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CRONACA | 26 ottobre 2026, 12:14

Disordini Torino: Feriti due finanzieri in servizio ad Aosta. Il Silf: «La sicurezza viene prima di tutto»

Due finanzieri in servizio ad Aosta sono rimasti feriti durante la manifestazione di sabato 24 ottobre a Torino. Il sindacato Silf esprime solidarietà ai colleghi e richiama l'attenzione sulla sicurezza degli operatori, chiedendo equipaggiamenti protettivi adeguati e un addestramento condiviso tra le forze di polizia impegnate nei servizi di ordine pubblico

Disordini Torino: Feriti due finanzieri in servizio ad Aosta. Il Silf: «La sicurezza viene prima di tutto»

La tutela di chi è chiamato a garantire la sicurezza pubblica non può diventare una questione secondaria, né essere considerata un rischio inevitabile del mestiere. È questo il messaggio lanciato dal Silf, il Sindacato italiano lavoratori finanzieri, dopo il ferimento di due finanzieri in servizio ad Aosta durante la manifestazione svoltasi sabato 24 ottobre a Torino. Un episodio che riporta al centro dell'attenzione il tema delle condizioni operative del personale delle forze dell'ordine, chiamato a gestire situazioni complesse nelle quali la tutela del diritto di manifestare deve necessariamente accompagnarsi alla protezione dell'incolumità di chi è incaricato di garantire l'ordine pubblico.

Il sindacato ha espresso «stima e vicinanza» ai colleghi coinvolti, sottolineando la gravità delle aggressioni che possono verificarsi durante le manifestazioni. A intervenire è Bartolo Mallia, segretario generale regionale del Silf per il Piemonte e la Valle d'Aosta, che prende posizione contro il ricorso alla violenza durante le iniziative pubbliche.

«Il lancio di petardi, sassi, bottiglie e bastoni, nonché la recrudescenza delle aggressioni al personale delle forze di polizia impegnato in servizi di ordine e sicurezza pubblica, esulano dai principi su cui si fonda il diritto stesso a manifestare», dichiara Mallia. Il segretario regionale aggiunge che «la violenza non controllata è un male comune che non porta a nulla».

Parole che richiamano una distinzione fondamentale in una società democratica: il diritto di manifestare, anche attraverso forme di protesta radicali e di contestazione delle istituzioni, rappresenta una libertà da tutelare; il ricorso ad aggressioni e lanci di oggetti contro gli operatori, invece, pone una questione di sicurezza che non può essere ignorata. La gestione dell'ordine pubblico richiede proprio questo equilibrio: consentire l'esercizio delle libertà costituzionali, prevenendo e contrastando comportamenti violenti che possono mettere in pericolo manifestanti, cittadini e forze dell'ordine.

Per il Silf, tuttavia, la solidarietà ai colleghi feriti deve tradursi anche in una riflessione concreta sulle condizioni nelle quali il personale è chiamato a operare. «Il senso del dovere con cui prestano servizio i nostri finanzieri non deve permettere di glissare sulla sicurezza degli operatori che viene prima di tutto», sottolinea Mallia, indicando la necessità di garantire a chi è impiegato nei servizi di ordine pubblico strumenti di protezione adeguati e una preparazione specifica.

La richiesta del sindacato riguarda, in particolare, la disponibilità di «equipaggiamenti di protezione idonei» e la realizzazione di «un addestramento comune assieme alle altre forze di polizia con cui concorriamo». Un richiamo che investe l'organizzazione dei servizi, la formazione del personale e il coordinamento tra i diversi corpi impegnati nella gestione delle manifestazioni. In contesti caratterizzati da tensioni e possibili escalation, infatti, la preparazione congiunta e la disponibilità di dotazioni adeguate possono contribuire a migliorare la capacità di risposta e a ridurre i rischi per gli operatori.

La questione presenta anche una dimensione economica e politica. Garantire dispositivi di protezione efficienti, aggiornare le dotazioni e assicurare percorsi di formazione periodici richiede risorse, programmazione e scelte organizzative precise. La sicurezza del personale non può dipendere soltanto dall'esperienza individuale o dalla capacità di affrontare situazioni impreviste: deve essere sostenuta da investimenti adeguati, procedure condivise e una pianificazione coerente con i rischi dei servizi assegnati.

Per la Valle d'Aosta, il ferimento di due finanzieri in servizio ad Aosta richiama inoltre l'attenzione sul personale che opera sul territorio regionale, ma che può essere impiegato anche fuori dai confini valdostani nell'ambito dei servizi di ordine e sicurezza pubblica. La partecipazione a operazioni in altri contesti territoriali rende particolarmente importante il coordinamento tra amministrazioni e forze di polizia, affinché la preparazione e le misure di tutela siano adeguate alle diverse situazioni operative.

Resta, infine, una considerazione che riguarda l'intera collettività. La sicurezza degli operatori non è in contrapposizione con le libertà democratiche: ne costituisce una condizione di tutela, perché una manifestazione deve poter svolgersi senza che la violenza prevalga sul confronto civile. Allo stesso tempo, la risposta delle istituzioni deve mantenere fermezza, proporzionalità e rispetto dei diritti, evitando che episodi di violenza diventino il pretesto per mettere in discussione le libertà di chi protesta pacificamente.

La vicenda di Torino riporta dunque al centro una responsabilità condivisa: chi manifesta è chiamato a rispettare l'incolumità altrui, mentre le istituzioni devono garantire agli operatori gli strumenti necessari per svolgere il proprio compito in sicurezza. La solidarietà ai due finanzieri feriti è il punto di partenza; la sfida più importante è trasformarla in misure concrete, perché il senso del dovere di chi indossa una divisa non può e non deve tradursi nell'accettazione passiva di rischi evitabili.

je.fe.

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