Nei giorni scorsi l’Italia ha firmato l’accordo di libero scambio UE-Mercosur, pensato per ridurre i dazi doganali e le barriere commerciali tra l’Unione Europea e diversi Paesi del Sud America, tra cui Brasile e Argentina. L’obiettivo ufficiale è aprire nuovi mercati, facilitare gli scambi e favorire consumatori e imprese. Ma, come sottolinea Valle d’Aosta Futura, “il trattato apre il mercato a prodotti a basso costo ottenuti con regole più deboli su lavoro, qualità, sicurezza alimentare e crea una concorrenza sleale che mette a rischio la sopravvivenza delle nostre aziende, sottoposte a un pesante carico burocratico e rispettose di rigide norme in materia di salute, ambiente e benessere animale”.
Il dubbio principale riguarda le realtà locali: quale sarà l’impatto sulla Valle d’Aosta, sui suoi produttori e sui giovani che vogliano investire in una filiera agroalimentare sana, di qualità, che riqualifichi il territorio e lo preservi? Valle d’Aosta Futura non ha dubbi: “Crediamo nella sovranità alimentare, nel diritto dei popoli di definire le proprie politiche agricole e alimentari che garantiscono cibo sano, culturalmente appropriato e prodotto in modo sostenibile, ponendo produttori e consumatori al centro dei sistemi alimentari. Ci opponiamo alle logiche del libero mercato globale e al controllo delle multinazionali, a tutela della biodiversità, delle economie locali, dei diritti dei contadini e delle piccole e medie imprese”.
Il rischio, spiegano i promotori, è che l’accordo finisca per premiare chi produce a basso costo, spesso con standard più bassi, mettendo sotto pressione le aziende locali. Ecco perché il movimento politico auspica che la Regione prenda posizione: “Il Governo regionale deve difendere concretamente la filiera produttiva valdostana e i consumatori, intervenendo nelle sedi opportune per tutelare chi produce qualità sul nostro territorio”.
Ma Valle d’Aosta Futura non si limita alla denuncia politica: sul territorio, promuove iniziative concrete come i GAS, i Gruppi di Acquisto Solidale. “I GAS sono nati per incentivare un consumo critico, acquistare insieme prodotti di qualità, biologici, locali e stagionali direttamente dai produttori. Così li sosteniamo economicamente, riduciamo l’impatto ambientale grazie alla filiera corta e agli sprechi ridotti, e creiamo una rete di relazioni basata su fiducia, equità e consapevolezza, andando oltre il semplice risparmio per costruire un’alternativa etica alla grande distribuzione”, spiegano i promotori.
L’accordo UE-Mercosur apre scenari complessi, ma a giudicare dall’azione sul territorio, la Valle d’Aosta può rispondere con strumenti concreti e iniziative che tutelano la qualità, la sostenibilità e la filiera corta, cercando di proteggere cittadini, produttori e giovani che scommettono sul futuro agroalimentare della regione.













