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CULTURA | 02 settembre 2026, 08:00

Il Circolo della Stampa riapre la stagione tra memoria, cultura e comunità: a Sarre il ricordo di don Prospero Duc

Dopo la pausa estiva, il Circolo Valdostano della Stampa torna a riunire giornalisti, soci e cittadini attorno a un appuntamento che intreccia patrimonio religioso, storia locale, cultura e convivialità. Sabato 19 settembre 2026, a Sarre, una visita alla chiesa parrocchiale e un incontro dedicato alla figura di don Prospero Duc, affidato a Ezio Bérard, inaugureranno una nuova stagione di iniziative nel segno dell'impegno della presidente Maria Grazia Vacchina

Il Circolo della Stampa riapre la stagione tra memoria, cultura e comunità: a Sarre il ricordo di don Prospero Duc

Ci sono luoghi nei quali la storia non è semplicemente conservata: continua a vivere. Sono le chiese, le canoniche, le piazze, i sentieri, gli edifici che hanno attraversato generazioni e che, oltre al loro valore artistico, custodiscono una parte della memoria collettiva. È da questa idea, profondamente valdostana, che riparte l'attività del Circolo Valdostano della Stampa, dopo la pausa estiva, con un appuntamento che mette insieme cultura, informazione, patrimonio e socialità.

L'appuntamento è fissato per sabato 19 settembre 2026, a Sarre, e rappresenta molto più di una semplice ripresa del calendario associativo. La scelta della chiesa parrocchiale di Sarre, in località Saint-Maurice, e soprattutto il tema dell'incontro dedicato a don Prospero Duc, raccontato attraverso la relazione di Ezio Bérard, giornalista e saggista, assumono infatti il significato di una vera e propria ripartenza nel segno della memoria.

È anche una conferma della linea impressa al Circolo dalla presidente Maria Grazia Vacchina, che ha fatto della valorizzazione culturale e del rapporto con il territorio uno degli elementi qualificanti dell'attività dell'associazione. Un impegno che porta il Circolo della Stampa oltre la dimensione, pur importante, della rappresentanza professionale dei giornalisti, facendone un luogo di incontro nel quale il mondo dell'informazione dialoga con la storia, le istituzioni culturali, le comunità locali e i cittadini.

Il programma inizierà alle ore 17.00 con la visita guidata alla chiesa parrocchiale di Sarre. A condurre i partecipanti saranno l'architetto Cristina De La Pierre, già Soprintendente ai Beni e alle Attività culturali della Valle d'Aosta e componente del Consiglio direttivo del Circolo, il parroco don Diego Cuaz e Adriana Meynet, storica e responsabile del patrimonio parrocchiale.

Una scelta tutt'altro che casuale. Il patrimonio religioso valdostano non è infatti soltanto una successione di opere d'arte, architetture e testimonianze devozionali. È il risultato concreto di secoli di vita comunitaria. Dentro quelle mura si sono celebrati battesimi e matrimoni, funerali e feste patronali; si sono incontrate famiglie e generazioni; si sono costruite relazioni sociali che, soprattutto nei piccoli centri, hanno rappresentato per lungo tempo una delle principali forme di coesione.

Conoscere una chiesa significa dunque conoscere anche la comunità che l'ha costruita, custodita e tramandata. Ed è proprio questo rapporto fra patrimonio materiale e patrimonio immateriale a rendere particolarmente significativa la proposta del Circolo.

La storia della Valle d'Aosta, del resto, si legge anche attraverso le figure dei suoi parroci. Uomini che spesso non furono soltanto ministri della fede, ma punti di riferimento sociali, culturali ed educativi. In una società nella quale le distanze erano maggiori e i servizi assai più limitati rispetto a oggi, la parrocchia costituiva spesso uno dei principali luoghi di aggregazione e il parroco una figura capace di intervenire nella vita quotidiana della comunità ben oltre l'ambito strettamente religioso.

È in questa prospettiva che acquista particolare interesse l'approfondimento dedicato a don Prospero Duc, sul tema Tra storia e memoria. A svilupparlo sarà Ezio Bérard, figura da tempo impegnata nella ricerca e nella divulgazione della storia religiosa e culturale valdostana, già presidente UCSI Valle d'Aosta e responsabile dell'Ufficio Cultura e Comunicazioni sociali della Diocesi di Aosta, oltre che vicepresidente del Circolo Valdostano della Stampa, membro dell'Académie Saint-Anselme, Cavaliere della Repubblica Italiana e insignito dell'Ordine di San Gregorio Magno.

