Un nuovo percorso per rafforzare la collaborazione tra Comuni valdostani e promuovere una gestione più condivisa delle risorse energetiche. È questo il principale risultato emerso dall’assemblea del Consiglio permanente degli Enti Locali (CPEL), riunitasi venerdì 24 luglio, che ha approvato il documento di intenti promosso insieme al Consorzio dei Comuni della Valle d’Aosta compresi nel Bacino imbrifero montano della Dora Baltea (BIM) per accompagnare gli enti locali verso la possibile realizzazione di una Comunità Energetica Rinnovabile.
Nel corso della seduta, presieduta dal presidente del CPEL Alex Micheletto, l’assemblea ha affrontato diversi temi di interesse per il sistema delle autonomie locali, a partire dal disegno di legge regionale n. 22 relativo al terzo provvedimento di variazione al bilancio finanziario regionale per il triennio 2026/2028. Il provvedimento, che prevede l’iscrizione di maggiori entrate e maggiori spese nel bilancio regionale, è stato illustrato dal presidente del CPEL e ha ottenuto un parere favorevole accompagnato da alcune osservazioni.
Gli enti locali hanno espresso apprezzamento per la scelta dell’Amministrazione regionale di mantenere alta l’attenzione sulle esigenze dei territori, sottolineando però la necessità di continuare a garantire un confronto costante con i Comuni, chiamati quotidianamente a gestire servizi essenziali e a rispondere alle trasformazioni economiche e sociali che interessano la Valle d’Aosta.
L’assemblea ha inoltre dato parere positivo alla proposta di deliberazione della Giunta regionale relativa alla quota destinata all’alimentazione del Fondo distacchi sindacali (F.D.S.) per l’anno 2024. Via libera anche ai due provvedimenti illustrati dal responsabile politico della tematica Ronny Borbey, riguardanti da un lato i criteri per la concessione di contributi a favore di persone con disabilità gravissima o affette da sclerosi laterale amiotrofica e, dall’altro, alcune disposizioni sperimentali e interpretative finalizzate a rendere più flessibili le procedure per l’attuazione delle misure regionali di sostegno economico e promozione sociale.
Il momento centrale della riunione è stato però rappresentato dall’approvazione del “Documento di intenti del Consiglio permanente degli Enti Locali (CPEL) e del Consorzio BIM per la promozione di un percorso volto alla valutazione della fattibilità di una Comunità Energetica Rinnovabile per gli Enti Locali della Valle d’Aosta”. L’iniziativa punta a creare un quadro comune per accompagnare i Comuni nella costruzione di modelli energetici basati sulla produzione e sulla condivisione di energia da fonti rinnovabili.
L’obiettivo non è soltanto ambientale, ma anche economico e sociale. Le Comunità Energetiche Rinnovabili possono infatti rappresentare uno strumento per ridurre i costi energetici degli enti pubblici, favorire nuovi investimenti sul territorio e coinvolgere cittadini, imprese e amministrazioni in una gestione più partecipata dell’energia. In una regione caratterizzata dalla presenza diffusa di piccoli Comuni e da condizioni territoriali particolari, la dimensione cooperativa può diventare un elemento strategico per superare limiti organizzativi e amministrativi.
Attraverso il documento approvato, il CPEL e il BIM assumono quindi l’impegno di accompagnare gli enti locali valdostani in un percorso fondato sulla collaborazione istituzionale, sulla semplificazione delle procedure e sulla valorizzazione delle competenze già presenti sul territorio. La prospettiva è quella di costruire un modello capace di produrre benefici distribuiti sull’intera comunità regionale, evitando che la transizione energetica resti un processo riservato soltanto agli operatori più strutturati.
La scelta degli enti locali valdostani si inserisce in una trasformazione più ampia che riguarda il ruolo dei territori nella gestione dell’energia. La transizione verso fonti rinnovabili, infatti, non è più soltanto una questione ambientale, ma coinvolge direttamente autonomia decisionale, sviluppo economico e capacità delle comunità di organizzarsi. Per la Valle d’Aosta, dove la disponibilità di risorse idriche e il rapporto con l’ambiente rappresentano elementi identitari, la nascita di una rete energetica condivisa potrebbe diventare un ulteriore tassello nel percorso di valorizzazione delle specificità regionali e nella costruzione di un futuro più sostenibile e partecipato.













