Il programma prevede diverse azioni chiave. Le operazioni di controllo faunistico saranno organizzate dalle Stazioni forestali e coordinate dall'Ufficio per la fauna selvatica e ittica della Struttura Flora e fauna. È obbligatorio l'uso di munizionamento atossico, privo di piombo. Inoltre, sarà possibile abbattere i cinghiali senza preventiva programmazione, purché vengano rispettati specifici parametri di sicurezza, e la carne sarà destinata all’autoconsumo. Gli esemplari abbattuti dovranno essere sottoposti a controlli per la trichinellosi e conferiti a un Centro di lavorazione della selvaggina riconosciuto.
Per incentivare l'attività di controllo, il programma prevede che il 50% della carne degli animali abbattuti possa essere riservato agli operatori non d’istituto come compenso per il loro lavoro. Inoltre, solo operatori qualificati, che hanno completato corsi di formazione specifici, potranno partecipare alle operazioni. Sarà possibile anche l’uso di armi dotate di sistemi per la visione e il puntamento notturno, per migliorare l'efficacia del controllo.
In aggiunta, sono previsti investimenti per l'acquisto e l'installazione, entro la fine del 2024, di trappole speciali per la cattura dei cinghiali, da posizionare soprattutto nelle aree con maggiore presenza della specie, come al confine con il Piemonte. Questo approccio integrato mira a ridurre l'impatto dei cinghiali sulle attività agricole e a gestire in modo più efficace la popolazione di questi animali sul territorio.