Il suo intervento promette quindi di andare oltre il semplice ritratto biografico. Parlare di don Prospero Duc significa interrogarsi sul rapporto fra una persona e il proprio tempo, fra il ministero pastorale e le trasformazioni della società, fra la memoria individuale e quella collettiva. Significa soprattutto chiedersi che cosa resta, a distanza di anni, dell'opera di una persona quando essa è stata capace di lasciare un segno nella comunità.

E qui emerge uno dei significati più profondi dell'iniziativa promossa dal Circolo: la memoria non come celebrazione nostalgica del passato, ma come strumento per comprendere il presente.

Al termine della visita, a partire dalle ore 19.00, il programma proseguirà nello scenario del bosco del Parco Camping Internazionale Touring di Sarre, in località Arensod n. 3, dove il Ristorante Intrecci curerà un apericena sinoira. Anche la scelta della convivialità appartiene alla tradizione delle iniziative del Circolo e contribuisce a trasformare l'appuntamento culturale in un momento di relazione fra persone che condividono interessi, professioni e attenzione verso la Valle d'Aosta.

Il cibo, in questo contesto, diventa quasi un altro linguaggio della cultura valdostana: un modo per stare insieme e prolungare il confronto cominciato davanti al patrimonio artistico e storico. È una dimensione sociale che non va sottovalutata, soprattutto in una fase nella quale anche le associazioni culturali sono chiamate a ricostruire occasioni di incontro reale, di discussione e di partecipazione.

Ed è forse proprio qui che si coglie maggiormente il ruolo svolto da Maria Grazia Vacchina alla guida del Circolo. Tenere viva un'associazione significa infatti non limitarsi a organizzare appuntamenti, ma costruire una proposta capace di parlare a pubblici differenti. Giornalisti e operatori dell'informazione, naturalmente, ma anche studiosi, amministratori, esponenti del mondo culturale e semplici cittadini interessati alla storia della propria comunità.

In una regione come la Valle d'Aosta, nella quale l'identità si alimenta di lingua, territorio, istituzioni, tradizioni e memoria, questa funzione assume anche una valenza civile. La cultura non è un settore separato dalla vita pubblica: è uno degli strumenti attraverso i quali una comunità prende coscienza di ciò che è stata e decide che cosa vuole diventare.

Il Circolo della Stampa può così svolgere una funzione preziosa anche per il giornalismo valdostano: offrire occasioni nelle quali l'informazione non si limiti a raccontare gli avvenimenti, ma torni a interrogarsi sulle radici dei fenomeni sociali e culturali che attraversano la regione.

La ripartenza di settembre va letta dunque anche in questa chiave. Non un semplice ritorno dopo l'estate, ma la riapertura di uno spazio di confronto. La storia di don Prospero Duc diventa il punto di partenza per parlare della trasformazione della società valdostana, del ruolo delle comunità, della conservazione del patrimonio e della responsabilità di trasmettere alle nuove generazioni ciò che rischia di essere dimenticato.

Al termine dell'intervento è previsto, come da tradizione del Circolo, anche il dibattito: un momento importante perché consente alla memoria di trasformarsi in confronto e alla cultura di uscire dalla dimensione della conferenza per diventare partecipazione.

È questa, in fondo, la sfida che accompagna la nuova stagione del Circolo Valdostano della Stampa: fare memoria senza rinchiudersi nel passato e fare cultura senza perdere il rapporto con la società. Una sfida nella quale l'attività della presidente Maria Grazia Vacchina assume un valore particolare, perché tiene insieme il mondo dell'informazione e quello della cultura, dando al Circolo una presenza sempre più riconoscibile nella vita della Valle.

«Il nostro obiettivo - ha commentato Maria Grazia Vacchina - è continuare a fare del Circolo un luogo aperto, nel quale il giornalismo incontra la cultura e la memoria del territorio diventa occasione di dialogo per tutta la comunità valdostana».

Per la presidente: «Ripartire dopo la pausa estiva significa soprattutto ritrovarsi. Abbiamo scelto Sarre e la figura di don Prospero Duc perché crediamo che custodire la memoria significhi custodire una parte della nostra identità, senza mai smettere di interrogarci sul futuro».

Per partecipare all'incontro è necessaria la prenotazione al 335 7070016.

pi.mi.

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