/ Consiglio Valle Comuni

Consiglio Valle Comuni | 22 aprile 2026, 12:42

Protezione civile, legge approvata tra tensioni politiche: l’Aula del Conisglio si svuota, ma il voto è unanime

Via libera al potenziamento della rete di radiocomunicazioni e del sistema di emergenza regionale. Le opposizioni abbandonano l’Aula denunciando una crisi politica: «Segnale per difendere la centralità del Consiglio»

Protezione civile, legge approvata tra tensioni politiche: l’Aula del Conisglio si svuota, ma il voto è unanime

C’è un paradosso che fotografa bene la seduta del Consiglio Valle del 22 aprile: una legge approvata all’unanimità… senza opposizione in Aula. Il provvedimento, che punta a rafforzare la protezione civile e ad aggiornare la rete regionale di radiocomunicazioni, ha infatti ottenuto il via libera definitivo in un clima tutt’altro che disteso. I gruppi di minoranza hanno scelto di non partecipare al voto, lasciando l’emiciclo in segno di protesta politica.

A spiegare la posizione è stato il capogruppo di AdC, Marco Carrel, che non ha usato giri di parole: «Le opposizioni usciranno dall’Aula, in quanto non riteniamo opportuno approvare questa legge, in un segno che deve essere interpretato esclusivamente dal punto di vista politico».

Una scelta che, ha precisato, «non entra nel merito della norma», ma che vuole lanciare un messaggio preciso: «Siamo di fronte a una crisi politica. Abbiamo preso atto che la Giunta arriva a richiedere l’incostituzionalità di leggi approvate da questo Consiglio. Riteniamo quindi opportuno affermare la centralità del Consiglio regionale e la difesa della nostra Autonomia».

Nonostante l’uscita delle opposizioni, il disegno di legge – presentato dalla Giunta lo scorso 13 marzo e passato al vaglio della terza Commissione – è stato approvato dai presenti. Sei articoli che intervengono su un tema tecnico ma cruciale: la capacità del sistema valdostano di comunicare nei momenti in cui tutto il resto si ferma.

In Aula è stata la relatrice, Josette Borre, a entrare nel dettaglio, ricordando come «l’esperienza maturata nei passati eventi calamitosi abbia evidenziato il ruolo essenziale delle radiocomunicazioni, soprattutto quando le reti telefoniche risultano indisponibili».

L’obiettivo è chiaro: «Proiettare nel futuro questa capacità, dotando il sistema regionale di strumenti moderni, affidabili e adeguati». Non una rivoluzione infrastrutturale, ma un’evoluzione tecnologica: dalla rete attuale basata su standard Etsi Tetra al più avanzato Tetra 2, con miglioramenti su qualità delle comunicazioni, trasmissione dati, localizzazione degli utenti e gestione centralizzata.

Un aggiornamento che, ha sottolineato Borre, «non comporta la sostituzione delle infrastrutture portanti esistenti, come i tralicci», ma interviene sulle componenti tecnologiche per rendere il sistema più efficiente e resiliente. Con uno sguardo già rivolto al futuro: «L’impostazione è tecnologicamente neutra per garantire flessibilità e adattabilità, anche rispetto a possibili integrazioni con tecnologie satellitari».

Sul piano finanziario, l’investimento complessivo ammonta a 5,2 milioni di euro, distribuiti tra il 2026 e il 2027, utilizzando risorse derivanti dai rimborsi statali per gli eventi alluvionali degli ultimi anni e dal fondo di accantonamento regionale. Una scelta che trasforma fondi emergenziali in investimenti strutturali.

A rivendicare la portata dell’intervento è stato il Presidente della Regione, Renzo Testolin: «Una norma che dà risposte importanti per utilizzare le risorse rimborsate dalla Protezione civile nazionale per mettere in campo investimenti preventivi sul nostro territorio».

Un approccio che guarda alla prevenzione più che alla gestione dell’emergenza: «Un meccanismo che la Protezione civile valdostana ha sempre raccolto, dimostrando capacità previsionali importanti».

E poi il dato politico-amministrativo: «La norma destina 5,2 milioni di euro per predisporre un sistema radio in grado di coprire tutto il territorio regionale, offrendo garanzie di sicurezza anche in momenti emergenziali».

Resta però sullo sfondo la frattura emersa in Aula. Perché, al di là dei contenuti tecnici – difficilmente contestabili – la scelta delle opposizioni di abbandonare il voto trasforma una legge condivisibile in un nuovo tassello della tensione politica regionale.

E così, mentre la maggioranza rivendica un investimento strategico sulla sicurezza, la minoranza accende un faro su un tema ben più ampio: il rapporto tra Giunta e Consiglio. Un confronto che, a quanto pare, è tutt’altro che chiuso.

pi.mi.

Prima Pagina|Archivio|Redazione|Invia un Comunicato Stampa|Pubblicità|Scrivi al Direttore