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CULTURA | 22 giugno 2023, 13:00

Chantal Vuillermoz presenta il libro "Alla montagna devo tornare"

Venerdì 30 giugno, alle ore 18, presso il Chiostro della Collegiata di Sant’Orso ad Aosta

Chantal Vuillermoz presenta il libro "Alla montagna devo tornare"

La Libreria À La Page e la Libreria Aubert organizzano la presentazione del libro di Chantal Vuillermoz “Alla montagna devo tornare”, edito dalla Tipografia Valdostana e da Musumeci Editore. Nel corso dell’appuntamento, venerdì 30 giugno, alle ore 18, presso il Chiostro della Collegiata di Sant’Orso ad Aosta, l’autrice valdostana dialogherà con Stefano Tringali per raccontare la scoperta della Valle d’Aosta di Matilde Serao.

Nel libro sono riunite le tracce del viaggio della grande scrittrice che nel 1892 scoprì e fece scoprire le montagne valdostane: una pagina poco nota della Belle époque in Valle d’Aosta, letta attraverso le parole di una delle più importanti scrittrici italiane.

Chantal Vuillermoz ha attinto alla propria esperienza di ricercatrice sul turismo d’antan per ricostruire l’estate in cui la scrittrice e giornalista campana lascia Napoli per fuggire da una quotidianità divenuta insostenibile. La destinazione, inusuale per lei, è la Valle d’Aosta, scelta su suggerimento dell’amico canavesano Giuseppe Giacosa. Punto di partenza per il racconto è “Lettere d’una viaggiatrice”, il libro che Serao diede alle stampe anni dopo per raccogliere le proprie esperienze lontana da casa, sempre con uno sguardo attento e aperto alle sensazioni. Da quelle pagine Chantal Vuillermoz ricostruisce un mondo in cui la Valle d’Aosta inizia a presentarsi a viaggiatori sempre più numerosi, che cercano l’incontro con una natura potente e affascinante.

In questo libro – scrive l’autrice nell’introduzione – ho cercato, documentandomi sui giornali e sulle guide turistiche dell’epoca, di far rivivere l’atmosfera della Belle époque che si respirava anche in alcune delle principali località turistiche della Valle d’Aosta, che stava diventando una meta turistica sempre più ricercata e apprezzata da un turismo non solo elitario di alpinisti e di esponenti della nobiltà e della politica, ma anche di famiglie dell’alta e media borghesia”.

red.

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