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ATTUALITÀ POLITICA | 30 marzo 2026, 16:46

Riforma dello Statuto: è scontro totale tra minoranza e maggioranza

FdI, Lega, PD, AVS, AdC e La Renaissance denunciano: «Votato contro il confronto. La maggioranza rinuncia a informazioni strategiche».

Riforma dello Statuto: è scontro totale tra minoranza e maggioranza

Clima teso in prima Commissione consiliare sul delicato tema della revisione dello Statuto speciale della Valle d'Aosta. In una nota congiunta, i gruppi di opposizione (Fratelli d'Italia, Lega VdA, PD-Federalisti Progressisti, Alleanza Verdi e Sinistra, Autonomisti di Centro e La Renaissance Valdôtaine) accusano apertamente la maggioranza di voler blindare il percorso, rifiutando il dialogo su figure chiave della riforma.

Al centro della polemica c'è il rifiuto della maggioranza di audire il Deputato Alessandro Urzì, Presidente della Commissione dei Sei di Bolzano e relatore della riforma statutaria del Trentino-Alto Adige.

«In quella sede, il Presidente Testolin aveva indicato come unico riferimento di partenza la riforma statutaria del Trentino-Alto Adige, già in fase avanzata di approvazione parlamentare, auspicando il contributo attivo di tutti i Commissari - evidenziano i Consiglieri Alberto Zucchi (FdI), Corrado Bellora (Lega VdA), Fulvio Centoz (PD-FP), Chiara Minelli (AVS), Marco Carrel (AdC) e Eleonora Baccini (La Renaissance). Su questa base, parte della minoranza aveva avanzato per iscritto la richiesta di audire il Deputato Alessandro Urzì, quale Presidente della Commissione dei Sei della Provincia di Bolzano, nonché relatore di maggioranza della riforma statutaria del Trentino-Alto
Adige, con l'intento di acquisire informazioni dirette su percorso e tempistiche. Una richiesta quindi coerente con gli obiettivi dichiarati
dalla prima Commissione, visto che il Deputato Urzì ha contribuito alla stesura della riforma del Trentino-Alto Adige.»

« La maggioranza, nessuno escluso, ha votato contro tale richiesta - aggiungono i Consiglieri -. Un atteggiamento che denota debolezza
politica e incapacità di arrivare ai risultati. Rinunciare a informazioni aggiornate e di prima mano sul processo trentino-altoatesino, in un momento in cui la Valle d'Aosta è chiamata a ragionare sul proprio futuro statutario, è una scelta che la minoranza non condivide e che ritiene difficilmente spiegabile ai cittadini valdostani. Non solo: anche sulla richiesta, sempre di parte della minoranza, di udire in Commissione la componente regionale della Commissione paritetica, in particolare sull'iter della norma di attuazione sulle concessioni idroelettriche, la maggioranza ha votato contro. Sui temi strategici, come questi, la chiarezza del metodo e la trasparenza sui percorsi, nonché la condivisione (spesso rifiutata), sono parte della credibilità del risultato.»

red

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