C’è un filo rosso che attraversa molte delle iniziative promosse negli ultimi anni dall’amministrazione comunale di Charvensod: l’attenzione concreta verso i più giovani, verso il loro benessere fisico e mentale e verso una crescita che non sia soltanto scolastica, ma anche sociale ed educativa. In questo solco si inserisce il progetto Bondzor, un’iniziativa che nel tempo è diventata quasi un piccolo marchio di fabbrica del Comune guidato dal sindaco Ronny Borbey, capace di coniugare scuola, movimento e vita all’aria aperta.
Proprio nei giorni scorsi questa attenzione si è tradotta in due giornate speciali sulla neve di Pila dedicate ai bambini e alle bambine delle scuole dell’infanzia e primaria “Davide Mirko Viérin” e della scuola dell’infanzia “Adelline Lucianaz” di Charvensod che hanno scelto di aderire al progetto. Un’occasione per avvicinarsi allo sci e alla montagna, ma soprattutto per vivere un’esperienza educativa diversa dal consueto contesto dell’aula.
Il progetto Bondzor, nato cinque anni fa su iniziativa del Comune, si basa su un’idea semplice ma potente: il movimento come alleato dell’apprendimento. Ogni giornata scolastica inizia infatti con una breve passeggiata di circa quindici minuti prima dell’ingresso in classe, un piccolo rituale che aiuta i bambini a risvegliare il corpo e, insieme, la mente. Un gesto quotidiano che negli anni è diventato una vera e propria abitudine educativa.
Con il tempo l’iniziativa si è ampliata, affiancando alle passeggiate momenti dedicati alla scoperta di diverse attività sportive. In questo quadro si inseriscono le due giornate organizzate sulle piste di Pila, che hanno permesso ai bambini di sperimentare la neve e lo sci in un contesto di gioco, socialità e apprendimento.
Non si tratta soltanto di un’attività ricreativa, ma di un modo per rafforzare nei più piccoli la relazione con l’ambiente montano e con uno stile di vita attivo, valori che in una realtà alpina come quella valdostana rappresentano un patrimonio culturale prima ancora che sportivo.
Il sindaco Ronny Borbey non ha nascosto la soddisfazione per il percorso intrapreso negli ultimi anni, sottolineando il significato educativo del progetto e il ruolo della comunità nel sostenerlo. “Si cammina, si sperimentano sport, si apprendono comportamenti salutari, si sveglia il corpo per attivare la mente: tutto ciò è il progetto Bondzor, al quale la nostra Amministrazione tiene in modo particolare e che si può attuare con la collaborazione delle insegnanti delle nostre scuole perché siamo tutti comunità educante”, ha commentato.
Le parole del primo cittadino restituiscono bene la filosofia che anima l’iniziativa: l’idea che educare non sia soltanto compito della scuola, ma il risultato di una rete più ampia che coinvolge istituzioni, insegnanti, famiglie e territorio.
In questo senso Bondzor rappresenta anche un piccolo laboratorio di comunità, in cui il Comune non si limita a sostenere l’attività scolastica, ma prova a costruire occasioni concrete di crescita per i più giovani. Le passeggiate mattutine, le attività sportive e le giornate sulla neve diventano così strumenti per trasmettere ai bambini valori come la cura del proprio corpo, il rispetto dell’ambiente e il piacere di stare insieme.
Guardando a queste iniziative emerge con chiarezza come l’attenzione dell’amministrazione comunale verso i giovani non sia fatta soltanto di dichiarazioni, ma di progetti che nel tempo si consolidano e si arricchiscono. Piccoli passi quotidiani, come una passeggiata prima di entrare in classe, che nel loro insieme raccontano una visione educativa in cui movimento, natura e scuola dialogano per il benessere delle nuove generazioni.
















