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CRONACA | 27 ottobre 2026, 22:55

Carcere di Brissogne, tre agenti aggrediti: «Situazione fuori controllo». L’OSAPP chiama in causa Nordio

Una sovrintendente e due agenti della Polizia penitenziaria feriti da due detenuti. Necessario richiamare personale in forze per ripristinare l’ordine. Il sindacato denuncia una situazione insostenibile e chiede al ministro della Giustizia l’immediato avvicendamento dei vertici della casa circondariale

Carcere di Brissogne, tre agenti aggrediti: «Situazione fuori controllo». L’OSAPP chiama in causa Nordio

Tre agenti feriti, una struttura costretta a richiamare personale in forze per riportare l’ordine e un sindacato che denuncia una situazione ormai ingovernabile. La violenza esplosa nella casa circondariale di Brissogne, alle porte di Aosta, riporta prepotentemente al centro della scena una questione che non può essere archiviata come un semplice episodio di cronaca: la sicurezza all’interno delle carceri e le condizioni nelle quali opera chi è chiamato a garantirla. Per l’OSAPP, l’aggressione avvenuta nel tardo pomeriggio di oggi rappresenta un fatto senza precedenti nei quarant’anni di storia dell’istituto. E la richiesta rivolta al Governo è inequivocabile: intervenire subito, prima che la situazione possa ulteriormente aggravarsi.

Sono circa le 18 quando, nella sezione C del primo piano, dove si trovano detenuti in regime ordinario, si scatena l’aggressione. Secondo la ricostruzione diffusa dal sindacato, a colpire sarebbero stati due detenuti, uno italiano e l’altro marocchino. Le ragioni della violenza restano al momento sconosciute, ma la dinamica riferita dall’OSAPP descrive una sequenza particolarmente grave, culminata nel ferimento di tre appartenenti alla Polizia penitenziaria.

La prima a essere aggredita sarebbe stata una sovrintendente, scaraventata a terra, trascinata per i capelli all’interno della sezione e colpita anche con un cestino dei rifiuti. Un altro agente sarebbe stato raggiunto da calci e pugni e gettato a terra. Il terzo poliziotto, intervenuto per soccorrere i colleghi, sarebbe stato a sua volta colpito con pugni al volto. Una violenza che ha coinvolto tutti e tre gli operatori intervenuti e che ha reso necessario richiamare personale in forze per ristabilire l’ordine e ripristinare le condizioni di sicurezza all’interno del carcere.

Il bilancio sanitario parla di due agenti con una prognosi di sette giorni, mentre il terzo è stato trattenuto in osservazione per ulteriori accertamenti. I tre sono stati accompagnati in ospedale per ricevere le cure necessarie. Ma, accanto alle conseguenze immediate dell’aggressione, si apre una questione più ampia: come si è arrivati a un episodio di questa gravità e quali misure siano necessarie per impedire che si ripeta?

È su questo terreno che si concentra la denuncia dell’OSAPP, il sindacato della Polizia penitenziaria, che punta direttamente il dito contro la gestione della struttura. Il segretario generale, Beneduci, parla senza attenuazioni di una situazione ormai fuori controllo. «Non sappiamo più cosa dire», afferma, denunciando episodi di violenza sempre più gravi e condizioni di lavoro che, a suo giudizio, mettono quotidianamente a rischio l’incolumità degli operatori.

«La situazione all’interno della casa circondariale di Brissogne-Aosta è completamente fuori controllo», sostiene Beneduci. «Siamo di fronte a episodi di violenza sempre più gravi, che mettono a repentaglio l’incolumità di donne e uomini della Polizia penitenziaria chiamati ogni giorno a garantire la sicurezza dell’istituto in condizioni ormai insostenibili».

Il passaggio più significativo della denuncia riguarda la necessità di richiamare personale in forze per riportare la situazione alla normalità. Un elemento che, secondo il sindacato, non può essere liquidato come una semplice esigenza operativa, ma deve diventare l'occasione per una verifica approfondita dell'organizzazione interna, delle risorse disponibili e delle modalità con cui vengono affrontate le situazioni di tensione. «È inaccettabile che si debba arrivare a richiamare personale in forze per riuscire a ristabilire l’ordine e la sicurezza interna», incalza il segretario generale.

