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CULTURA | 16 maggio 2026, 20:13

Saint-Pierre applaude Artzon: il borgo della memoria conquista la comunità e attira nuovi sostegni

Sala gremita al Castello Sarriod de la Tour per l’assemblea dell’associazione culturale Artzon. Riconfermato all’unanimità il direttivo guidato da Marco Carlin, mentre il progetto di valorizzazione del borgo storico di Saint-Pierre convince cittadini, scuole, istituzioni e privati. Emozione anche per il video dedicato alla memoria storica e per l’utilizzo dell’Intelligenza artificiale applicata all’archivio digitale

Al centro Marco Carlin

Al centro Marco Carlin

Quella andata in scena ieri sera, venerdì 15 maggio, al Castello Sarriod de la Tour non è stata soltanto un’assemblea associativa. È stata la conferma che il progetto culturale costruito in questi anni da Artzon sta diventando qualcosa di molto più grande di una semplice esperienza locale. Una comunità che si riconosce nella propria memoria, un borgo che torna a raccontarsi e un’associazione che, partita quasi in silenzio, oggi riesce a riempire una sala con quasi novanta persone presenti tra soci, cittadini, amministratori e rappresentanti istituzionali.

Per un’iniziativa nata in un piccolo comune valdostano, il colpo d’occhio della serata ha avuto un significato importante. Un segnale evidente di come il lavoro svolto in questi tre anni abbia saputo creare partecipazione, curiosità e soprattutto senso di appartenenza.

Nel corso dell’assemblea è stato rinnovato il Consiglio direttivo dell’associazione, completamente riconfermato. Continueranno quindi a guidare Artzon Daniela Bosio, Marco Carlin, Walter Chentre, Lorena Armand, Valentina Manella, Elena Negro e Chiara Virano. Accanto a loro proseguirà anche il contributo costante di Herika Welter, Isabelle Vallet, Franco Tournoud e Silvio Lale Lacroix.

Una riconferma che il presidente Marco Carlin vive come un segnale di fiducia molto forte. «Questa riconferma ci gratifica enormemente», ha spiegato durante la serata. «Significa che il percorso costruito fin qui viene percepito come serio, utile e importante per la comunità». Ma il vero cuore dell’incontro è stato ancora una volta il progetto dedicato all’abbellimento e alla valorizzazione di Rue Émile Chanoux, il vecchio borgo di Saint-Pierre, destinato a trasformarsi in un grande percorso permanente di memoria collettiva attraverso fotografie storiche, racconti e testimonianze del passato.

Un’iniziativa che continua a suscitare entusiasmo perché riesce a tenere insieme identità, cultura, turismo e partecipazione popolare.

Particolarmente apprezzato è stato il coinvolgimento del mondo scolastico. Saranno infatti gli studenti ad accompagnare parte del progetto, descrivendo le fotografie storiche e il contesto sociale, umano e culturale che rappresentano. Una scelta che ha colpito positivamente molti presenti perché trasforma la memoria in uno strumento educativo vivo, capace di mettere in dialogo generazioni diverse.

Non è passato inosservato nemmeno il forte sostegno istituzionale. Alla serata erano presenti il sindaco, componenti della Giunta comunale, numerosi consiglieri, rappresentanti regionali ed esponenti di enti privati. E proprio da alcuni soggetti privati sarebbero arrivate manifestazioni di interesse concrete per sostenere economicamente il progetto.

Un elemento tutt’altro che secondario, perché Artzon aveva già spiegato nei mesi scorsi come il futuro dell’iniziativa dipenda anche dalla capacità di ottenere supporti finanziari adeguati per consolidare e ampliare il lavoro svolto fino ad oggi.

La parte finale della serata ha poi offerto uno sguardo sul rapporto tra memoria e innovazione. L’associazione ha infatti presentato un breve approfondimento sull’utilizzo dell’Intelligenza artificiale applicata all’interpretazione dei contenuti del sito ufficiale Artzon, piattaforma che raccoglie fotografie, documenti e materiali storici digitalizzati.

Un passaggio che ha incuriosito molto il pubblico e che conferma la volontà dell’associazione di utilizzare le nuove tecnologie non per sostituire il passato, ma per renderlo accessibile e comprensibile anche alle nuove generazioni.

Momento particolarmente toccante, infine, la proiezione del tradizionale video di memoria storica, realizzato con immagini e testimonianze interpretate da protagonisti del territorio oggi scomparsi. Un appuntamento ormai atteso che ha riportato in sala emozioni, ricordi e volti di una Saint-Pierre che continua a vivere attraverso le sue storie.

E forse è proprio questa la sensazione che ieri sera ha accompagnato molti dei presenti uscendo dal castello: Artzon non sta semplicemente raccogliendo fotografie. Sta ricostruendo un legame collettivo con la memoria di un paese che ha deciso di non dimenticarsi.

pi.mi.

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