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ATTUALITÀ POLITICA | 28 gennaio 2016, 16:23

Per casinò un gennaio da Banca Etruria, urge task force di esperti valdostani

Per casinò un gennaio da Banca Etruria, urge task force di esperti valdostani

Di dati l’azienda non ne fornisce. Con  la gestione Sommo-Scordato la censura sull’attività della casa da gioco è seconda solo a quella dell’Ior ai tempi di Paul Marcinkus. Ma le notizie filtrano come i fondi del the nero e dicono che per il casinò di Saint Vincent chiuderà gennaio 2016 come la banca Etruria. Vale a dire una considerevole perdita rispetto al mese di gennaio 2015.

(nella foto Gianfranco Scordato)

Non c’è però da disperare, come ha detto tempo fa Paolo Giovannini, che di casinò se ne intende e che ha previst, per i casinò italiani, una crscita quantomeno fino a luglio. I conti si devono fare sul semestre. E quindi calma. A giugno si potrebbe recuperare. Ma il recupero non  cambierà la situazione generale. Basta osservare i dati semestrali dell’ultimo quadriennio: giugno 2012 incassati 39,4 mln di euro; fine anno 37,1;  primo semestre 2013 33,4 fine anno 33,5; primo semestre 2014 33,5 mln, fine anno 30,7; primo semestre 2015 30,2 fine anno 34,4.

Come si vede è un saliscendi continuo: bene il primo semestre, male il secondo; male il primo semestre bene il secondo. Ma il risultato non cambia. Anzi, lentamente ma inesorabilmente gli incassi scendono. E così sarà anche quest’anno.

I nostri politici, che hanno tutti i dati in anteprima, dovrebbero usarli per analizzare la situazione e non già per metterli in archivio. Certo è necessario saperli leggere. Ma forse non è da tutti. Leggendoli correttamente, però, si possono avere utili indicazioni per interevenire dove serve. Ma per intervenire bisogna sapere cosa fa chi. E chi fa cosa a Saint Vincent è difficile dirlo con un Presidente che è come un pesce fuor d’acqua e un Direttore generale che oltre alla tanta buona volontà non è mandrake per portesi occupare e a sapere di tutto.

Saint Vincent ha bisogno di stabilità e sostenibilità, ma soprattutto di imprenditorialità e di una normalità che non si riesce a vedere. Fare gli imprenditori con i soldi della Regione è facile. Quando Saint Vincent era il primo casinò d’Europa erano le roulette che versavano i soldi alla Regione, mentre oggi è la Regione che si dissangua per mantenere in piedi un carrozzone che non produce nulla e che, nella sostanza, è un ammortizzatore sociale di lusso per tanti dipendenti.

Per questo urge mettere in campo una task force, non di politichini, ma formata da professionalità,  capacità ed esperienze valdostane in grado di leggere i dati, analizzarli, individuare le criticità e individuare le soluzione. Il casinò è un’azienda particolare che non po’ essere gestita da un uomo solo.

Se proviamo a chiedere ai politichini e ai vertici del casinò cosa manca e cosa si deve fare non si ottiene risposta. Solo tanto fumo. Segno evidente delle differenti peculiarità dei vari segmenti che compongono ‘il giocattolino’ di qualcuno, ma soprattutto dei numerosi problemi che affliggono ognuno dei comparti che rendendo difficile anche solo l’individuazione delle priorità.

(nella foro Lorenzo Sommo)

Nonostante i ripetuti interventi e mutamenti dei vertici societari abbiamo di fronte è ancora oggi un casinò avvolto dalle incertezze e immerso nel rosso di bilanci. I politichini continuano a ricordarsi del casinò solo per ragioni tutt’altro che nobili, o quando sono alla ricerca di consensi elettorali.

La Casinò S.p.A., società controllata dal Comune di Sanremo, ricerca un’alta professionalità per il supporto al presidio della struttura di vertice dell’area dei giochi lavorati presso il Casinò di Sanremo. Ha bandito un concorso e richiede una significativa esperienza maturata in posizioni di vertice nell’area dei giochi lavorati all’interno di Casinò di rilevanti dimensioni, preferibilmente italiani. Da noi le nomine si fanno tra amici degli amici.

Eppure in Valle personaggi con grande esperienza e con risultati invidiabili ci sono. Ma è meglio lasciarli fuori dalla porta perché non si fanno condizionare.

Il nostro casinò viaggia sulla media di 5,5 mln al mese. Nel gennaio 2015 ne ha incassati quasi 9; un risultato irripetibile. Ma poi, sempre nel 2015 tra febbraio e aprile è andato sotto la media di un milione. Quest’anno sarà al contrario: gennaio in perdita rispetto al 2015 e negli altri tre mesi recupererà. Nessun demerito, quindi, per Sommo e Scordato che non possono però continuare a gestire il casinò in funzione degli umori del mercato. E c’è da prevedere che il 2016 si chiuderà con un bel più rispetto al 2015 che è stato un anno decisamente inferiore alla media.

È dimostrato, ed politichini dovrebbero prenderne atto, che il confronto di periodi tropo brevi rispetto ai corrispettivi periodi dell’anno precedente genera confusione porta ad errate e affrettate conclusioni. Mentre l’ elaborazione dei dati, poco di moda nel nostro casinò, dovrebbe essere una pratica che contribuisce ad individuare le criticità e non solo per dire siamo andati meglio o peggio. Perché comunque vada, con questa situazione, si andrà sempre peggio e la Regione continuerà a concedere finanziamenti e mutui con i soldi dei valdostani tutti.

p.m.

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