Una nuova squadra, ma con un'idea molto precisa di continuità: riportare il Cenacolo Italo Mus al centro della vita culturale valdostana, partendo dalla sua vocazione originaria legata alla mineralogia per allargare lo sguardo alla cultura, all'arte, alla montagna e alla partecipazione. È questo il significato del rinnovo del Consiglio Direttivo deciso dall'Assemblea dei soci nella giornata di giovedì 23 luglio 2026, con l'elezione di Roberto Muscarà alla presidenza dell'Associazione di Promozione Sociale.
Il nuovo Direttivo sarà chiamato nei prossimi anni a consolidare il ruolo del Cenacolo come realtà di riferimento per la conoscenza e la valorizzazione del patrimonio mineralogico della Valle d'Aosta, ma anche a recuperare quella dimensione di luogo di incontro e condivisione che ha accompagnato la storia dell'associazione.
Accanto a Roberto Muscarà, presidente, il nuovo gruppo dirigente comprende Sara Lucianaz, vicepresidente, Angelica Accurso, segretaria, Fabrizia Pavetto, tesoriera, e i consiglieri Aldo Cambiolo, Maurizio Lanfranco, Mauro Maquignaz, Carmen Jacquemet, Erik Camos e Fabio Rigon.
La scelta di Muscarà rappresenta anche una continuità con il precedente mandato, nel quale aveva ricoperto l'incarico di vicepresidente. Il suo rapporto con la mineralogia nasce da un'esperienza professionale alla miniera d'oro di Brusson, dove ha lavorato nell'ambito della logistica. Quella che inizialmente era una curiosità si è progressivamente trasformata in una passione e poi in un impegno culturale.
Il nuovo presidente sintetizza così la direzione che intende imprimere all'associazione: «Il nostro obiettivo sarà quello di dare continuità al lavoro svolto fino a oggi, valorizzando la Mostra Mercato e il patrimonio mineralogico valdostano, ma anche rilanciando il Cenacolo come luogo di cultura, incontro e partecipazione, nel solco della sua storia». Un'impostazione che guarda quindi alla mineralogia come punto di partenza, non come limite dell'attività associativa. L'intenzione, aggiunge Muscarà, è «rafforzarne l'identità, coinvolgere le famiglie, avvicinare i giovani e proporre iniziative che spazino dalla mineralogia all'arte, dalla divulgazione alla musica, collaborando con le realtà culturali del territorio».
Accanto al presidente ci sarà Sara Lucianaz, eletta vicepresidente. Tecnico di laboratorio agroalimentare presso l'Assessorato Agricoltura e Risorse naturali e Forestazione della Regione autonoma Valle d'Aosta, Lucianaz coltiva fin dall'infanzia una forte passione per la mineralogia, trasmessa dal padre Franco Lucianaz, storico presidente del Club Mineralogico Valdostano “Les Amis de Berrio”.
Negli anni ha affiancato all'attività professionale una significativa attività di ricerca e studio dei minerali valdostani, dedicandosi alla documentazione di importanti rinvenimenti, tra cui quelli conservati a Punta Helbronner, al Museo Regionale di Scienze Naturali di Saint-Pierre e in collezioni private.
«Desidero mettere a disposizione del Cenacolo la mia esperienza per promuovere la conoscenza dei minerali della Valle d'Aosta e contribuire alla diffusione della cultura mineralogica», spiega la nuova vicepresidente, sottolineando come «la ricerca, la divulgazione e la valorizzazione del nostro patrimonio rappresentano una ricchezza che merita di essere conosciuta e trasmessa alle nuove generazioni».
La nuova gestione intende muoversi quindi su una doppia direttrice: da una parte la tutela e la valorizzazione del patrimonio mineralogico, dall'altra il rilancio della dimensione culturale e associativa. L'obiettivo dichiarato è fare del Cenacolo un luogo nel quale soci, famiglie, giovani, appassionati e cittadini possano incontrarsi attraverso conferenze, visite guidate, presentazioni editoriali, iniziative artistiche e momenti di approfondimento dedicati alla storia, all'ambiente, alla montagna e alle tradizioni valdostane.
In questa prospettiva assume un valore particolare il recupero della vocazione originaria dell'associazione. Il Cenacolo, fondato nel 1968, ha infatti affiancato alla valorizzazione mineralogica un'intensa attività culturale, fatta di conferenze, incontri, iniziative artistiche e momenti di aggregazione. Il nuovo Direttivo intende riportare in primo piano proprio questa dimensione, arrivando anche a riprendere una tradizione storica: le uscite collettive per assistere a spettacoli di musica lirica e ad altri eventi culturali.
È una scelta che porta con sé anche una riflessione sul ruolo delle associazioni nella società valdostana. In un'epoca nella quale molte realtà locali faticano a coinvolgere nuove generazioni, trasformare un'associazione specialistica in un luogo aperto di cultura e socialità può diventare una strategia per garantirne il futuro. La mineralogia può così diventare una porta d'ingresso verso la conoscenza della montagna, della geologia, della storia e dell'identità del territorio.
Lo sguardo è già rivolto al 2027, quando ricorrerà il 60° anniversario della scomparsa del pittore Italo Mus, figura alla quale il Cenacolo è dedicato. La ricorrenza sarà l'occasione per costruire un programma di iniziative dedicato all'artista e alla sua eredità culturale, rafforzando al tempo stesso il rapporto tra il Cenacolo, l'arte e il territorio.
