Il progetto di collegamento funiviario tra Cogne e Pila entra ufficialmente nel confronto politico regionale. La mattina di giovedì 1° ottobre 2026, la IV Commissione consiliare "Sviluppo economico" ha avviato il percorso di approfondimento su uno degli interventi destinati a incidere maggiormente sul futuro turistico delle due località e, più in generale, sulla strategia di integrazione tra Aosta, Pila e Cogne.
In Commissione sono stati ascoltati l’assessore regionale allo Sviluppo economico Luigi Bertschy, i vertici di Pila Spa e gli ingegneri che hanno lavorato allo studio progettuale. Un primo confronto tecnico e politico che ha consentito ai commissari di entrare nel merito delle diverse possibilità individuate per realizzare il collegamento.
Le soluzioni sul tavolo sono complessivamente nove, mentre sono tre quelle indicate come maggiormente praticabili per il tratto tra Cogne e Platta de Grevon. Numeri che spiegano anche la necessità, sottolineata dalla Commissione, di non considerare ancora chiusa la partita sulla soluzione da adottare.
«Quello di oggi è l’inizio di un percorso in quarta Commissione», ha spiegato la presidente Josette Borre (UV), indicando nella riqualificazione e nello sviluppo dei territori uno degli obiettivi del progetto. La prospettiva, secondo Borre, è quella di arrivare alla costruzione di un polo turistico integrato capace di mettere in relazione Aosta, Pila e Cogne.
Ma la presidente ha anche delineato il metodo con cui la Commissione intende procedere. Dopo la prima audizione, infatti, il confronto dovrebbe allargarsi alle Amministrazioni comunali interessate, ai firmatari della petizione consegnata al Comune di Cogne e alle associazioni. Una scelta che assume un peso politico particolare proprio alla luce delle diverse posizioni emerse sul territorio.
L’assessore Luigi Bertschy ha definito «positivo» il confronto, ricordando che lo studio è stato commissionato da Pila Spa nell’ambito delle proprie funzioni e che la visione del progetto discende dal Defr 2024-2026. Anche per la Giunta, dunque, la fase che si apre adesso è quella del confronto istituzionale e politico, prima di arrivare alle eventuali decisioni sulla prosecuzione dell’iter.
«Vogliamo affrontare questo percorso in modo trasparente», ha sottolineato Bertschy, spiegando che il confronto dovrà consentire alla politica di assumere le proprie decisioni sulla prosecuzione dell’iter progettuale e, successivamente, sull’avvio dell’investimento.
Ed è proprio sul terreno politico che si registra una delle prime prese di posizione provenienti da Cogne. Il gruppo Cogne Futura ha infatti deciso di intervenire sui recenti sviluppi del progetto Cogne-Pila-Aosta, contestando la lettura secondo cui il voto unanime del Consiglio comunale di Cogne rappresenterebbe anche un consenso unanime della comunità locale.
Il gruppo sostiene che «l’unanimità con cui il Consiglio Comunale di Cogne si è espresso favorevolmente non rappresenta assolutamente il reale punto di vista della popolazione nel suo insieme». Una posizione che pone sul tavolo una questione destinata a diventare centrale nel confronto delle prossime settimane: quanto il consenso espresso dalle istituzioni locali coincida con quello della popolazione e quanto, invece, esista una parte della comunità che chiede ulteriori valutazioni prima di procedere.
La partita, quindi, è appena iniziata. Sul piano istituzionale, il progetto può contare sull'inserimento nella strategia di sviluppo delineata dalla Regione e sul lavoro di Pila Spa; sul piano politico, la IV Commissione ha scelto di aprire un confronto che dovrà ora coinvolgere anche i territori. E proprio Cogne sarà probabilmente uno dei punti più delicati della discussione, tra le prospettive di sviluppo legate al collegamento e le perplessità espresse da una parte della comunità.
Le nove ipotesi progettuali, le tre soluzioni considerate più praticabili, la posizione della Regione e quella di Cogne Futura rappresentano così soltanto il primo capitolo di un confronto che dovrà ancora misurarsi con amministrazioni locali, cittadini e associazioni. Prima delle decisioni sull'investimento, la politica valdostana dovrà quindi entrare nel merito dell'opera e delle sue ricadute, trasformando l'idea del collegamento in un vero confronto pubblico sul futuro turistico di Cogne e Pila.













