Chiarire le modalità con le quali CVA spa ha acquistato turbine e altro materiale proveniente dalla Cina e verificare la qualità delle forniture aggiudicate. E’ quanto deve fare la Commissione di inchiesta istituita oggi dal e che entro il 31 marzo dovrà relazionare al Consiflio su quanto accerterà. Ad illustrare la proposta di istituzione della Commissione è stato Alessandro Nogara (Uvp).
Al termine di un dibattito durato poco più di due ore, il Consiglio ha nominato la Commissione, della quale non fanno parte per scelta politica e perché il medesimo lavoro poteva essere svolto nella Commssione permanente competente in matria l’Uv né il Pd, della quale fanno parte: Alessandro Nogara (Uvp); Pierluigi Marquis (SA), Fabrizio Roscio (ALPE), Antonio Fosson (PNV), Cognetta (M5S), Gerandin (GM).
Il Consigliere Nogara ha annunciato di rinunciare all'indennità di funzione prevista in qualità di Presidente della Commissione. Intervenendo in conclusione del dibattito, il Presidente della Regione, Augusto Rollandin, ha commentato: «Concordiamo che sia importante avere tutte le informazioni in modo che ci sia chiarezza su questo tema, ma crediamo anche che gli andamenti e gli utili dimostrino come la CVA sia la società più importante a livello regionale, tant'è che si sta andando verso la quotazione in borsa, con un lavoro che ha dato risultati soddisfacenti per tutti”.
Ha poi precisato: “CVA si è spinta in acquisti importanti nell'eolico e nel solare con risultati redditizi che hanno portato frutti annuali che sono sotto gli occhi di tutti. Noi riteniamo pertanto che CVA sia una società che abbia operato bene grazie ai suoi dirigenti e ai suoi dipendenti: bene che si voglia mettere l'accento sulla puntuale tematica delle turbine cinesi, ma rimettere in discussione il tutto sembra eccessivo. Non siamo dell'idea che l'istituzione di una Commissione d'inchiesta risolva i problemi, ma riteniamo che gli approfondimenti possano essere svolti nelle Commissioni consiliari permanenti”.
Per Nogara “in base al lavoro ispettivo di alcuni Consiglieri, sono emerse, supportate da adeguata documentazione, diverse criticità. Innanzitutto, i rendimenti dei macchinari non sono mai stati fatti nella quasi totalità dei materiali acquistati e previsti dai vari contratti. Inoltre, sempre nei contratti, si richiedeva un basso rendimento in specifica rispetto allo storico, senza considerare la norma nazionale che prevede uno scostamento massimo consentito dell'1.5%. In tutti i rendimenti questo scostamento ha comportato notevoli perdite. Dubbi poi sono emersi sul materiale, soggetto ad usura precoce: in alcune centrali è stato necessario cambiare dopo soli due anni le turbine”.










