Ci sono storie che non si misurano soltanto negli anni trascorsi, ma nelle persone che hanno incontrato, nei legami che hanno costruito e nelle generazioni che hanno accompagnato. È anche così che si possono leggere gli 80 anni del gruppo scout Aosta 1, una realtà nata nel 1946 e cresciuta insieme alla città, attraversando epoche, cambiamenti sociali e trasformazioni nel modo di vivere l’educazione e la comunità.
Per festeggiare questo importante anniversario arriva “Todzor scout”, una settimana di appuntamenti aperti alla cittadinanza, in programma da venerdì 11 a venerdì 18 settembre 2026. Una festa, certo, ma anche l'occasione per raccontare una presenza discreta e capillare che da otto decenni propone ai più giovani un'idea semplice e al tempo stesso profondamente attuale: crescere significa imparare a camminare con le proprie gambe, senza dimenticare chi cammina accanto a noi.
«Ottant'anni sono tanti, ma la vera ricchezza non è il tempo passato: sono le persone che ne hanno fatto parte e ciò che hanno lasciato agli altri». È questo, in fondo, il filo conduttore di una celebrazione che guarda alla memoria senza trasformarla in nostalgia. Perché lo scoutismo, prima ancora di essere uniforme, tende, campi e camminate, è soprattutto un'esperienza educativa costruita sulla responsabilità personale, sull'aiuto reciproco e sulla capacità di sentirsi parte di una comunità.
Il programma di “Todzor scout”, realizzato con il sostegno del Consiglio Valle e della Bcc Valdostana, con il patrocinio della Regione e del Comune di Aosta, comincerà venerdì 11 settembre alle ore 18, nella sala espositiva dell'Hôtel des États, con l'inaugurazione della mostra “Dolci ricordi ritornano”.
Sarà soprattutto un viaggio nella memoria del gruppo, attraverso fotografie e testimonianze raccolte anche grazie a videointerviste realizzate dagli scout più giovani agli scout più anziani. Un passaggio di testimone tra generazioni che restituisce allo scoutismo la sua dimensione più autentica: quella di una comunità nella quale chi arriva trova una storia già cominciata e, a sua volta, è chiamato ad aggiungere un pezzo del proprio cammino.
La mostra resterà aperta fino a venerdì 18 settembre, tutti i giorni dalle 17.30 alle 19.30. Sarà dunque anche uno spazio per riconoscersi, ritrovare volti, nomi e luoghi, ma soprattutto per capire quanto una realtà associativa possa incidere, nel lungo periodo, sul tessuto sociale di una città.
Il secondo appuntamento sarà sabato 12 settembre alle ore 17, quando piazza Chanoux diventerà il punto di partenza della caccia al tesoro cittadina. Bambini, ragazzi e famiglie saranno coinvolti nelle vie del centro storico, trasformando per qualche ora Aosta in un grande spazio di gioco e condivisione. Alle ore 21, invece, la musica prenderà il posto degli enigmi: in piazza Roncas saliranno sul palco i Baden's Power, rock band scout di Vercelli.
Anche in questa scelta c'è un messaggio preciso: celebrare un anniversario non significa chiudersi nel ricordo, ma portare la propria storia nello spazio pubblico e incontrare la comunità. «Lo scoutismo funziona quando riesce a far sentire ogni ragazzo parte di qualcosa di più grande di sé», è il principio che idealmente accompagna una settimana pensata non soltanto per gli scout, ma per tutta la città.

E proprio il rapporto tra educazione, comunità e giovani sarà al centro dell'appuntamento conclusivo. Venerdì 18 settembre alle ore 18, nella sala Maria Ida Viglino di Palazzo regionale, si terrà il convegno “Gli scout ti salvano la vita? Il ruolo dello scoutismo nella prevenzione del disagio giovanile”.
A confrontarsi saranno Francesco Scoppola, presidente del Consiglio nazionale dell'Associazione guide e scouts cattolici italiani, Andrea Bobbio, ex scout e professore di pedagogia generale all'Università della Valle d'Aosta, Jean-Pierre Guichardaz, consigliere regionale ed ex scout, e Davide Perrone, presidente dell'Ordine degli psicologi della Valle d'Aosta. A moderare sarà Fabrizio Favre, direttore del Corriere della Valle. L'incontro è inserito nel Piano Legalità & Intergenerazionalità regionale - Forum Comunità.
È probabilmente questo il passaggio più significativo dell'intera celebrazione. In una società nella quale il disagio giovanile assume forme sempre più complesse e nella quale famiglia, scuola e istituzioni sono chiamate a confrontarsi con fragilità nuove, il ruolo delle associazioni educative torna ad essere una questione politica e sociale, oltre che culturale.
Il gruppo Aosta 1 conta oggi circa 50 soci, tra adulti e giovani dagli 8 ai 21 anni. Le attività si svolgono due domeniche al mese, nella sede di via Xavier de Maistre e nella parrocchia di Santo Stefano. Poi arrivano l'estate, i campi e le Routes, esperienze nelle quali la dimensione educativa diventa concreta: vivere insieme, assumersi responsabilità, affrontare la fatica, organizzarsi, condividere e imparare anche dagli errori.
Sono esperienze che possono sembrare lontane dalla velocità del mondo contemporaneo e invece, forse proprio per questo, conservano una forza particolare. In un'epoca dominata dalla comunicazione digitale e dalla ricerca della gratificazione immediata, imparare a stare in gruppo, ascoltare, aspettare il proprio turno, aiutare qualcuno più fragile o semplicemente affrontare insieme una salita sono esercizi di cittadinanza.
«Un ragazzo non cresce soltanto quando qualcuno gli dice cosa fare. Cresce quando gli viene data la possibilità di provare, sbagliare, ricominciare e scoprire di essere utile agli altri». È questa la dimensione dello scoutismo che gli 80 anni di Aosta 1 consegnano alla comunità valdostana: non una celebrazione autoreferenziale, ma la testimonianza di un metodo educativo che continua a interrogare il presente.
La storia dell'Aosta 1 racconta infatti anche una parte della storia sociale della città e della Valle d'Aosta. Ottant'anni di attività significano migliaia di incontri, famiglie coinvolte, educatori che hanno dedicato tempo ai ragazzi, amicizie nate durante un'uscita o un campo, giovani diventati adulti e, in alcuni casi, tornati nel gruppo con un nuovo ruolo.
È questo il valore più profondo di “Todzor scout”: mettere insieme passato e futuro. La mostra guarda alle fotografie di ieri, la caccia al tesoro porta i ragazzi nelle strade di oggi, il concerto trasforma la festa in un momento collettivo e il convegno prova a interrogarsi sulle sfide di domani.

E forse il modo migliore per festeggiare 80 anni non è chiedersi soltanto quanta strada sia stata percorsa, ma domandarsi quale strada resti ancora da fare. «La nostra storia non è un punto di arrivo: è uno zaino che passa da una generazione all'altra», può essere la sintesi ideale di questo anniversario. Dentro quello zaino ci sono memoria, educazione, responsabilità e solidarietà. Valori antichi, ma tutt'altro che superati.
Perché una comunità è davvero forte quando riesce a prendersi cura dei propri giovani e a consegnare loro non soltanto strumenti per affrontare il futuro, ma anche la consapevolezza di non essere soli. Ed è forse questo, dopo 80 anni, il messaggio più bello che gli scout di Aosta 1 possono lasciare ad Aosta e alla Valle d'Aosta: crescere insieme resta una delle forme più concrete di costruzione del futuro.













