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Consiglio Valle | 06 aprile 2021, 15:35

M. Tuccari (FI), 'sulla campagna vaccinale valdostana non ci siano ambiguità'

Massimiliano Tuccari

Massimiliano Tuccari

"Il cambio di passo del nuovo Governo Draghi, fortunatamente, si è manifestato anche nell'ambito di una maggiore disponibilità di dosi di vaccino per combattere il Covid-19". Lo dichiara in una nota Massimiliano Tuccari, membro del coordinamento regionale di Forza Italia VdA, che esprime così la posizione del Movimento in merito alla gestione della campagna vaccinale regionale. 

"Tale circostanza -  afferma Tuccari - in Valle d'Aosta, ha dato finalmente slancio alla campagna vaccinale sul territorio, tanto da avere spinto le somministrazioni a quota 900 sotto Pasqua, oltre a valutare la possibilità di adibire la clinica Isav di Saint-Pierre a quinto polo vaccinale regionale dopo quelli di Aosta, Morgex, Châtillon e Donnas".
Tuccari rileva però anche che "stando anche alle recentissime dichiarazioni dei vertici dell'Azienda Usl, sui vaccini in Valle d'Aosta qualcosa non torna".

Se da una parte, "l'assessore regionale alla Sanità ha lanciato Un accorato appello al fine di poter reperire più personale medico possibile, anche volontario, per inoculare quanto prima tutte le dosi di vaccino che verranno inviate ad Aosta dalla struttura commissariale del Generale Figliuolo", dall'altra "la Usl ha fatto sapere che il brusco rallentamento nella vaccinazione delle fasce più a rischio a livello locale, in primis gli over 80, è dovuto alla mancanza di vaccini".

Per Forza Italia VdA "si tratta di una contraddizione in termini, a maggior ragione se questa 'mancanza di vaccini' viene lamentata proprio nella settimana in cui ad Aosta è arrivato un buon numero di dosi supplementari di vaccino Pfizer-BioNTech, nell'ordine di oltre qualche migliaia di dosi".

La sensazione, per Tuccari  "è che, come anche teme la Procura che ha aperto un'indagine, in particolare nella prima fase della campagna vaccinale regionale si siano privilegiate diverse altre categorie di persone rispetto alle fasce più a rischio della popolazione, motivo per cui giustificare con la 'mancanza di vaccini' il rallentamento nella somministrazione agli anziani, in particolare agli over 80, proprio in un periodo in cui le dosi di vaccino stanno arrivando a ciclo continuo, appare quanto meno curioso e sicuramente anomalo".

Pertanto, "chi di dovere dica piuttosto chiaramente che, prima delle fasce più a rischio e degli anziani, in Valle d'Aosta si è voluto dare priorità ad altre categorie di persone. Legittimo o meno, non sta a noi dirlo. Ma sarebbe certamente più onesto nei confronti di tutti".

i.d.

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