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CRONACA | 04 maggio 2021, 08:00

Il ciclo non è un lusso, stop al tampon tax

Nelle Farmacie Comunali di Aosta al via la campagna con lo sconto dal 15% al 20% sugli assorbenti femminili

Il ciclo non è un lusso, stop al tampon tax

Ha preso il via in questi giorni nelle Farmacie Comunali di Aosta lo sconto dal 15% al 20% sugli assorbenti femminili, secondo quanto richiesto dall’ Ordine del giorno: Stop “TAMPON TAX”. Il ciclo non è un lusso n. 37 del 17/3/2021 del Consiglio Comunale della città di Aosta. L’ordine del giorno ha impegnato la Presidenza del Consiglio a sollecitare il Governo nazionale e i Parlamentari Valdostani a prevedere iniziative legislative per l’immediata riduzione dell’IVA sui prodotti igienico sanitari femminili, dal 22%, al 4% come avviene alle vendite di generi di prima necessità. Inoltre, ha invitato l’Azienda pubblici servizi - APS Spa a valutare la possibilità di applicare prezzi ribassati nella misura minima del 10% e fino ad un massimo del 20% sui prodotti igienico sanitari femminili in vendita presso le Farmacie comunali in gestione.

Lo sconto applicato nelle Farmacie Comunali è la risposta dell’Azienda pubblici servizi - APS Spa che ha valutato la possibilità di avviare un’azione che vada nella direzione di ridurre il costo di beni di prima necessità.

Cos'è la Tampon Tax? Semplice! È l’imposta IVA al 22% che grava sui prezzi degli assorbenti, considerati come beni di lusso. Avere il ciclo non è un lusso nè tantomeno una scelta e gli assorbenti non sono un accessorio ma una necessità per ogni donna.

La ratio istitutiva dell’IVA si rinviene nella necessità di tassare gli acquisti singoli dei contribuenti in proporzione alla loro capacità di spesa e ciò richiede necessariamente una diversificazione del costo dei beni di consumo.

Il d.P.R. n. 633 del 1972 – come esaminato nella fase introduttiva del presente articolo – inquadra gli assorbenti e i prodotti di igiene personale tra i beni tassati al 22%, invece che tra quelli di prima necessità. Ne consegue il notevole costo degli assorbenti e dei prodotti di igiene personale utilizzati dalle donne nel periodo delle mestruazioni.

Tale situazione si pone inevitabilmente in contrasto con i nostri principi fondamentali, stante il diritto costituzionale delle donne all’eguaglianza, inteso come il diritto della collettività di riconoscere e rispettare le peculiarità del genere femminile, senza creare posizioni di svantaggio, garantito dalla prima parte dell’articolo 3 della Costituzione.

In Italia i prodotti igienico sanitari femminili essenziali sono sottoposti all’Iva del 22%, cioè l’aliquota massima prevista dal sistema fiscale. Eppure sono prodotti di prima necessità, come indicato anche dall’Unione Europea con la Direttiva 2006/12/Ce del 28 novembre 2006 sull'imposta di valore aggiunto che stabilisce per gli Stati membri la possibilità di applicare una o due aliquote a “prodotti farmaceutici normalmente utilizzati per le cure mediche, per la prevenzione delle malattie e per i trattamenti medici e veterinari, inclusi i prodotti utilizzati per fini di contraccezione e di protezione dell'igiene femminile”. La Direttiva ha prodotto iniziative per la riduzione o abolizione della tassa messe in pratica da Francia, Scozia, Irlanda, Belgio, Spagna, Nuova Zelanda, Canada, Australia, India e Kenya.

Dal novembre del 2019 è già prevista la riduzione dell’IVA sugli assorbenti unicamente biodegradabili e compostabili e le coppette mestruali dal 22% di un prodotto igienico femminile standard al 5%. Una misura ritenuta non sufficiente ad affrontare il fenomeno della cosiddetta povertà mestruale, ovvero il disagio di potersi garantire un’igiene adeguata durante tutto il periodo mestruale attraverso appositi dispositivi sanitari.

pi.mi.

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