Tre giorni di Consiglio Valle, 72 punti all’ordine del giorno e un menù politico talmente ricco da far impallidire anche il più allenato frequentatore del “ristorante istituzionale”. Da martedì 14 a giovedì 16 luglio 2026, con inizio alle ore 9, l’aula di Palazzo regionale tornerà a discutere di tutto: dalla sanità alle liste d’attesa, dalla governance di Cva al futuro del Casinò di Saint-Vincent, passando per ambiente, turismo, lavoro e servizi sociali.
Come spesso accade nelle sedute consiliari estive, il caldo non sarà soltanto quello meteorologico. In apertura dei lavori arriveranno infatti 22 iniziative rimaste in sospeso dalle precedenti riunioni: 3 mozioni e 19 interpellanze. Un piccolo arretrato politico-amministrativo che dimostra come, in Consiglio, il tempo sia una risorsa preziosa quasi quanto l’acqua nei periodi di siccità: tutti la cercano, ma nessuno sembra averne mai abbastanza.
Tra le mozioni già calendarizzate, la maggioranza e l’opposizione si confronteranno su temi destinati ad alimentare il dibattito politico. I gruppi Lega Vallée d’Aoste e La Renaissance Valdôtaine chiedono sostegno alle Pro loco negli adempimenti necessari per l’iscrizione al Registro unico nazionale del Terzo settore (Runts). Il gruppo Alleanza Verdi e Sinistra punta invece i riflettori sulla futura governance di Cva, chiedendo di valutare con la Commissione competente gli indirizzi che la Regione intende affidare ai nuovi amministratori della società energetica. Sempre da Lega VdA, La Renaissance e Fratelli d’Italia arriva la richiesta di un piano straordinario regionale per affrontare il problema delle liste d’attesa nella sanità ambulatoriale.
Proprio la sanità sarà uno dei grandi protagonisti della tre giorni consiliare. Sul tavolo torneranno il funzionamento dell’azienda Usl, la carenza di personale, il futuro della direzione generale e la qualità percepita dei servizi sanitari. Il gruppo Pd-Federalisti progressisti VdA interrogherà la Giunta sulla situazione organizzativa dell’azienda sanitaria, mentre diversi gruppi insisteranno sulla necessità di introdurre il cosiddetto codice d’argento al Pronto soccorso dell’ospedale Parini per migliorare la presa in carico degli anziani fragili.
Una delle partite più delicate riguarda anche il personale della giustizia. La Lega VdA porterà infatti in aula la situazione di Tribunale e Procura di Aosta, con l’obiettivo di chiedere interventi urgenti contro il rischio di paralisi degli uffici. Un tema che da mesi evidenzia una fragilità strutturale dello Stato sul territorio: perché l’autonomia si misura anche dalla capacità di garantire servizi efficienti, non soltanto dalla quantità di competenze amministrative esercitate.
Numerosi saranno anche i dossier economici. Il Consiglio sarà chiamato a esaminare il bilancio della gestione straordinaria in liquidazione della Casa da gioco di Saint-Vincent al 31 dicembre 2025, oltre alle questioni legate alla nuova governance del Casinò e alle nomine nel consiglio di amministrazione. Sul fronte energetico, invece, tornerà il tema di Cva, con domande sul ritardo nell’approvazione del bilancio 2025 e sul rinnovo degli organi sociali.
L’aula discuterà inoltre due disegni di legge. Il primo riguarda la manutenzione dell’ordinamento regionale per il 2026, la cosiddetta legge “omnibus”, già approdata con parere favorevole della maggioranza delle Commissioni. Il secondo contiene disposizioni urgenti per garantire la qualità e la regolare erogazione dei Livelli essenziali di assistenza (Lea). Un provvedimento che arriva mentre la sanità valdostana continua a essere uno dei terreni più sensibili del confronto politico: tutti dichiarano di volerla difendere, ma poi ogni gruppo presenta la propria ricetta, spesso con ingredienti incompatibili tra loro.
All’ordine del giorno anche il Piano regionale per la qualità dell’aria, il futuro degli spazi incompiuti dell’ex cotonificio Brambilla di Verrès, la promozione turistica, gli investimenti sui bacini idrici, il collegamento attraverso il col Ranzola, la realizzazione della Maison de la Montagne e la tutela della fauna alpina.
Molte interrogazioni riguarderanno la vita quotidiana dei cittadini: sicurezza delle aree interessate dalla frana di Palleusieux a Pré-Saint-Didier, lavori della piscina di Pré-Saint-Didier, trasporto per persone con disabilità, edilizia abitativa, rifiuti tessili, biblioteche, scuola e continuità dei docenti di sostegno. Non mancheranno i temi più curiosi, come i ritardi nella concessione dei distributori automatici negli immobili regionali o la sicurezza nelle zone delle mura romane e della torre di Bramafam ad Aosta: piccoli problemi, forse, ma spesso sono proprio quelli che fanno arrabbiare di più i cittadini.
Sul fronte agricolo verrà affrontata anche la campagna vaccinale obbligatoria 2026 contro la dermatite nodulare contagiosa dei bovini, oltre alle misure per contrastare la siccità nel comparto zootecnico. Un segnale di come il Consiglio dovrà confrontarsi con una montagna che cambia: non solo per il clima, ma anche per le trasformazioni economiche e sociali che investono le comunità alpine.
La seduta sarà dunque un lungo confronto tra emergenze e programmazione. La maggioranza sarà chiamata a dimostrare di avere una direzione chiara, mentre le opposizioni proveranno a trasformare ogni interrogazione in un’occasione di pressione politica. In fondo, il Consiglio Valle è anche questo: un luogo dove ogni problema arriva sotto forma di documento, ma dove la vera sfida resta trasformare parole, mozioni e interpellanze in decisioni concrete. Perché i cittadini, più che il numero dei punti all’ordine del giorno, alla fine guardano una sola cosa: se qualcosa cambia davvero.












