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Consiglio Valle | 26 novembre 2022, 08:00

Spudorate manovre per non dare la parola agli elettori

Chi è contrario alla consultazione popolare lo dica apertamente, visto che è il Consiglio che deve decidere e non si nasconda dietro improbabili pareri romani

Spudorate manovre per non dare la parola agli elettori

Il Comitato per la riforma elettorale regionale riunitosi giovedì 24 novembre hapreso atto che la Prima Commissione del Consiglio regionale ha deciso dichiedere una consulenza ad un costituzionalista romano per valutare l'ammissibilità della richiesta di referendum consultivo regionale sulla leggeelettorale.

"Il giudizio su tale decisione- spiega in una nota il Comitato - è nettamente negativo e per vari motivi.Anzitutto è una richiesta di consulenza non giustificata, perché l'ammissibilità ègià stata dichiarata dalla Presidenza del Consiglio essendo stata espletata correttamente tutta la procedura prevista dalla legge regionale n. 19/2003".

In secondo luogo, per il comitato, "la decisione sulla consulenza esterna è stata presa senza sentire,come prevede la legge regionale, il parere dei delegati del Comitato che hapromosso la raccolta delle firme.In terzo luogo le domande rivolte al consulente sono tendenziose: si arrivapersino a chiedere di valutare la legittimità della richiesta di referendum “anchedi fronte alle ingenti spese che ne scaturirebbero”.

Si legge ancora nella nota: "Ci sono molti consiglieri regionali che non vogliono dare la possibilità alla popolazione di esprimere il proprio parere su una materia di grande rilevanza;ed è stupefacente che fra chi si esprime contro l'audizione del CRE e di fattoopera per contrastare l'indizione della consultazione popolare ci sia il consigliereClaudio Restano, presidente della Prima commissione, che pure è il firmatario n. 2654 della richiesta di referendum popolare. E sorprendente è altresì l'atteggiamento del Presidente del Consiglio, Bertin,fino a due anni fa fautore degli strumenti di democrazia diretta e che, ora che haun potere decisionale, asseconda le operazioni ostili alla consultazione popolare".

Il Comitato conclude dicendo: "Chi è contrario alla consultazione popolare lo dica apertamente, visto che è il Consiglio che deve decidere e non si nasconda dietro improbabili pareri romani. Il Comitato per la riforma condurrà fino in fondo la sua battaglia, a breve tuttele maschere cadranno e tutti ci dovranno mettere la loro faccia".

red. pol.

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