Nella seduta pomeridiana del 15 luglio 2026, con 20 voti a favore (UV, CA, FI) e 14 astensioni (FdI, Lega VdA, PD-FP, AVS, Renaissance), il Consiglio Valle ha approvato il disegno di legge di manutenzione dell’ordinamento regionale per il 2026 (legge “omnibus”).
Il provvedimento, composto da venticinque articoli, contiene modifiche e abrogazioni puntuali della legislazione regionale finalizzate a esigenze di manutenzione e semplificazione dell’ordinamento. Sul testo sono stati recepiti sei emendamenti, di cui tre delle Commissioni prima, seconda e terza e tre depositati in Aula dal Presidente della Regione.
Ordini del giorno
Contestualmente, l'Assemblea ha respinto tre ordini del giorno, di cui due congiunti dei gruppi Lega Vallée d'Aoste e La Renaissance Valdôtaine e uno del gruppo Alleanza Verdi e Sinistra.
I due ordini del giorno di Lega VdA e Renaissance chiedevano, il primo, trasparenza dei criteri di localizzazione degli impianti di telecomunicazione e di pianificazione regionale del territorio e, il secondo, il recepimento integrale della legge "Salva Casa".
Il gruppo AVS chiedeva di quantificare i costi e garantire le risorse necessarie per l'attuazione del regime previdenziale dei Corpi dei vigili del fuoco e forestale.
I gruppi Lega VdA e Renaissance hanno ritirato un ordine del giorno che chiedeva lo stato degli interventi urgenti per il rischio idrogeologico dopo l’alluvione 2024, con particolare attenzione alle opere di Valtournenche e Breuil-Cervinia.
Relazione d'Aula
Il Consigliere Marco Viérin (CA) ha illustrato in Aula il provvedimento, a nome delle cinque Commissioni consiliari che ne hanno esaminato gli articoli di competenza.
«Il disegno di legge introduce una serie di adeguamenti normativi e interventi di semplificazione in diversi ambiti - ha detto il Consigliere -. Tra questi, le modifiche alla disciplina del Corpo valdostano dei vigili del fuoco, volte a chiarire il riparto di competenze tra Regione e Stato in materia di soccorso, difesa civile e servizi antincendio, nel rispetto delle competenze statali e senza nuovi oneri per la finanza pubblica. Viene inoltre aggiornata la disciplina dei beni regionali, con la possibilità di concedere diritti di superficie a tempo determinato, fino a un massimo di 50 anni, su immobili della Regione per favorire progetti produttivi e di riqualificazione di interesse pubblico, mantenendo la proprietà del patrimonio regionale. In materia di protezione civile vengono chiarite le competenze sul rischio idrogeologico e rafforzato il ruolo diretto della Regione negli interventi più complessi.»
«Il provvedimento introduce inoltre diverse misure di semplificazione - ha proseguito -, tra cui l’allineamento dei termini dei titoli edilizi alla normativa statale, la revisione delle procedure per gli interventi di sostegno sociale e l’ampliamento della partecipazione ai bandi per la formazione specialistica sanitaria. Viene inoltre rafforzato il tavolo sull’invecchiamento attivo attraverso l’inserimento di un rappresentante delle organizzazioni delle persone con disabilità, favorendo una più ampia partecipazione al confronto istituzionale. Infine, viene adeguata la normativa regionale alla sentenza della Corte costituzionale n. 83/2026, con l'abrogazione della disposizione che consentiva al Comune di Aosta di affidare l’incarico di segretario a un dirigente interno non iscritto all’Albo regionale.»
Il dibattito in Aula
«Dietro l'etichetta della manutenzione, questo provvedimento introduce scelte rilevanti, come la delega cinquantennale sui beni pubblici, restringe il recepimento del Salva Casa, riduce il controllo politico nella gestione dell'Office régional du tourisme, lascia dubbi sulla compatibilità europea sulle acque reflue e ignora un nostro rilievo di legittimità costituzionale sulla legge dei vigili del fuoco. Per questo non può avere il nostro pieno sostegno - ha dichiarato il Capogruppo della Lega Vallée d'Aoste, Andrea Manfrin -. Abbiamo inoltre presentato tre ordini del giorno sul recepimento integrale del Salva Casa, sulla programmazione degli interventi di protezione civile contro il rischio idrogeologico e sulla trasparenza nella localizzazione degli impianti di telecomunicazione. Quanto alla legge sui vigili del fuoco, tre dei quattro rilievi da noi sollevati sono stati recepiti solo dopo le osservazioni del Ministero dell'interno; il quarto, relativo alla Cus e al Comitato di pilotaggio, è invece rimasto senza risposta. Ancora una volta, i rilievi della minoranza contano quando li fa propri qualcun altro con più forza istituzionale.»
