/ CULTURA

CULTURA | 28 agosto 2025, 21:33

Montagna sotto controllo: tra sentieri e dosimetri, la scienza protegge chi vive l’alta quota

In alta quota, dove l’aria è sottile e il sole picchia più forte, il lavoro di guardaparco e operai forestali somiglia spesso a un’avventura, tra sentieri impervi e boschi silenziosi

Montagna sotto controllo: tra sentieri e dosimetri, la scienza protegge chi vive l’alta quota

quest’estate, tra le rocce e i larici del Parco Naturale Mont Avic, a rendere le giornate ancora più “alte” ci hanno pensato la scienza e la tecnologia: i protagonisti, oltre agli operatori del parco, sono piccoli dispositivi chiamati dosimetri, pronti a registrare ogni singolo incontro con le radiazioni ionizzanti.

Indossati come un braccialetto magico, i dosimetri trasformano ogni passeggiata tra i sentieri in un laboratorio a cielo aperto, dove ogni raggio di energia viene misurato, registrato e studiato. Il personale della Struttura Complessa di Fisica Sanitaria dell’USL Valle d’Aosta, insieme agli esperti dell’Istituto Nazionale di Astrofisica, raccoglie e interpreta i dati, confrontandoli con modelli matematici complessi. L’obiettivo è semplice ma fondamentale: capire quanto la montagna “irradia” chi la abita, la tutela e ci lavora, valutando rischi come tumori cutanei o cataratte.

Il progetto si affianca a “UV Watch”, già in corso con il supporto di ARPA Valle d’Aosta e dell’Università Sapienza di Roma, che misura l’esposizione alla radiazione ultravioletta solare. Così, tra radiazioni ionizzanti e raggi UV, i guardaparco diventano protagonisti di una storia di protezione e prevenzione, in cui ogni passo e ogni escursione sono anche una misura concreta di salute.

“Camminare in montagna non è solo lavoro, è anche scienza in movimento”, spiegano i ricercatori. E ancora: “La collaborazione tra parco, sanità e astrofisica ci permette di ottenere risultati che da soli non potremmo mai raggiungere”. La montagna diventa così un laboratorio vivente, dove la bellezza dei panorami si unisce alla precisione scientifica, e dove la collaborazione è l’arma più potente per garantire sicurezza e benessere.

Così, tra rocce, alberi e cieli tersissimi, la montagna racconta un’altra storia: quella di chi la custodisce e di chi, grazie alla scienza e al lavoro di squadra, può continuare a godersela senza rischi. Un’avventura che insegna che anche tra i sentieri più selvaggi, la collaborazione resta la chiave per proteggere chi vive e lavora all’aperto.

je.fe.

Prima Pagina|Archivio|Redazione|Invia un Comunicato Stampa|Pubblicità|Scrivi al Direttore