Da qui l’appello al ministro della Giustizia, Carlo Nordio (nella foto), chiamato dall’OSAPP ad assumere un’iniziativa urgente. Il sindacato chiede che il Governo intervenga sulla situazione del carcere valdostano e sollecita nuovamente l’attenzione del ministero su quella che considera una crisi ormai non più rinviabile. Non si tratta soltanto di condannare la violenza dei detenuti coinvolti, ma di garantire che episodi simili non diventino il sintomo di un problema strutturale lasciato senza risposta.

La richiesta più dura riguarda i vertici della casa circondariale. L’OSAPP ne pretende l’immediato avvicendamento, sostenendo che l’attuale situazione non offra più sufficienti garanzie sul piano della gestione e della sicurezza. «Chiediamo l’immediato avvicendamento dei vertici dell’istituto, a tutela di tutto il personale di Polizia penitenziaria», dichiara Beneduci. «La situazione è ormai gravissima e il carcere appare ingovernabile. Non possiamo aspettare che si verifichi una tragedia prima che vengano adottati provvedimenti concreti».

Sono parole che chiamano in causa responsabilità amministrative e politiche e che richiedono risposte altrettanto chiare. Le valutazioni del sindacato devono essere verificate attraverso un accertamento puntuale delle circostanze dell’aggressione e delle condizioni operative dell’istituto. Ma la gravità dell’accaduto impone che le domande sollevate non restino senza risposta: quali strumenti sono a disposizione degli agenti? Il personale è adeguato alle esigenze di servizio? Le procedure di sicurezza sono sufficienti a prevenire e gestire episodi di violenza? E quali interventi possono essere adottati immediatamente per proteggere chi lavora all’interno della struttura?

La questione supera i confini del penitenziario e investe il rapporto tra lo Stato, le istituzioni e chi ogni giorno è chiamato a far rispettare le regole. La sicurezza di un carcere non riguarda soltanto gli agenti, ma anche i detenuti, la qualità della gestione penitenziaria e la credibilità dell’intero sistema. Un istituto nel quale si verificano aggressioni tanto gravi deve poter contare su personale tutelato, un’organizzazione efficiente e strumenti adeguati per intervenire prima che le tensioni degenerino.

Per la Valle d’Aosta, Brissogne rappresenta un presidio dello Stato che non può essere lasciato solo di fronte alle proprie difficoltà. La risposta non può limitarsi alla gestione dell’emergenza né esaurirsi nello scontro tra sindacato e amministrazione. Occorre una verifica concreta delle criticità segnalate, accompagnata da decisioni tempestive e da un’assunzione di responsabilità da parte degli organismi competenti. Se emergeranno carenze organizzative o gestionali, sarà necessario affrontarle senza esitazioni; se saranno individuate responsabilità individuali, dovranno essere accertate nelle sedi opportune.

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Beneduci

L’appello dell’OSAPP mette dunque il ministro Carlo Nordio davanti a una questione che non può essere affrontata soltanto con dichiarazioni di principio. Servono risposte sulla sicurezza, sulla disponibilità di personale e sulla capacità dell’istituto di funzionare in condizioni adeguate. L’eventuale avvicendamento dei vertici, richiesto dal sindacato, è una delle decisioni sul tavolo, ma il problema di fondo resta garantire condizioni operative che impediscano alla violenza di mettere nuovamente a rischio l’incolumità degli agenti.

La sicurezza in carcere non può diventare una scommessa quotidiana sulla pelle di chi indossa una divisa. L’aggressione di Brissogne impone di passare dalla denuncia ai fatti, dall’emergenza alle soluzioni. Perché tutelare la Polizia penitenziaria significa proteggere un servizio essenziale dello Stato e riaffermare un principio fondamentale: il rispetto della legalità comincia anche dalla capacità delle istituzioni di garantire sicurezza a chi è chiamato a farla rispettare.

pi.mi.

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