C’è un momento in cui i numeri smettono di essere freddi e iniziano a raccontare una comunità. È quello in cui un bilancio comunale prende forma, tra prudenza e ambizione, tra ciò che si ha e ciò che si vorrebbe costruire. A Courmayeur, quel momento è arrivato lunedì 30 marzo, in una seduta consiliare che ha restituito l’immagine di un paese saldo, ma consapevole delle sfide che lo attendono.
Il Consiglio comunale si è riunito per esaminare dieci punti all’ordine del giorno, arrivando al cuore della discussione con l’approvazione, all’unanimità, del bilancio di previsione 2026-2028 e del Documento unico di programmazione semplificato. Un passaggio non solo tecnico, ma profondamente politico, perché dentro quelle cifre si leggono scelte, priorità e visione.
A illustrare il quadro è stato il vicesindaco con delega al bilancio, Federico Perrin, che ha parlato di un equilibrio costruito con attenzione: oltre 37 milioni di euro tra entrate e uscite, senza ricorrere a nuovo indebitamento. Un dato che pesa, soprattutto in un contesto in cui molti enti locali faticano a tenere i conti in ordine. Qui, invece, l’avanzo di amministrazione si attesta attorno ai 2,4 milioni, segnale di una gestione prudente ma non immobile.
Le entrate raccontano molto del territorio: l’IMU resta la voce principale, seguita dalla Tari e da un’imposta di soggiorno che conferma la vocazione turistica del paese. Sul fronte delle spese, gran parte delle risorse viene assorbita dai servizi essenziali, dalla gestione quotidiana alla manutenzione, fino a voci inevitabili come lo sgombero neve o l’illuminazione pubblica. Accanto a questo, però, c’è un piano investimenti definito ambizioso ma interamente coperto.
Non meno significativo è il segnale arrivato sulle tariffe: restano sostanzialmente invariate. Una scelta che va nella direzione di non appesantire famiglie e attività, mantenendo stabile il costo dei servizi, dalla mensa scolastica ai parcheggi, fino alle celebrazioni civili. Piccoli dettagli, forse, ma che nella vita quotidiana fanno la differenza.
Nel corso della seduta si è parlato anche di ciò che manca. Come le aree da destinare a edilizia residenziale pubblica o attività produttive, oggi assenti nel patrimonio comunale. Un limite riconosciuto apertamente dall’amministrazione, che però si è impegnata a colmarlo nel tempo. Intanto, si guarda a valorizzare ciò che già esiste, con un piano di alienazioni che nel 2026 porterà alla vendita di alcune aree per poco più di 50mila euro.
Uno sguardo concreto è stato rivolto anche alla gestione dei servizi pubblici locali. La società partecipata Centro Servizi Courmayeur continuerà a operare con un sostegno comunale che potrà arrivare fino a 350mila euro, necessario per garantire attività centrali come parcheggi, impianti sportivi e strutture culturali. Anche qui, il dato economico si intreccia con la qualità della vita.
A chiudere il cerchio, le parole del sindaco Roberto Rota, che ha spostato l’attenzione dal bilancio al territorio. La stagione invernale si avvia a concludersi positivamente, anche grazie alle ultime nevicate, mentre all’orizzonte si profilano cantieri importanti. Dopo Pasqua partiranno infatti i lavori per il rinnovamento degli impianti di Maison Vielle, un intervento atteso da anni che porterà inevitabili disagi, ma anche nuove prospettive.
E poi c’è la vita del paese, quella che non entra nei capitoli di spesa ma definisce l’identità di una comunità. Come la Foire de La Paquerette, che il 6 aprile porterà nel centro di Courmayeur circa 200 artigiani, trasformando le strade in un luogo di incontro e tradizione.
Alla fine, più che un elenco di delibere, la seduta del Consiglio restituisce un’immagine chiara: Courmayeur prova a tenere insieme conti e persone, sviluppo e quotidianità. Senza strappi, ma con la consapevolezza che anche l’equilibrio, oggi, è una scelta politica.













