/ CULTURA

CULTURA | 17 agosto 2026, 12:00

Pont-Saint-Martin ricorda il 23 agosto 1944: dalla memoria del bombardamento un messaggio di pace

A 82 anni dal bombardamento che il 23 agosto 1944 colpì Pont-Saint-Martin provocando vittime civili e devastazioni, la comunità rinnova il proprio impegno a custodire la memoria. Una conferenza, le commemorazioni ufficiali, l’apertura del Museo del Bombardamento e un concerto dedicato alla pace accompagneranno l’anniversario, con uno sguardo rivolto anche ai conflitti contemporanei

Pont-Saint-Martin ricorda il 23 agosto 1944: dalla memoria del bombardamento un messaggio di pace

Ricordare una tragedia non significa rimanere prigionieri del passato. Significa, al contrario, interrogare la memoria per comprendere meglio il presente e provare a costruire un futuro diverso. È questo il significato che Pont-Saint-Martin vuole dare all’82° anniversario del bombardamento del 23 agosto 1944, una delle pagine più dolorose della storia della comunità, trasformando la commemorazione delle vittime in un rinnovato messaggio contro la guerra e contro ogni forma di assuefazione alla sofferenza dei civili.

Il 23 agosto 1944, il cielo sopra Pont-Saint-Martin divenne teatro di una drammatica devastazione. Un bombardamento aereo colpì il paese, provocando vittime innocenti, distruzioni e una ferita destinata a rimanere profondamente impressa nella memoria collettiva. A distanza di 82 anni, l’Amministrazione comunale torna a quel giorno non soltanto per rendere omaggio a chi perse la vita, ma anche per ricordare quanto il prezzo della guerra possa essere pagato dalle popolazioni che si trovano, loro malgrado, al centro dei conflitti.

Il tema assume oggi un significato ancora più forte. In un contesto internazionale nel quale guerre e bombardamenti continuano a occupare quotidianamente le cronache, il rischio è che l’esposizione continua alle immagini della distruzione finisca per produrre assuefazione. La sofferenza rischia di diventare una sequenza di numeri, fotografie e notizie alle quali ci si abitua troppo rapidamente. La memoria di Pont-Saint-Martin richiama invece l’attenzione sulla dimensione umana della guerra: dietro ogni vittima civile c’è una persona, una famiglia, una comunità e una storia spezzata.

È proprio questo collegamento tra passato e presente a caratterizzare le iniziative organizzate dall’Amministrazione comunale. Il programma prenderà il via sabato 22 agosto 2026, alle 20.45, nella Sala Polivalente dell’Auditorium di via Roveschialles 19, con la conferenza dal titolo “Bombardamenti aerei delle città e vittime civili: oggi e nel passato – Focus storico e nuove evidenze sull’attacco aereo a Pont-Saint-Martin del 23 agosto 1944”.

L’appuntamento permetterà di approfondire non soltanto la vicenda locale, ma anche l’evoluzione della guerra aerea e il progressivo coinvolgimento dei centri abitati nei conflitti moderni. A intervenire saranno i ricercatori storici aeronautici Roger Juglair e Fabrizio Dassano, che proporranno una lettura basata sulle più recenti ricerche e sulle fonti disponibili.

Il percorso storico della conferenza partirà dalle prime esperienze di bombardamento aereo dell’inizio del Novecento per arrivare ai conflitti contemporanei, passando attraverso la Guerra di Libia, la Prima guerra mondiale, la guerra d’Etiopia, la Guerra civile spagnola e la Seconda guerra mondiale. Una progressione nella quale l’aviazione ha trasformato radicalmente la natura della guerra, aumentando la capacità di colpire territori e popolazioni anche a grande distanza dal fronte.

La Seconda guerra mondiale rappresentò, in questo processo, una drammatica accelerazione. Dai bombardamenti di Varsavia e Rotterdam ai grandi raid del periodo 1940-1945, fino alla distruzione di Dresda e Amburgo e all’uso delle bombe atomiche contro Hiroshima e Nagasaki, la guerra aerea assunse una dimensione devastante. Una storia che non si è conclusa con il 1945, ma che ha attraversato i conflitti successivi, dalla Corea al Vietnam, fino ai più recenti scenari internazionali, caratterizzati anche dall’utilizzo sempre più massiccio di droni e sistemi missilistici.

All’interno di questa storia generale si colloca la vicenda di Pont-Saint-Martin. Nel contesto dello sbarco alleato in Provenza, delle attività partigiane e della ritirata delle truppe tedesche, il paese venne coinvolto in una drammatica operazione aerea. Le ricerche presentate da Juglair e Dassano intendono approfondire le dinamiche militari dell’attacco del 23 agosto 1944, le valutazioni tattiche che precedettero la missione e gli elementi emersi dalle nuove ricostruzioni storiche.

Una parte della ricerca riguarda anche le conseguenze dell’attacco e le successive ripercussioni diplomatiche e militari, compresi i mancati obiettivi tattici e il più ampio contesto nel quale si collocava l’operazione. La storia del bombardamento è stata inoltre rielaborata nel tempo attraverso la saggistica, la cinematografia e la costruzione di percorsi museali dedicati alla memoria di quella giornata.

