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CRONACA | 25 gennaio 2026, 12:00

Uragano Henry, lo Stato assente davanti alle macerie delle coste ioniche

Il cataclisma che ha devastato le coste ioniche di Calabria, Sicilia e Sardegna chiama in causa direttamente il Governo centrale. Comuni, famiglie e imprese sono allo stremo, mentre da Roma non arriva alcun provvedimento concreto per indennizzi e ripristino. Il silenzio istituzionale diventa corresponsabilità politica

Lungomare Siderno (ph.ReteMia)

Lungomare Siderno (ph.ReteMia)

L’uragano Henry ha lasciato dietro di sé una scia di distruzione che non può più essere raccontata come una semplice emergenza meteorologica. Le coste ioniche di Calabria, Sicilia e Sardegna sono state colpite come da un bombardamento: stabilimenti cancellati, lungomari sventrati, infrastrutture compromesse, famiglie e imprenditori gettati nella disperazione.

Di fronte a questo scenario, ciò che colpisce non è solo la violenza della natura, ma l’assenza assordante dello Stato.

A giorni di distanza dal disastro, il Governo centrale resta inermi, silenzioso, latitante. Nessun decreto, nessuna misura straordinaria, nessuna parola chiara sugli indennizzi. Un vuoto politico che pesa come un macigno su territori già fragili, già marginalizzati, già troppo spesso dimenticati.

«Qui non parliamo di ristori simbolici, ma di sopravvivenza», denuncia un amministratore della costa ionica. «Interi tratti di litorale sono stati cancellati. Senza un intervento immediato dello Stato, molti Comuni non riusciranno nemmeno a garantire i servizi essenziali».

A Siderno, nel Reggino, la situazione è drammatica. «Il mare si è preso tutto: strutture, lavoro, futuro», afferma un amministratore locale. «Noi sindaci siamo in prima linea, ma senza risorse non possiamo fare miracoli. Il Governo deve assumersi la responsabilità di quello che sta accadendo».

Le parole che arrivano dai territori sono un grido d’allarme che Roma sembra non voler ascoltare. Gli imprenditori del turismo parlano di una stagione già compromessa, le famiglie di case danneggiate, i pescatori di approdi distrutti. «Non chiediamo elemosina – spiega un rappresentante delle attività balneari – chiediamo che lo Stato faccia lo Stato».

È indispensabile che il Governo centrale storni immediatamente risorse per l’indennizzo dei danni subiti e impegni fondi straordinari per il ripristino delle coste, delle infrastrutture e delle strutture produttive. Non si tratta di favori, ma di doveri costituzionali verso cittadini colpiti da una calamità di portata eccezionale.

Continuare a tacere significa trasformare un disastro naturale in una tragedia politica. Significa abbandonare territori interi al declino e alla rabbia. Significa accettare che, ancora una volta, il Sud venga lasciato solo davanti alle macerie.

Henry ha devastato le coste.
Il silenzio del Governo rischia di devastare la fiducia dei cittadini.

"Siderno, crolla il lungomare sotto la furia del mare: oltre un chilometro di muro collassato, danni stimati sopra i 10 milioni di euro" ha scritto Giuseppe Mazzaferro direttore di ReteMiaTv

pi.mi.

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