La Corte Costituzionale ha sentenziato: I presidenti delle Comunità montane valdostane hanno diritto allo stipendio, che non prendono da 21 mesi, ovvero dal gennaio del 2012.
Alla Corte si era rivolta la Regione lo scorso anno, dopo che il Governo Monti aveva azzerato gli emolumenti ai vertici delle Comunità montane inserendo un comma nel decreto Salva Italia che introduceva il 'volontariato' per i presidenti degli enti locali non indicati nella Costituzione (che parla di fatto solo dei Comuni). Nel ricorso la Regione aveva sottolineato che lo Statuto Speciale della Valle la rendeva esente dal comma, e ad agosto i giudici costituzionali hanno dato ragione agli avvocati regionali: agli otto presidenti delle altrettante Comunità montane spetta lo stipendio, e con questo il versamento di tutti i mesi arretrati. La decisione è stata accolta con favore anche dai sindaci della Vallée.
La Comunità Gran Paradis si è mossa per prima, e il Consiglio dei sindaci delle vallate di Rhemes, Cogne e Valsavarenche ha già deliberato il saldo dei pagamenti 2012 al presidente Bruno Domaine: circa 46mila euro, ai quali andranno sommati gli emolumenti del 2013. In questi giorni tutte le amministrazioni delle Comunità montane si sono attivate per riconteggiare gli stipendi arretrati. Unica incertezza: la riforma degli enti locali, che prevede l'eliminazione delle Comunità montane e l'introduzione delle Unités des communes valdotaines.