Tra i relatori, Roger Juglair, ricercatore storico aeronautico valdostano, ha dedicato una parte importante della propria attività alla ricostruzione delle vicende dell’aviazione in Valle d’Aosta e nelle aree alpine. È autore di “Ali sul tetto d’Europa: La Valle d’Aosta e i valdostani nella storia dell’aviazione”, pubblicato da Musumeci Editore, e del volume “Ponte San Martino. Martirio di un paese valdostano”, nel quale ha approfondito proprio la tragedia che colpì la comunità nel 1944. Fabrizio Dassano, ricercatore storico aeronautico eporediese, si occupa invece di storia locale e militare e della storia dell’aviazione civile e militare del XX secolo, con una particolare attenzione alle vicende belliche e aeronautiche tra Piemonte e Valle d’Aosta.

La giornata di domenica 23 agosto 2026, anniversario del bombardamento, sarà invece dedicata alle commemorazioni ufficiali. Alle 17.30, presso il Camposanto di Pont-Saint-Martin, si terranno la Santa Messa e la cerimonia commemorativa. In caso di maltempo, l’appuntamento sarà trasferito nella Chiesa parrocchiale di San Lorenzo.

Nella stessa giornata, dalle 14.30 alle 16.30, sarà possibile visitare la Casa Forte “L Castel”, in via Castello, antica dimora dei Signori di Pont-Saint-Martin e oggi sede del Museo del Bombardamento. Sarà inoltre visitabile la mostra fotografica “Foto-studio Ardissone”, dedicata proprio alla devastazione provocata dall’attacco aereo. L’apertura del museo assume un valore particolare perché consente di trasformare la memoria da racconto astratto a esperienza concreta, attraverso immagini, documenti e testimonianze che permettono alle nuove generazioni di avvicinarsi a una pagina della storia locale che altrimenti rischierebbe di allontanarsi progressivamente.

La commemorazione troverà poi un momento di particolare suggestione nella musica. Alle 21.00, nella Chiesa parrocchiale di San Lorenzo, in via San Lorenzo 8, si terrà il concerto per pianoforte e flauto “Il Ponte della memoria – Musiche per una cultura di pace”, con Elisa Maccarrone al flauto e Domenico Clapasson al pianoforte.

La scelta del titolo non è casuale e richiama uno dei simboli più forti di Pont-Saint-Martin: il suo antico ponte romano, che da oltre duemila anni unisce due sponde, persone e percorsi. La musica viene così proposta come un altro ponte, capace di collegare il passato al presente e la memoria alla speranza. Il concerto nasce infatti per rendere omaggio alle vittime del bombardamento e, nello stesso tempo, alla comunità che seppe rinascere dopo la tragedia.

In un'epoca nella quale la guerra è tornata a occupare un posto centrale nella cronaca internazionale, affidare alla musica un messaggio di pace significa riconoscere all’arte una funzione che va oltre l’intrattenimento. La cultura può diventare uno spazio nel quale elaborare il dolore, trasmettere memoria e mantenere aperta la possibilità del dialogo. È un messaggio particolarmente significativo quando viene proposto a partire da una comunità che ha conosciuto direttamente la distruzione della guerra.

Anche i protagonisti del concerto portano con sé un forte legame con il territorio. Elisa Maccarrone, nata ad Aosta nel 1995, si è diplomata con il massimo dei voti e la lode nei Conservatori di Aosta e Torino. Ha collaborato con importanti realtà orchestrali e musicali, tra cui la Filarmonica del Teatro Regio e l’Orchestra Filarmonica di Torino, oltre ad aver partecipato a rassegne come MITO SettembreMusica. È inoltre direttrice della Banda Giovanile di Pont-Saint-Martin e docente di musica.

Domenico Clapasson, originario di Fontainemore, è pianista, compositore e docente al Conservatorio “Luca Marenzio” di Brescia. Nel 2012 è stato insignito della Medaglia d’Oro del Presidente della Repubblica per meriti artistici. La sua attività comprende composizioni, colonne sonore, musica cameristica e collaborazioni internazionali, tra cui progetti legati al Royal Ballet di Londra e opere dedicate a David Maria Turoldo.

Il programma dell’anniversario, dunque, non si limita a una cerimonia commemorativa. Tiene insieme ricerca storica, memoria, cultura e partecipazione della comunità. È un modo per evitare che il ricordo del bombardamento rimanga confinato alla dimensione privata delle famiglie che ne conservarono il dolore e per trasformarlo invece in patrimonio collettivo.

Ricordare Pont-Saint-Martin, 23 agosto 1944, significa soprattutto interrogarsi sul rapporto tra memoria e responsabilità. Le guerre cambiano strumenti, strategie e tecnologie, ma la sofferenza dei civili conserva una drammatica continuità. Per questo la memoria non può essere soltanto celebrazione del passato: deve diventare una forma di consapevolezza nel presente.

A 82 anni da quella giornata, Pont-Saint-Martin sceglie così di ricordare le proprie vittime attraverso la storia, la cultura e la musica, ma anche attraverso una parola semplice e difficile da rendere concreta: pace. Il vero significato della commemorazione sta forse proprio qui, nel trasformare una ferita locale in una riflessione universale e nel fare della memoria non un monumento immobile, ma uno strumento per riconoscere il valore della vita umana e il dovere di costruire, ogni giorno, comunità più consapevoli e un futuro nel quale la guerra non venga mai considerata una normalità.

pi.mi.

Prima Pagina|Archivio|Redazione|Invia un Comunicato Stampa|Pubblicità|Scrivi al Direttore