La Capogruppo di Alleanza Verdi e Sinistra, Chiara Minelli, annunciando il voto di astensione, ha precisato: «Su alcuni articoli esprimiamo un giudizio positivo, in particolare quelli che semplificano le procedure e aggiornano la terminologia ormai desueta. Altre disposizioni, però, vanno oltre la semplice manutenzione tecnica e introducono scelte politiche, come le modifiche in materia di espropriazioni e proroga dei titoli abilitativi: su temi che riguardano ambiente e governo del territorio riteniamo necessario evitare automatismi. Si conferma inoltre la tendenza a trasferire la disciplina dalla legge all'amministrazione, processo che, secondo noi, dovrebbe essere accompagnato da trasparenza e indirizzo politico. Siamo invece favorevoli alle modifiche sull'ordinamento del Corpo valdostano dei vigili del fuoco, coerenti con gli emendamenti da noi presentati durante la discussione della legge approvata a marzo 2026, perché recepiscono le indicazioni dello Stato sulla difesa civile - che è materia dello Stato - e rendono strutturali le convenzioni con il Ministero. Sul tema della previdenza, che riguarda sia questo Corpo sia quello Forestale, abbiamo depositato un ordine del giorno affinché si garantisca la copertura finanziaria necessaria all'attuazione della norma statutaria.»
Il Consigliere Fulvio Centoz (PD-Federalisti Progressisti VdA) ha definito il provvedimento «una rete di sicurezza permanente che la Regione utilizza ogni anno per correggere i propri errori. Oggi siamo chiamati a modificare la legge sui vigili del fuoco, approvata appena quattro mesi fa, e quella sul terzo settore, votata undici settimane fa: un metodo che non condividiamo. Con un comma inserito in questo provvedimento, inoltre, il Consiglio prende atto della bocciatura da parte della Corte costituzionale della legge sui segretari comunali, senza però aver avviato alcuna riflessione sulla qualità della propria produzione normativa né modificato il proprio modo di legiferare. All'ultimo minuto, a lavori delle Commissioni conclusi, è stato recepito con un emendamento del Presidente della Regione uno dei rilievi formulati dai Comuni attraverso il Cpel: questo non è un confronto istituzionale ma un pronto soccorso. Non condividiamo l'inserimento in questa legge della proposta di concedere per 50 anni la proprietà dei beni immobili della Regione per progetti di valorizzazione per interessi pubblici di natura patrimoniale. Questa non è una manutenzione, è una norma di politica del patrimonio pubblico che richiedeva un confronto preventivo.»
Replica del Presidente della Regione
Il Presidente della Regione, Renzo Testolin, ha sottolineato che «la legge di manutenzione rappresenta anche uno strumento per dare attuazione al principio di leale collaborazione con lo Stato, recependo i necessari adeguamenti normativi, comprese le conseguenze derivanti dalle sentenze che devono essere applicate. Per quanto riguarda la legge sul Corpo valdostano dei vigili del fuoco, gli emendamenti presentati a suo tempo dal gruppo AVS non riguardavano le osservazioni poi formulate dallo Stato e non erano alla base delle modifiche richieste dal Governo nazionale: le modifiche riguardano principalmente la difesa civile, un tema non presente nella precedente normativa e che oggi trova un equilibrio tra le esigenze operative sul territorio e il necessario coordinamento nazionale. La legge di manutenzione non definisce indirizzi politici di legislatura, ma svolge una funzione di coordinamento, semplificazione e aggiornamento della normativa regionale rispetto a quella statale ed europea, superando eventuali criticità applicative. È quindi un percorso fisiologico, del quale non ci si deve né stupire né vergognare. Sulla valorizzazione degli immobili regionali, l’obiettivo è offrire uno strumento ulteriore rispetto alla dismissione, consentendo, quando possibile, di mantenere la proprietà pubblica attraverso percorsi di valorizzazione anche con il coinvolgimento dei privati. Valorizzare un bene, anziché privarsene tout court, rappresenta un’assunzione di responsabilità da parte dell’Amministrazione. È quindi questo un provvedimento utile, che il Governo regionale intende proporre con cadenza periodica per adeguare la normativa e fornire risposte anche agli enti locali, senza incidere sui bilanci.»
Il Consiglio ha anche approvato, sempre a maggioranza, il bilancio al 31 dicembre 2025 della gestione straordinaria in liquidazione per l'esercizio della Casa da gioco di Saint-Vincent.













