CRONACA | martedì 20 agosto 2019 23:24

CRONACA | 21 luglio 2019, 18:00

In Valle d'Aosta una famiglia ogni 55 'Pittima' del recupero crediti

Nessuno politico, nessun sindaco, nessun giornale forcaiolo, nessun consigliere, nessuno tra chi si preoccupa tanto di mafia, antimafia, ‘ndrandgeta e altro se ne occupa

In preparazione del convegno l'associazione ha  elaborato anche una statistica sulle esecuzioni immobiliari in VDA

In preparazione del convegno l'associazione ha elaborato anche una statistica sulle esecuzioni immobiliari in VDA

In termini numerici la cifra può sembrare insignificante, ma provate a mettere in fila 150 persone, o i politici indicare un centinaio di persone che hanno votato per loro e vi accorgerete che in Valle d’Aosta il numero 55 non è poca cosa.

Secondo una ricerca dell’associazione Favordebitoris una famiglia valdostana ogni 55 deve fare i conti con il recupero crediti perché le banche hanno venduto il loro credito a società specializzate nell’operazione di portare a casa i soldi che tante persone, per la crisi e improvvise difficoltà non sono in grado di restituire alle banche.

Il dato preoccupante è l’allarmante aumento delle famiglie in mano alle recupero crediti. E’ impressionante la forte crescita delle esecuzioni in Valle d’Aosta; 8 volte di più della media nazionale; fra il 2017 e il 2018 le case all'asta in Italia sono aumentate del 4,60%, in Val d'Aosta sono aumentate del  36,12%.

di più, considerato che l’80% degli immobili in esecuzione immobiliare ha un valore di perizia inferiore ai 115.000 euro, si tratta quindi delle prime case di famiglia del ceto medio basso.


Aostacronaca se ne già occupata con due articoli (clicca qui e qui) ma nessuno politico, nessun sindaco, nessun giornale forcaiolo, nessun consigliere, nessuno di chi si preoccupa tanto di mafia, antimafia, 'ndrangheta e altro li ha presi in considerazione. 55 famiglie in mano al recupero crediti non hanno certo o tempo di leggere il giornale o interessarsi alle interpellanze degli attaché. Eppure il problema esiste e le conseguenze sono devastanti.

Un’occasione per discuterne la darà la Biblioteca Comunale di Morgex che per martedì 6 agosto, ha organizzato presso l’Auditorium di Morgex, ha promosso una serata per la presentazione del libro IL CASO BRAMINI, Un’ingiustizia di stato.

Sarà presente Sergio Bramini, consulente Ministero per lo Sviluppo economico, sarà illustrata la Legge 11 febbraio 2019, n. 12 (norma Bramini) che ha modificato in favore delle famiglie le norme sulle esecuzioni immobiliari. (pi.mi)

IN PREPARAZIONE DELL’APPUNTAMENTO DI MORGEX

Il recupero crediti nasce nelle grandi repubbliche marinare di Venezia e di Genova. Dopo secoli di espansione, tra la fine del XV secolo e l’inizio del XVIII, lo sviluppo della potenza turca nel Mediterraneo e, soprattutto. lo spostamento delle rotte commerciali verso l’Atlantico portarono ad una grande finanziarizzazione dell’economia delle Repubbliche Marinare I grandi commercianti, proprietari di flotte di navi, generali, ammiragli spostarono le enormi ricchezze accumulate nei secoli di espansione, dal commercio alla rendita e all’attività di banchieri. Prestito bancario alle dinastie regnanti dei grandi stati europei e prestito, spesso usuraio, nei confronti delle classi inferiori della repubblica.

In questo contesto nasce il primo recupero crediti istituzionalizzato: la pittima. Chi aveva un credito che non riusciva a riscuotere, si rivolgeva alla pittima. Questa allora prendeva a pedinare il debitore domandandogli in continuazione e pubblicamente di pagare il suo debito. Il pedinamento costante era accompagnato da lamenti, urla, frasi di derisione. I debitori venivano così presi per sfinimento. La riscossione del debito fruttava una percentuale più o meno congrua alla pittima.

La pittima era facilmente riconoscibile. Vestiva di rosso e questo faceva sì che tutti sapessero del debito, aumentando l’imbarazzo del pedinamento. In un mondo ancora molto connotato dalla solidarietà era praticamente impossibile trovare persone disposte a fare il mestiere della pittima. Le pittime venivano quindi reclutate tra le fila degli emarginati, delle persone indigenti, spesso fa gli ex carcerati.

Le repubbliche avevano sviluppato un sistema di assistenza per gli indigenti, gli assistiti dovevano prestarsi al lavoro di pittima. Per tutelare la sicurezza di questi individui vi era tutto un sistema giudiziario. Infatti il creditore non poteva assolutamente reagire alla pittima, pena prigione ed ignominia. Si tratta ovviamente di modalità ancora tardo medievali, che però spesso ritroviamo ai giorni nostri, soprattutto nel recupero crediti rivolto alle fasce inferiori dei debitori. L’utilizzo dei Casamonica, che ci viene descritto abbastanza usuale nelle periferie romane, non è una novità dei nostri giorni (un esempio fra i 1000: www.ilmessaggero.it/roma/cronaca/roma_casamonica_usurai-3923089.html) La figura della pittima, nella sua fragilità sociale, è immortalata nella stupenda canzone di De André “a pittima”, dell’album Crêuza de mä. Traduco dal genovese i versi maggiormente caratterizzanti il personaggio: “Cosa ci posso fare se non ho le braccia per fare il marinaio se in fondo alle braccia non ho le mani del muratore” Soltanto in Italia tra i grandi paesi democratici il mestiere della pittima si sta diffondendo a macchia d’olio. Strati professionali e strati burocratici oramai lavorano a tempo pieno come pittime, pur non essendo vestiti da capo a piedi di rosso. Non troviamo niente di analogo nelle grandi nazioni europee. Anzi la classe politica di questi paesi cerca, intelligentemente, di riscattare imprenditori e famiglie in una posizione di debito incolpevole.

Per segnalazioni o richieste di aiuto: segreteria. favordebitoris@ gmail.com

Giovanni Pastore

red. cro.

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