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CRONACA | 19 giugno 2022, 14:30

In canotta a Punta Helbronner sul Monte Bianco

Zero termico a 4000 metri di altitudine. Le fontanelle cittadina non sono uno spreco di acqua

In canotta a Punta Helbronner sul Monte Bianco

Zero Termico: 3900 /4500 m, Temp 1500 m: 12/25°C, Temp 3000 m: 7/12°C; sono i dati diffusi dal servizio meteo della Valle d’Aosta che conferma l’anomalia climatica che stiamo vivendo. Come dire che sul Monte Bianco si può stare tranquillamente in canotta.

Recentemente, però, è stato registrato lo zero termico a 5000 metri di quota, quasi 200 metri oltre la cima del Monte Bianco; dunque i ghiacciai con altezza superiore a quella del Monte Bianco sono a rischio scioglimento ed un intero secolo di copertura glaciale è compromesso.

La Valle d’Aosta, area con altitudine media più elevata d’Europa (2000 metri circa) che in soli sette anni (dal 2005 al 2012) ha perduto l’1% cento dei suoi ghiacciai. La superficie di questa regione è ricoperta di ghiaccio per il 4% della sua estensione: 120 chilometri.

Il livello dello zero termico è l’altitudine massima alla quale la temperatura raggiunge il valore di 0°C. In condizioni “normali“, ovvero di atmosfera rimescolata la temperatura, per via della maggior rarefazione dell’aria, scende sempre salendo di quota. E’ per questo che in montagna solitamente fa più freddo che in pianura. Dunque il limite dello zero termico si può trovare a mille, duemila, tremila metri, a seconda della stagione e della massa d’aria che ci interessa.

Durante l’inverno, in presenza di masse d’aria fredde provenienti dalle regioni polari, può capitare che lo zero termico si possa trovare anche a livelli di pianura, mentre le zone montane sono certamente sotto lo zero.

Quando parliamo del riscaldamento globale pensiamo immediatamente all’artico, agli enormi pezzi di ghiaccio che si distaccano cadendo in acqua, oppure alla famosa fotografia dell’orso polare smagrito, bagnato ed in difficoltà. Ma se è vero che l’artico cade a pezzi, è altrettanto vero che i ghiacciai della nostra penisola non godono di una salute migliore.

In primo luogo la Valle d’Aosta, area con altitudine media più elevata d’Europa (2000 metri circa) che in soli sette anni (dal 2005 al 2012) ha perduto l’1% cento dei suoi ghiacciai.

La superficie della nostra regione è ricoperta di ghiaccio per il 4% della sua estensione: 120 chilometri quadrati di cui 30 andati persi; un volume pari a seimila campi di calcio.

Alla luce delle notizie diffuse sulla carenza d’acqua e le proposte di razionalizzazione c’è chi ha scritto alla nostra redazione chiedendo perché perché non si chiudono le fontane pubbliche e cittadine.  E’ bene sapere che le fontane e le fontanelle sono un servizio pubblico e non sprecano l’acqua. Infatti la loro acqua non finisce nella fognature ma ritorna in circolo.

 

 

La monumentale fontana che ad Aosta in PIazza Chanoux rappresenta il fiume Dora Baltea

 

 

Fontane e fontanelle non rappresentano uno spreco idrico ma non solo hanno anche La funzione di rendere più fluide e pulite le condutture. Il flusso idrico continuo garantito dalle fontane produce enormi vantaggi dal punto di vista igienico: evita infatti la stagnazione dell' acqua nelle condotte durante la notte, quando la richiesta dalle abitazioni si riduce notevolmente. E poi. Fontane e fontanelle sono una risorsa idrica anche per gli animali domestici o selvatici.

pi.mi.

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