A Chamois la questione della segreteria comunale torna al centro dello scontro politico. Dal 1° ottobre il Comune avrebbe dovuto avere un nuovo segretario, la dott.ssa Iolena Di Giacomo, individuata al termine della procedura per la sede convenzionata tra Torgnon, Chamois e Saint-Denis. Ma il contratto, al momento, non è stato ancora sottoscritto.
A ricostruire la situazione è il decreto del sindaco del 1° ottobre, dal quale risulta che la dott.ssa Di Giacomo ha comunicato di volersi avvalere della facoltà di sottoscrivere il contratto entro il termine previsto dalla normativa. Nel frattempo, con un altro decreto del 1° ottobre, il sindaco Ducly ha nuovamente nominato il dott. Roberto Artaz quale segretario supplente, ma soltanto fino al 13 ottobre.
Ed è proprio quella data a diventare il nuovo punto interrogativo. Che cosa accadrà dopo il 13 ottobre? Per la minoranza la domanda non può essere liquidata come una semplice questione burocratica, perché il problema della segreteria comunale era noto al sindaco fin dal suo insediamento.
«Ducly conosceva il problema fin dal suo insediamento. Dopo un anno, Chamois si ritrova ancora senza una soluzione stabile», sostiene il gruppo consiliare “Perla Alpina”, sottolineando come, nel frattempo, i Comuni vicini abbiano seguito strade differenti per garantire continuità amministrativa. «E mentre i Comuni vicini costruiscono nuove collaborazioni, Chamois appare sempre più isolata. Questa è una responsabilità politica».
A pesare, secondo la minoranza, è anche la particolare vicenda della sede convenzionata tra Torgnon, Chamois e Saint-Denis. Delle 48 assegnazioni effettuate dall'Agenzia regionale dei segretari degli enti locali, quella relativa ai tre Comuni sarebbe stata l'unica a richiedere un sorteggio. L'ambito era infatti rimasto senza un segretario individuato e, secondo la procedura prevista, si è dovuto ricorrere all'estrazione.
Ma per “Perla Alpina” il problema non riguarda soltanto la procedura per l'individuazione del segretario. C'è anche una questione di metodo politico. La minoranza lamenta infatti di non essere stata coinvolta nel percorso e sottolinea che non sarebbe stato convocato un Consiglio comunale dedicato alla questione, né sarebbe stato inserito uno specifico punto all'ordine del giorno per fare il punto sull'evoluzione della situazione e sulle possibili alternative.
Il confronto con gli altri Comuni del territorio, inoltre, rende ancora più evidente, secondo la minoranza, la necessità di interrogarsi sulle scelte compiute. Antey-Saint-André e La Magdeleine hanno costituito una propria sede convenzionata, affidando dal 1° ottobre l'incarico alla dott.ssa Stefania Spagnolo. Per Chamois, osserva “Perla Alpina”, anche Valtournenche rappresenterebbe un interlocutore naturale sul piano territoriale e istituzionale.
Da qui la critica più politica: non si tratterebbe soltanto di trovare un segretario, ma di costruire rapporti e collaborazioni capaci di garantire continuità amministrativa. «Chamois appare sempre più isolata rispetto ai Comuni limitrofi», sostiene la minoranza, che considera questa situazione «una responsabilità politica che non può essere ignorata».
Nel frattempo, la soluzione individuata resta ancora una volta temporanea. Il dott. Roberto Artaz è stato infatti chiamato nuovamente a garantire la supplenza fino al 13 ottobre. Una risposta che consente di assicurare nell'immediato la continuità dell'attività amministrativa, ma che, secondo “Perla Alpina”, non può diventare la soluzione strutturale a un problema conosciuto ormai da tempo.
Ed è qui che la minoranza alza il livello della contestazione. Dopo quasi un anno di amministrazione, sostiene il gruppo, il sindaco e la maggioranza devono spiegare ai cittadini «che cosa sia stato fatto in questi dodici mesi», perché Chamois non sia riuscita a costruire una soluzione stabile, perché sia stata mantenuta un'aggregazione territoriale considerata poco coerente con le relazioni del Comune e, soprattutto, quale sia il piano per il periodo successivo al 13 ottobre.
Il punto, per “Perla Alpina”, è dunque politico prima ancora che burocratico. «Dopo un anno dall'insediamento non è più sufficiente parlare di imprevisti o difficoltà burocratiche», afferma la minoranza. «Le scelte amministrative producono conseguenze. E le conseguenze comportano responsabilità politiche».
Una conclusione netta, che sposta il confronto dal singolo incarico alla capacità dell'amministrazione di programmare e decidere. Perché una supplenza può certamente risolvere un'emergenza, ma se il problema era noto da dodici mesi, la domanda che ora resta sul tavolo è molto più semplice: per quanto tempo ancora Chamois dovrà aspettare una soluzione definitiva?













