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ATTUALITÀ | 15 luglio 2026, 11:52

Carabinieri salvano un giovane precipitato in un dirupo: decisivo il controllo di una pattuglia

L'intuito dei militari lungo la Panoramica Zegna ha permesso di individuare un ragazzo precipitato per circa 200 metri in una scarpata e rimasto ferito per oltre tre ore senza che nessuno si accorgesse di lui. Il recupero, particolarmente complesso, è stato effettuato con il supporto dei Vigili del Fuoco e dell'elicottero "Drago". Sono in corso gli accertamenti per ricostruire la dinamica dell'incidente

ph. Carabinieri

ph. Carabinieri

Un normale controllo del territorio si è trasformato in un intervento che ha probabilmente salvato una vita. È accaduto nel pomeriggio di martedì 14 luglio, quando i Carabinieri dell'Aliquota Radiomobile della Compagnia di Cossato hanno individuato e soccorso un giovane precipitato in un dirupo lungo la Panoramica Zegna, la strada provinciale che collega in quota due vallate del Biellese, nei pressi della località sciistica di Bielmonte.

Erano circa le 15 quando la pattuglia ha notato una Fiat Panda parcheggiata regolarmente a bordo strada, ma in una posizione ritenuta insolita. Un dettaglio che ha spinto i militari a effettuare un controllo più approfondito. L'auto presentava infatti le portiere aperte, le chiavi ancora inserite nel quadro d'accensione e un telefono cellulare spento lasciato sul sedile del conducente: elementi sufficienti a far nascere il sospetto che qualcosa non andasse.

I Carabinieri si sono quindi spostati verso il Poggio Cossato, punto panoramico poco distante, pensando che gli occupanti del veicolo potessero essersi allontanati per ammirare il paesaggio. È stato allora che hanno udito una flebile richiesta di aiuto provenire dalla scarpata sottostante, proprio all'altezza dell'auto.

Dopo aver immediatamente allertato la Centrale Operativa e richiesto rinforzi, il capoequipaggio ha affrontato senza esitazione la ripida discesa lungo una pietraia estremamente pericolosa, mentre il collega rimasto sulla strada lo guidava via radio, orientandosi in base alla provenienza della voce. Nel frattempo è giunta sul posto anche una pattuglia della Stazione Carabinieri di Valle Mosso, e un secondo militare si è unito alle ricerche.

L'individuazione del ferito si è rivelata particolarmente complessa. Il giovane si trovava infatti nascosto sotto un albero, su un terreno franoso e con una forte pendenza, circostanze che lo rendevano completamente invisibile dalla carreggiata. Dopo una lunga ricerca, i militari sono riusciti a raggiungerlo a circa 200 metri sotto il livello della strada. Era cosciente, ma riportava gravi traumi dovuti alla caduta. Alla vista dei soccorritori, con un filo di voce, ha chiesto incredulo: «Come avete fatto a trovarmi?». Una domanda che testimonia quanto fossero ridotte le possibilità di essere individuato casualmente.

I Carabinieri lo hanno rassicurato e, attraverso le radio di servizio, hanno fornito al medico dell'ambulanza medicalizzata le prime informazioni sulle sue condizioni cliniche, mentre ai Vigili del Fuoco hanno trasmesso le indicazioni necessarie per organizzare il recupero in sicurezza.

L'operazione di soccorso ha richiesto un importante dispiegamento di uomini e mezzi. Una prima squadra dei Vigili del Fuoco si è calata con le corde fino al punto in cui si trovava il ferito, mentre successivamente è intervenuto anche l'elicottero "Drago", che ha consentito il recupero mediante verricello. Il giovane è stato immobilizzato su una barella, issato a bordo del velivolo e trasportato all'Ospedale di Biella, dove è tuttora ricoverato per le gravi lesioni riportate.

Sono ora in corso gli accertamenti per chiarire le cause dell'incidente. Secondo le prime ricostruzioni, il ragazzo sarebbe precipitato oltre tre ore prima del ritrovamento, senza che alcun automobilista si accorgesse della sua presenza né segnalasse il veicolo fermo lungo la provinciale.

L'episodio mette in evidenza il valore dell'attività quotidiana di controllo del territorio svolta dalle forze dell'ordine, spesso considerata ordinaria ma capace, grazie all'attenzione ai dettagli e alla prontezza operativa, di trasformarsi in un intervento decisivo. Sul piano sociale rappresenta anche un richiamo all'importanza della vigilanza nelle aree montane e della collaborazione tra Carabinieri, Vigili del Fuoco e personale sanitario, una sinergia che, anche in questo caso, si è rivelata determinante per salvare una vita.

je.fe.

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