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ECONOMIA | 09 ottobre 2026, 16:00

Istat: Cala il potere d'acquisto delle famiglie

Intaccati i risparmi per sostenere i consumi

Istat: Cala il potere d'acquisto delle famiglie

Si contrae il potere d’acquisto delle famiglie consumatrici nel secondo trimestre del 2026. Secondo gli ultimi dati diffusi dall’Istat, la capacità di spesa dei cittadini ha registrato una flessione dello 0,9% rispetto al trimestre precedente e dello 0,4% su base annua, frenata dall’impennata dei prezzi al consumo.

Il deflatore implicito dei consumi ha infatti registrato un incremento dell’1,4%, annullando la pur positiva crescita del reddito lordo disponibile, salito appena dello 0,4% su base trimestrale e del 2,5% su base annua.

Di fronte ai rincari diffusi e all’aumento delle tariffe, le famiglie si sono viste costrette a intaccare i propri risparmi per mantenere i livelli di consumo, cresciuti dell’1,7%. Questo squilibrio ha determinato una forte contrazione della propensione al risparmio, scesa al 6,7%, con una diminuzione di 1,2 punti percentuali rispetto al trimestre precedente.

A complicare il quadro economico si aggiunge l’aumento della pressione fiscale, salita al 43,5%, con un incremento di 0,5 punti percentuali rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

L’attuale fotografia economica risente in modo marcato delle recenti tensioni geopolitiche in Medio Oriente e in Iran, in corso dal mese di marzo. I pesanti rincari nei settori strategici dei carburanti e dell’energia hanno colpito direttamente le tasche dei cittadini. Trattandosi, inoltre, della fase iniziale della crisi, gli analisti prevedono un possibile ulteriore peggioramento degli indicatori macroeconomici nel trimestre successivo.

I principali indicatori economici

Indicatore

Variazione trimestrale (Q2 2026)

Variazione su base annua

Valore o situazione attuale

Potere d’acquisto

−0,9%

−0,4%

In contrazione

Consumi finali

+1,7%

—

In aumento, anche grazie all’utilizzo dei risparmi

Reddito lordo disponibile

+0,4%

+2,5%

Crescita inferiore all’incremento dei prezzi

Propensione al risparmio

−1,2 punti percentuali

—

Scende al 6,7%

Pressione fiscale

—

+0,5 punti percentuali

Sale al 4

Bruno Albertinelli

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