Ma il primo appuntamento importante del nuovo Direttivo è ormai alle porte. Sabato 22 agosto e domenica 23 agosto 2026, nella Sala del Centro Congressi Comunale di Saint-Vincent, si terrà la 46ª Mostra Mercato dei Minerali. Una manifestazione che da oltre quarant'anni rappresenta un appuntamento per collezionisti, appassionati e semplici curiosi e che consente di avvicinare un pubblico ampio al patrimonio mineralogico e paleontologico valdostano.
La manifestazione sarà coordinata, come avviene da molti anni, dal consigliere Maurizio Lanfranco, il cui lavoro organizzativo ha contribuito alla continuità e alla crescita dell'appuntamento. La Mostra proporrà la tradizionale Borsa Scambio del Minerale e del Fossile, insieme a un programma di iniziative culturali.
Grazie alla collaborazione con il Club Mineralogico Valdostano “Les Amis de Berrio”, sarà inoltre possibile ammirare una selezione di minerali valdostani provenienti da collezioni private, compresi numerosi esemplari raramente esposti al pubblico. Una possibilità di conoscenza che assume un particolare valore perché consente di mettere in circolazione, almeno temporaneamente, una parte di un patrimonio normalmente custodito nelle collezioni personali.
Tra gli appuntamenti della manifestazione è prevista, sabato 22 agosto alle 17.00, la presentazione del volume Il Cuore della Montagna – Storie di cristalli e Cristalliers della Valle d'Aosta, di Sara Lucianaz, con Franco Lucianaz e Aldo Candiolo, pubblicato da Edizioni Pedrini.
Il libro racconta la storia dei cristalliers del Monte Bianco, uomini e donne che hanno fatto della ricerca dei minerali una passione e, in alcuni casi, un'attività caratterizzata da difficoltà, rischio e profondo rapporto con la montagna. Attraverso le testimonianze dei protagonisti, il volume restituisce il significato umano della ricerca e della scoperta, accompagnando i racconti con fotografie in larga parte inedite dedicate ai minerali e al lavoro dei cristalliers.
La 46ª Mostra Mercato sarà a ingresso libero. Sabato 22 agosto sarà aperta dalle 10.00 alle 18.30, mentre domenica 23 agosto gli orari saranno dalle 9.00 alle 18.00. Durante le due giornate saranno inoltre organizzate visite al Museo del Cenacolo Italo Mus, con partenza dal Centro Congressi Comunale di Saint-Vincent.
Il museo rappresenta uno degli strumenti principali attraverso i quali l'associazione rende concreto il proprio impegno divulgativo. Fondato nel 1978 dal Gruppo Mineralogico del Cenacolo Italo Mus, è nato con l'obiettivo di raccogliere, classificare e valorizzare il patrimonio mineralogico valdostano, affiancandolo a esemplari provenienti da diverse aree del mondo.
La collezione comprende circa 750 minerali e 170 fossili, con esemplari provenienti anche dalle montagne che circondano Saint-Vincent e da località come Monte Barbeston, Emarèse, Brusson e Champorcher. Particolarmente significativi sono i campioni provenienti dalle storiche miniere valdostane di oro, ferro, magnetite e amianto, oggi dismesse, oltre a quarzi di grande purezza, granati, vesuviane locali e una sezione dedicata ai minerali fluorescenti osservabili ai raggi ultravioletti.
Il Museo del Cenacolo Italo Mus, in Piazza del Mercato 10 a Saint-Vincent, sarà aperto al pubblico ad agosto nelle giornate di sabato 1, 8 e 29 agosto, dalle 15.00 alle 17.30, con ultimo ingresso per la visita libera alle 17.00. Per gruppi e appassionati sarà inoltre possibile organizzare visite guidate accompagnate dai cristalliers, previa richiesta.
Il patrimonio custodito dal Cenacolo acquista così una dimensione che va oltre quella del collezionismo. Ogni minerale racconta infatti una parte della storia geologica della Valle d'Aosta e, indirettamente, anche la storia di chi quelle montagne le ha esplorate, studiate e frequentate. Le miniere dismesse, i cristalliers, le collezioni e le attività di ricerca sono tasselli di una memoria che rischierebbe di disperdersi senza un'attività costante di conservazione e divulgazione.
La sfida del nuovo Direttivo sarà quindi duplice: conservare una storia lunga quasi sessant'anni e contemporaneamente renderla capace di parlare alle nuove generazioni. Per riuscirci serviranno certamente competenze mineralogiche, ma anche capacità di comunicazione, collaborazione con le istituzioni e apertura verso il mondo della scuola, delle famiglie e delle altre realtà culturali.
In questo senso, il rinnovo del Cenacolo Italo Mus non è soltanto un avvicendamento ai vertici di un'associazione. È il tentativo di rilanciare un presidio culturale partendo da una specializzazione, la mineralogia, per arrivare a una visione più ampia della Valle d'Aosta: una terra nella quale la montagna non è soltanto paesaggio, ma storia, lavoro, ricerca, arte e identità.
La 46ª Mostra Mercato dei Minerali sarà il primo banco di prova del nuovo Direttivo. Ma la vera partita si giocherà nei prossimi anni, soprattutto sulla capacità di trasformare il patrimonio custodito dal Cenacolo in conoscenza condivisa. Perché una collezione vive davvero quando viene studiata, raccontata e trasmessa. E in una regione come la Valle d'Aosta, custodire la memoria della montagna significa anche contribuire a costruire consapevolezza sul futuro della comunità.













