressa Anna Guermani, del Coordinamento regionale Piemonte–Valle d’Aosta per la donazione e il prelievo di organi e tessuti. Nel 2025 in Italia sono stati effettuati 4.187 trapianti e, come ha ricordato, «per un trapianto di fegato servono circa 20 unità di emocomponenti». Donare sangue significa, molto concretamente, rendere possibile un trapianto.

Ma sono state soprattutto le testimonianze personali a restituire il senso profondo della donazione. Laurentia Delpiano, presidentessa dell’AIL Valle d’Aosta, ha raccontato la malattia della figlia colpita da leucemia, ricordando come le trasfusioni siano state decisive per la guarigione. Margherita Barberi, trapiantata di valvola aortica, ha invece condiviso una storia segnata da gravi complicazioni e da una massiccia perdita di sangue, superata grazie alle donazioni di sangue intero. Racconti che spogliano il tema di ogni astrazione e lo riportano lì dove conta davvero: nei corpi, nelle famiglie, nella vita quotidiana.

Non è un caso che la FIDAS abbia voluto ringraziare pubblicamente i gruppi e le associazioni che animano il territorio, dai donatori “San Michele Arcangelo” ai Vigili del Fuoco di “Santa Barbara”, dai Ferrovieri ai gruppi della Polizia Penitenziaria e di Saint-Pierre. Una rete che funziona perché è fatta di relazioni, fiducia e presenza costante.

A tenere insieme tutto questo è la visione espressa dal presidente regionale Rosario Mele, che ha ricordato come «prendersi cura dell’altro non è solo lo slogan della nostra campagna ma rappresenta l’impegno costante e continuativo di tutta la comunità dei Donatori e delle Donatrici di sangue e plasma della FIDAS valdostana». Un invito chiaro, rivolto a tutti: «Donare sangue è un gesto responsabile, gratuito, anonimo, volontario, periodico e associato».

In Valle d’Aosta si può donare esclusivamente presso il Servizio di Immunoematologia e Medicina Trasfusionale dell’Ospedale regionale “Umberto Parini” di Aosta o, in giornate dedicate, nel Poliambulatorio di Donnas. Bastano pochi requisiti: aver compiuto 18 anni, pesare almeno 50 chili, godere di buona salute. Il resto è una scelta civica che riguarda ciascuno di noi.

Perché, in fondo, la domanda che arriva da Arvier è semplice e scomoda allo stesso tempo: se un giorno fossimo noi o una persona cara ad averne bisogno, chi vorremmo trovare dall’altra parte? La risposta, oggi, passa anche da una sacca di sangue.

L’adesione alla FIDAS Valle d’Aosta è gratuita e può essere effettuata sul sito www.fidasvda.it oppure contattando il 348 8418095.

pi.mi.

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