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ATTUALITÀ POLITICA | 18 luglio 2026, 09:27

Viabilità in Bassa Valle, Uniti a Sinistra attacca: "Caos prevedibile, cittadini lasciati a pagare gli errori"

L'alleanza composta da Area Democratica Gauche Autonomiste, Movimento 5 Stelle, Partito della Rifondazione Comunista e Risorgimento Socialista denuncia la mancanza di coordinamento tra Regione, ANAS e SAV nella gestione dei cantieri sulla A5 e sulla Statale 26. Al centro della critica anche l'assenza di una strategia complessiva sulla mobilità e la richiesta di rivedere il Piano regionale dei trasporti

Viabilità in Bassa Valle, Uniti a Sinistra attacca: "Caos prevedibile, cittadini lasciati a pagare gli errori"

La paralisi della viabilità in Bassa Valle continua ad alimentare il confronto politico. A intervenire è l'alleanza Uniti a Sinistra, che riunisce Area Democratica Gauche Autonomiste, Movimento 5 Stelle, Partito della Rifondazione Comunista e Risorgimento Socialista, secondo cui quanto sta accadendo lungo i principali assi di collegamento della Valle d'Aosta non può essere considerato un evento imprevedibile, ma rappresenta la conseguenza diretta di una programmazione ritenuta insufficiente e di un mancato coordinamento tra gli enti responsabili della gestione delle infrastrutture.

Nel mirino dell'alleanza finiscono la Regione Valle d'Aosta, ANAS e SAV, accusate di non aver saputo pianificare gli interventi di manutenzione evitando la contemporanea presenza di cantieri sull'Autostrada A5 e sulla Strada Statale 26. Una scelta che, secondo Uniti a Sinistra, ha finito per compromettere il principale corridoio di accesso alla regione. Le critiche si estendono anche al ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, al quale viene contestata una scarsa attenzione verso le criticità della rete viaria nazionale, mentre il dibattito politico continua a concentrarsi sul progetto del Ponte sullo Stretto.

L'alleanza precisa di non mettere in discussione la necessità della manutenzione delle infrastrutture, considerata indispensabile per garantire sicurezza ed efficienza. A essere contestata è invece la mancanza di una pianificazione condivisa tra i diversi gestori, capace di limitare i disagi e di assicurare percorsi alternativi realmente efficaci durante l'esecuzione dei lavori. Secondo Uniti a Sinistra, la sovrapposizione dei cantieri dimostra il fallimento del coordinamento istituzionale.

Le ricadute, evidenziano gli esponenti dell'alleanza, non riguardano soltanto le lunghe code e i ritardi negli spostamenti quotidiani. La situazione viene definita anche un problema di sicurezza pubblica, perché tempi di percorrenza incerti e traffico congestionato possono rallentare gli interventi di ambulanze, vigili del fuoco e forze dell'ordine. Una criticità che assume un peso ancora maggiore in una regione a forte vocazione turistica, chiamata ogni anno ad accogliere un numero elevato di visitatori e a garantire collegamenti efficienti sia ai residenti sia a chi raggiunge la Valle d'Aosta.

Secondo Uniti a Sinistra, il piano straordinario predisposto per affrontare l'emergenza rappresenta la prova che si è intervenuti soltanto quando il problema era ormai esploso. Pur riconoscendo che le misure adottate possano attenuare alcune criticità, l'alleanza sostiene che si tratti di una risposta emergenziale destinata a scaricare sulla collettività le conseguenze di una pianificazione inadeguata. In questo quadro, i cittadini finirebbero per sostenere un doppio costo: quello del tempo perso nel traffico e quello delle risorse pubbliche impiegate per porre rimedio a situazioni che, secondo i firmatari della nota, avrebbero potuto essere evitate con una migliore organizzazione.

Sul piano sociale, Uniti a Sinistra richiama l'attenzione sulle categorie più esposte ai disagi. A risentire maggiormente delle difficoltà della circolazione sarebbero infatti i lavoratori pendolari, gli studenti, gli anziani, le persone costrette a raggiungere ospedali e servizi essenziali e le famiglie prive di alternative all'automobile. Una questione che, secondo l'alleanza, riguarda non solo l'efficienza amministrativa ma anche l'equità nell'accesso ai servizi.

La vicenda viene infine inserita in una riflessione più ampia sulle politiche della mobilità. Per Uniti a Sinistra, l'attuale situazione evidenzia i limiti di un modello che continua a puntare quasi esclusivamente sul trasporto su gomma, senza sviluppare alternative capaci di ridurre la pressione sulla rete stradale. Per questo motivo l'alleanza chiede una profonda revisione del Piano regionale dei trasporti, sostenendo che la Valle d'Aosta abbia bisogno di una strategia di lungo periodo e non di interventi emergenziali destinati a ripetersi. Il dibattito sulla gestione dei cantieri, dunque, si trasforma anche in un confronto sulle scelte infrastrutturali future della regione, chiamata a conciliare manutenzione, sviluppo economico, turismo e qualità della vita dei cittadini.

je.fe.

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