La contemporanea presenza dei cantieri sulla Statale 26, sulla linea ferroviaria e sull'autostrada A5 torna al centro del dibattito politico in Consiglio Valle. Nella seduta del 16 luglio 2026, l'assessore ai Trasporti Luigi Bertschy ha risposto a un'interrogazione a risposta immediata presentata dal gruppo Fratelli d'Italia, difendendo l'operato della Regione e sostenendo che la sovrapposizione degli interventi è stata determinata da esigenze tecniche e di sicurezza, non da una scelta dell'Amministrazione regionale.
A sollevare il caso è stato il capogruppo Alberto Zucchi, che ha ricordato come la programmazione dei lavori di Anas nel tratto della Statale 26 tra Arnad e Bard, la chiusura della linea ferroviaria per l'elettrificazione da parte di Rfi e gli interventi previsti sull'A5 fossero tutti conosciuti con largo anticipo. Per questo motivo il consigliere ha chiesto quale atto tecnico o amministrativo dimostrasse che Rfi avesse imposto l'esecuzione dei lavori autostradali proprio nel periodo compreso tra la primavera e il 24 luglio 2026. In assenza di tale obbligo, secondo Fratelli d'Italia, sarebbe mancato un efficace coordinamento da parte della Regione per evitare la contemporaneità dei cantieri.
Nella replica, l'assessore Luigi Bertschy ha chiarito che la Regione «non ha competenza diretta sulla programmazione dei lavori di Anas, Rfi e autostrade», pur svolgendo un'attività costante di raccordo tra i diversi soggetti coinvolti per favorire il coordinamento degli interventi. Entrando nel merito della vicenda, ha spiegato che i lavori sulla A5 rientrano in un piano di adeguamento delle barriere di sicurezza alle nuove normative e hanno seguito un iter autorizzativo condiviso con Rfi. I progetti, ha ricordato, erano stati trasmessi negli anni precedenti e le autorizzazioni sono arrivate a Sav il 20 febbraio 2026.
Secondo l'assessore, eseguire gli interventi durante la sospensione del traffico ferroviario rappresentava la soluzione tecnicamente più efficace. Ha evidenziato infatti che lavorare successivamente, con la linea elettrica in esercizio, avrebbe significato operare esclusivamente nelle ore notturne, tra la mezzanotte e le 5, con tempi di cantiere molto più lunghi e disagi ancora maggiori. Inoltre, il cantiere di Anas sulla Statale 26 proseguirà fino all'estate 2027, per cui un rinvio dei lavori autostradali non avrebbe comunque evitato la sovrapposizione degli interventi.
Bertschy ha quindi respinto le accuse di cattiva programmazione, sostenendo che «la sovrapposizione degli interventi non è stata una scelta della Regione», ma il risultato della necessità di realizzare contemporaneamente opere indispensabili per la sicurezza e l'ammodernamento delle infrastrutture. Ha inoltre rivendicato il lavoro svolto per limitare i disagi, ringraziando i sindaci, la Protezione civile, i volontari e le forze dell'ordine che hanno contribuito a organizzare percorsi alternativi e a migliorare la gestione della viabilità nei fine settimana più difficili.
Una ricostruzione che non ha convinto Fratelli d'Italia. Nella replica, Alberto Zucchi ha sostenuto che gli interventi «dovevano essere fatti prima e in modo scaglionato, non arrivare tutti insieme dopo», accusando la Regione di aver semplicemente subìto le decisioni di Anas, Rfi e Sav, comprese quelle relative alle gallerie di Sorreley. Per il consigliere, l'Amministrazione si sarebbe limitata a gestire le emergenze senza esercitare un reale ruolo di governo del territorio, con conseguenze pesanti sia sul piano economico sia su quello dell'immagine della Valle d'Aosta.
Il confronto mette così in evidenza uno dei temi più delicati della politica regionale: il rapporto tra competenze istituzionali e capacità di incidere sulle decisioni dei grandi gestori delle infrastrutture. Se la Giunta rivendica un ruolo di coordinamento privo di poteri decisionali, l'opposizione ritiene invece che proprio la funzione politica della Regione debba tradursi in una maggiore capacità di pianificazione e interlocuzione. Una discussione destinata a proseguire anche nei prossimi mesi, mentre cittadini, pendolari e imprese continuano a fare i conti con una viabilità fortemente condizionata dai cantieri e con le ricadute economiche e sociali che ne derivano.













