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ATTUALITÀ | 13 luglio 2026, 19:57

Torre per le telecomunicazioni ad Arpuilles, il Comune apre al dialogo ma il progetto resta al centro delle contestazioni

L'Amministrazione comunale avvia un confronto con progettisti, società proponente, operatori telefonici e residenti sul contestato progetto della torre per telecomunicazioni ad Arpuilles. Il sindaco Raffaele Rocco rivendica il ruolo di mediatore e annuncia la verifica di siti alternativi, ma restano le contraddizioni di un iter già avviato e le perplessità dei cittadini, che chiedono certezze sulla tutela del paesaggio

Immagine generata con l'IA

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L'incontro convocato oggi, 13 luglio 2026, dal Comune di Aosta sulla prevista torre per le telecomunicazioni ad Arpuilles rappresenta un primo tentativo di ricomporre un confronto che, nelle ultime settimane, si era progressivamente irrigidito. Attorno allo stesso tavolo si sono seduti il sindaco Raffaele Rocco, l'assessore Luca Tonino, i progettisti, i rappresentanti della società proponente, un delegato di Wind Tre e, indirettamente, i residenti e il Comitato La Voix du Pays, protagonisti delle proteste contro un'infrastruttura ritenuta troppo impattante per uno dei versanti più delicati del territorio comunale.

Nel corso dell'incontro il sindaco ha ribadito che il Comune intende seguire con attenzione l'iter amministrativo di competenza dello Sportello unico degli enti locali (SUEL), cercando un equilibrio tra le esigenze di copertura telefonica e la tutela del paesaggio. Una posizione che, tuttavia, evidenzia anche alcune contraddizioni. Se da una parte l'Amministrazione sostiene di non poter interferire con un procedimento disciplinato dalla normativa, dall'altra rivendica un ruolo attivo nella ricerca di soluzioni alternative, ammettendo implicitamente che il progetto oggi sul tavolo presenta criticità tali da rendere necessario un ulteriore approfondimento.

La società proponente ha confermato di voler proseguire l'iter relativo al progetto già depositato presso il SUEL, precisando di essere impegnata nella predisposizione delle integrazioni richieste durante l'istruttoria. Parallelamente, ha manifestato disponibilità a valutare eventuali localizzazioni differenti qualora risultassero tecnicamente praticabili.

Secondo quanto illustrato dai progettisti, la scelta dell'area di Arpuilles non sarebbe casuale, ma il risultato di un lungo lavoro di verifiche tecniche finalizzato a garantire una copertura radioelettrica efficace della collina di Aosta, il collegamento con la rete esistente, la disponibilità dell'alimentazione elettrica e l'accessibilità del sito. Le altre ipotesi analizzate, è stato spiegato, avrebbero presentato limiti tecnici oppure costi particolarmente elevati.

Proprio questo passaggio mette però in luce uno dei principali nodi della vicenda. Se il sito attuale è stato individuato dopo un'accurata analisi tecnica e le alternative sono già state considerate poco praticabili, appare legittimo chiedersi su quali basi possa ora svilupparsi una nuova ricerca senza rischiare di allungare ulteriormente tempi e incertezze. Il rischio è che il confronto venga percepito come un tentativo di rassicurare i cittadini quando gran parte delle decisioni tecniche risultano già maturate.

Nel corso della riunione il Comune ha proposto una prima area di proprietà comunale da sottoporre a verifica. Saranno ora i progettisti e gli operatori a valutarne la capacità di garantire la copertura radioelettrica, il collegamento con la rete degli impianti esistenti, l'accessibilità, la disponibilità dell'energia elettrica, l'impatto ambientale e la complessiva fattibilità dell'intervento.

Commentando l'esito dell'incontro, il sindaco Raffaele Rocco ha affermato che «l'incontro di oggi rappresenta un passaggio concreto del lavoro avviato dall'Amministrazione dopo avere ascoltato le preoccupazioni dei residenti», aggiungendo che il Comune «non può sostituirsi ai soggetti competenti nell'istruttoria né anticiparne l'esito», ma deve «favorire il confronto, chiedere che siano verificate tutte le alternative ragionevolmente praticabili e ricercare una soluzione che riduca, per quanto possibile, l'impatto sul territorio». Il primo cittadino ha inoltre parlato di una «disponibilità positiva» da parte dei progettisti, della società e dell'operatore telefonico, definendo la verifica del sito comunale «un primo risultato concreto del confronto».

Parole che difficilmente basteranno a dissipare le perplessità emerse tra i residenti. Le proteste non riguardano infatti soltanto la localizzazione dell'impianto, ma anche il metodo seguito fino ad oggi. Molti cittadini ritengono che il dialogo con il territorio sarebbe dovuto iniziare ben prima della presentazione del progetto, evitando che il confronto arrivasse soltanto quando il procedimento amministrativo era ormai avviato. Anche la possibilità concessa al Comitato La Voix du Pays di suggerire nuove aree viene accolta con interesse, ma resta subordinata al giudizio tecnico degli operatori, lasciando al Comune margini decisionali piuttosto limitati.

Sul piano politico la vicenda rappresenta un banco di prova per l'Amministrazione comunale. Da un lato vi è la necessità di garantire servizi digitali sempre più efficienti in una zona collinare che presenta evidenti problemi di copertura telefonica; dall'altro emerge la crescente sensibilità verso la tutela del paesaggio, bene strategico non solo sotto il profilo ambientale ma anche economico e turistico. Ogni decisione dovrà quindi misurarsi con un equilibrio delicato, nel quale l'interesse pubblico non può essere ridotto esclusivamente agli aspetti tecnologici.

L'incontro si è concluso con l'impegno dei progettisti ad avviare le verifiche sul sito indicato dal Comune, mentre l'Amministrazione ha assicurato che manterrà informati residenti e Comitato sugli sviluppi dell'istruttoria. Resta però una questione di fondo: quando un'opera suscita un'opposizione così diffusa, la trasparenza non può limitarsi a informare sulle decisioni già prese, ma deve diventare parte integrante del processo decisionale fin dall'inizio. È su questo terreno che si misurerà la credibilità dell'Amministrazione e la sua capacità di conciliare innovazione tecnologica, partecipazione democratica e tutela del territorio.

pi.mi.

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