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ATTUALITÀ POLITICA | 09 luglio 2026, 09:55

Marguerettaz avverte Bruxelles: «Guai a tagliare le risorse ai territori, l'Europa perderebbe la sua anima»

Dalla plenaria del Comitato europeo delle Regioni, il consigliere regionale Aurelio Marguerettaz lancia un appello contro l'ipotesi di accorpare Politica Agricola Comune e Politica di Coesione nel prossimo bilancio europeo. Un confronto che riguarda direttamente anche la Valle d'Aosta, tra agricoltura di montagna, sviluppo locale e cooperazione transfrontaliera con la Svizzera

Marguerettaz avverte Bruxelles: «Guai a tagliare le risorse ai territori, l'Europa perderebbe la sua anima»

«Se Bruxelles pensa di risparmiare proprio sui territori, è come pretendere di rinforzare una casa togliendo i mattoni dalle fondamenta». La battuta di Aurelio Marguerettaz fotografa con efficacia il clima che si respira attorno al negoziato sul futuro bilancio dell'Unione europea. E, al di là dell'ironia, coglie un punto sostanziale: quando si parla di fondi europei non si discute soltanto di numeri, ma della capacità delle comunità locali di continuare a investire, innovare e restare vive. Una preoccupazione che appare condivisibile, soprattutto per realtà di montagna come la Valle d'Aosta, dove molte politiche europee hanno rappresentato negli anni uno strumento concreto di sviluppo.

È stato questo uno dei temi centrali della sessione plenaria del Comitato europeo delle Regioni, svoltasi a Bruxelles nelle giornate del 1° e 2 luglio 2026, alla quale ha partecipato il consigliere regionale Aurelio Marguerettaz in rappresentanza della Regione autonoma Valle d'Aosta.

Sul tavolo della plenaria si sono intrecciati alcuni dei dossier più delicati per il futuro dell'Europa: dalla riforma della Politica Agricola Comune dopo il 2027, con la richiesta di rafforzarne la dimensione territoriale, sostenere in modo più equo gli agricoltori e favorire il ricambio generazionale, fino alla transizione ecologica e alla definizione del nuovo Quadro Finanziario Pluriennale 2028-2034.

È proprio sul futuro del bilancio europeo che il confronto si è acceso maggiormente. L'ipotesi di riunire in un unico fondo la Politica di Coesione e la PAC viene guardata con forte preoccupazione dagli enti regionali e locali, che temono una progressiva perdita di attenzione verso le specificità territoriali.

«L'attuale negoziato sul Quadro Finanziario Pluriennale 2028-2034 desta profonda preoccupazione», ha affermato Marguerettaz, spiegando che «la fusione della Politica di Coesione e della PAC in un fondo unico rischia di snaturare decenni di investimenti territoriali mirati, cancellando le specificità e i bisogni concreti delle regioni europee».

Il consigliere valdostano ha poi rilanciato la posizione espressa dal Comitato europeo delle Regioni, sottolineando che «servono risorse dedicate e una vera governance multilivello», aggiungendo che «l'Europa non può permettersi di ridurre le risorse destinate ai territori». Un messaggio che, per una regione autonoma e montana, assume un significato particolare: la coesione europea non rappresenta soltanto uno strumento finanziario, ma un principio che consente alle aree periferiche di competere ad armi meno impari rispetto alle grandi realtà metropolitane.

La questione ha inevitabili riflessi politici ed economici. Per la Valle d'Aosta, infatti, i programmi europei incidono su agricoltura, tutela del territorio, infrastrutture, innovazione, servizi e sviluppo delle aree montane. Un eventuale ridimensionamento delle politiche dedicate rischierebbe di colpire proprio quelle realtà che, per caratteristiche geografiche e demografiche, necessitano di strumenti differenziati e di una programmazione costruita sulle esigenze locali.

Nel corso della plenaria è stato inoltre firmato un memorandum d'intesa tra il Comitato europeo delle Regioni e la Conferenza dei Governi cantonali della Svizzera, con l'obiettivo di rafforzare la cooperazione transfrontaliera nei settori della mobilità, dell'ambiente e dell'energia. Un'intesa che interessa da vicino anche la Valle d'Aosta, da sempre impegnata a costruire rapporti stabili con i territori alpini confinanti e a valorizzare una dimensione europea che supera i confini amministrativi.

La partecipazione di Marguerettaz, supportato dall'Ufficio regionale di Rappresentanza a Bruxelles, conferma la volontà della Regione di essere presente nei luoghi in cui si costruiscono le decisioni comunitarie. Del resto, è proprio in questa fase che si definiranno gli equilibri finanziari dei prossimi anni.

La partita che si sta giocando nella capitale europea va ben oltre una semplice revisione di bilancio. Riguarda il modello di Europa che si vuole costruire: un'Europa che concentra sempre più risorse al centro oppure un'Europa che continua a investire sulle sue comunità locali. Per territori autonomi e di montagna come la Valle d'Aosta, la risposta a questa domanda non è teorica, ma inciderà direttamente sulle opportunità di crescita economica, sulla tenuta sociale e sulla capacità delle istituzioni regionali di dare risposte concrete ai cittadini.

pi.mi.

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