Nel testo, firmato dal cardinale segretario di Stato Pietro Parolin e letto in mattinata dal nunzio apostolico presso l’Unione Europea, monsignor Bernardito Cleopas Auza, il Pontefice esprime apprezzamento per un tema che giudica particolarmente attuale, in un contesto europeo segnato — sottolinea — da una crescente difficoltà ad affrontare il tema dei valori universali nello spazio pubblico.
Secondo Leone XIV, alla base di questa riluttanza vi è una crisi più profonda: “la diffusione del relativismo e la riduzione della verità a semplice opinione”. Una deriva che, avverte il Papa, mina le fondamenta stesse della convivenza civile. “Nessuna comunità, e ancor meno un continente, può vivere in pace e prosperare senza verità condivise che ne informino le norme e i valori”, afferma il Pontefice, legando il tema della pace non solo alla diplomazia ma anche a una visione comune dell’uomo e della società.
Nel messaggio emerge con forza il riferimento alla Dottrina sociale della Chiesa, indicata come strumento capace di offrire un contributo concreto al dibattito europeo. Leone XIV ribadisce “l’urgente necessità” di tornare a riconoscere che la persona umana è “creata a immagine e somiglianza di Dio”, richiamando le parole di Giovanni Paolo II nell’enciclica Centesimus annus, secondo cui “nessun autentico progresso è possibile senza il rispetto del naturale ed originario diritto di conoscere la verità e di vivere secondo essa”.
In questa prospettiva, la Dottrina sociale della Chiesa — osserva il Papa — non si limita a un ambito confessionale, ma “travalica i confini”, offrendo una piattaforma comune per interessi collettivi, valori condivisi e stili di vita capaci di rendere possibile una pacifica convivenza. Un messaggio che si inserisce nel dibattito aperto sul futuro dell’Europa, tra crisi geopolitiche, tensioni sociali e ricerca di nuovi equilibri.












